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Per la rubrica "Studi", apre il primo
numero di quest'anno un interessante saggio sulla dattiloscopia,
frutto della collaborazione interdisciplinare tra personale del
Raggruppamento Carabinieri Investigazioni Scientifiche e docenti e
ricercatori delle Università di Chieti e di Vienna. La
dattiloscopia conferma la sua originaria vocazione a insostituibile
strumento nel campo dell'identificazione personale, evolvendo, dal
punto di vista epistemologico, da settore della criminalistica a
vera e propria scienza forense. Lo sviluppo delle investigazioni
scientifiche e l'ausilio che in tale campo di attività può essere
fornito dalle nuove tecniche identificative, costituisce il tema
principale dell'articolo che pone a base dell'efficacia del dato
dattiloscopico la sua rigorosa trattazione tra biometria e indagine
statistica. La biometria è quella scienza che ha come oggetto di
studio la misurazione delle variabili fisiologiche o
comportamentali tipiche degli organismi, attraverso metodologie
matematiche e statistiche. In questo settore, per ogni operatore di
polizia preventiva e giudiziaria è indispensabile comprendere il
notevole valore di questi ausili investigativi che nascono e si
perfezionano dalla costante richiesta di metodologie d'azione in
linea con lo sviluppo tecnologico e con il necessario rigore
scientifico.
A seguire, un illuminante articolo su un tema sempre più di
attualità e non ancora definitivamente concluso dal punto di vista
dottrinale: l'estensione del diritto di voto agli immigrati non
comunitari regolarmente soggiornanti in Italia. Lo studio affronta
la problematica secondo la prospettiva del diritto comparato ed una
spiccata sensibilità giuridica, saldamente ancorata ai valori
costituzionali e alla tematica dei diritti umani. L'articolo offre
un ampio panorama su quelle che, a parere dell'Autore, potrebbero
costituire valide ed auspicabili soluzioni, volte a conciliare
diverse esigenze giuridiche, apparentemente contrastanti.
Segue uno studio riguardante l'analisi dei dati relativi alla
capillare diffusione ed utilizzo delle tecnologie informatiche,
unitamente all'avvento della rete globale di comunicazione meglio
nota come internet. L'articolo sottolinea come questi fenomeni di
modernizzazione accelerata dimostrino quanto la società
contemporanea sia stata radicalmente trasformata nelle sue
strutture sociali ed economiche e come l'insidia della criminalità
si annidi nelle attività di impresa caratterizzate dalle nuove
tecnologie e da una pervasiva cultura digitalica. L'Autore, alla
luce della Legge 18 marzo 2008, n. 48, traccia, con dovizia di
particolari, tutta una serie di tematiche che hanno condotto ad una
inevitabile ridelineazione di tutte le fattispecie tradizionali
contenute nei codici e nelle leggi speciali penali relative
all'utilizzo dei supporti informatici.
Sempre nella rubrica "Studi", troviamo un articolo sull'influenza
dei Mass media nella giustizia penale. L'importanza del tema si
correla soprattutto allo sviluppo dell'attuale società
dell'informazione, in cui la libertà di manifestazione del
pensiero, il diritto di cronaca e di critica, nel loro valore
fondante il sistema democratico, devono trovare un giusto punto di
equilibrio con altri diritti ed esigenze giuridicamente rilevanti.
L'impatto esercitato dai mezzi di comunicazione di massa e il loro
ruolo globalizzante possono deformare il quadro cognitivo e i
giudizi di valore su fatti e persone. La problematica diviene molto
delicata nel campo della giustizia penale ove sono in gioco beni ed
interessi costituzionalmente garantiti che potrebbero subire
limitazioni e condizionamenti. Lo studio evidenzia le necessità di
giungere dialetticamente a soluzioni che tutelino valori di pari
rango, salvaguardando costantemente la dignità della persona
umana.
Chiude la rubrica "Studi", un tema di costante interesse ed
attualità: la responsabilità penale e amministrativa delle imprese.
La recente disciplina, ormai consolidata dal punto di vista
normativo e giurisprudenziale, consente anche di fronteggiare con
particolare efficacia le organizzazioni criminali che sono in grado
di mantenere vive le proprie attività, grazie ad un sistema
artificiale di copertura. L'articolo è un'attenta disamina del
decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231, evidenziando, nei suoi
aspetti penali ed amministrativi, il concetto di responsabilità
delle imprese.
Nella rubrica "Giurisprudenza" proponiamo la nota alla sentenza
della Cassazione Penale, Sezioni Unite, 24 aprile - 10 luglio 2008,
n. 28605, in tema di delitto di coltivazione diretta di piante da
stupefacenti. Viene sottolineato come risulti privo di ogni
fondamento giuridico la distinzione tra coltivazione domestica e
coltivazione in senso tecnico agrario, in quanto costituisce
condotta penalmente rilevante qualsiasi attività non autorizzata di
coltivazione di piante dalle quali si possono estrarre sostanze
stupefacenti.
Sempre nella stessa rubrica si segnala la nota alla sentenza del
T.A.R. Lombardia 13 febbraio 2008, n. 69, sul potere di sospensione
e di revoca dell'autorizzazione alla somministrazione di cibi e
bevande e la sua attribuzione all'autorità di pubblica
sicurezza.
Per la rubrica "Attualità e commenti" pubblichiamo un breve saggio
sull'istituto dell'astensione in materia di giudizio di
avanzamento.
Infine, per i "Materiali per una storia dell'Arma" riproponiamo un
articolo pubblicato sul n. 6 del 1959 del Notiziario per l'Arma dei
carabinieri, a firma dell'allora tenente colonnello Francesco Mario
Pagano, dal titolo "Il 1859 nella storia dei
Carabinieri".
Gen. D. Ugo Zottin |