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Tullio
Padovani
Codice Penale
2^ edizione, Giuffrè editore, 2000, pagg. 3330, Lire 300.000
(154,94 euro)
Nella collana "Le fonti del diritto italiano", che si prefigge di
illustrare i testi fondamentali del nostro ordinamento giuridico,
commentati con la dottrina e annotati con la giurisprudenza, viene
edita la seconda edizione del Codice penale. Opera monumentale, cui
hanno collaborato ben 64 autori coordinati dal Prof. Tullio
Padovani, il testo rappresenta il più aggiornato commento, articolo
per articolo, di tutto il codice penale e del Testo unico delle
leggi in materia di disciplina degli stupefacenti e delle sostanze
psicotrope (d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309). Per ogni articolo viene
riportata la bibliografia essenziale prima del commento
sistematico, che costituisce un capitolo a sé, strutturato in
paragrafi e sottoparagrafi che rendono schematica e chiara la
complessa esposizione ed agevole la lettura, sia per chi vuole
gettare uno sguardo d'insieme sulle problematiche giuridiche
sollevate da ciascun articolo, sia per chi è interessato a singoli
argomenti. Particolarmente efficace l'analisi delle fattispecie
criminose che si dipana fra oggetto giuridico, soggetto attivo,
elemento materiale , elemento soggettivo, tentativo (e
consumazione) ed eventuali cause di non punibilità, circostanze
speciali, questioni processuali e di diritto intertemporale,
differenze da altri reati e concorso di reati. Un dettagliato
indice analitico - alfabetico e un indice sommario completano
l'opera, rendendola particolarmente utile sia per gli aspetti
teorici che per quelli eminentemente pratici.
Pier Paolo Rivello
Procedura e ordinamento
giudiziario militare. Giurisdizione penale internazionale
Giappichelli editore, 2000, pagg. 302, Lire 42.000 (21,69
euro)
La procedura penale militare è un
campo di interessi non particolarmente curato negli ultimi anni.
L'impatto del nuovo codice di procedura penale sul processo penale
militare ha comportato un completo svuotamento di quest'ultimo
sistema processuale, che non è stato oggetto né di riforma né di
una disciplina di coordinamento. L'incompatibilità di parecchie
norme del libro III del codice penale militare di pace con il nuovo
sistema processuale penale ha ridotto drasticamente gli spazi di
specialità della materia penale militare, con il progressivo
inaridimento della riflessione dottrinale sul tema. Il testo di
Pier Paolo Rivello in questo contesto rappresenta un contributo di
estrema importanza sia per tenere desta l'attenzione della cultura
giuridica su di un settore importante del nostro ordinamento, sia
per tracciare un "bilancio costruttivo" della procedura penale
militare che consenta, da una parte, di realizzare una
ricostruzione critica dell'attuale assetto legislativo e,
dall'altra, di prefigurare scenari futuri in una prospettiva
internazionale. L'autore dopo una puntuale analisi generale, non
disgiunta da efficace profilo storico degli specifici istituti
giuridici, descrive l'attuale struttura dell'ordinamento
giudiziario militare e le principali problematiche che reca con sé
il continuo ed inesorabile processo di erosione della giurisdizione
penale militare . Gli istituti processuali vengono illustrati nella
loro peculiarità seguendo l'ordine logico - sistematico del nuovo
codice di procedura penale: soggetti, atti, prove, misure
cautelari, indagini preliminari vengono analizzati con riferimento
agli aspetti caratterizzanti il processo penale militare.
Particolarmente significative le pagine sulla polizia giudiziaria
militare. A parte l'autore tratta dei procedimenti speciali e del
giudizio ordinario innanzi gli organi giudiziari militari ed il
regime delle impugnazioni (appello, ricorso in Cassazione,
revisione). Non mancano ampie riflessioni sulla fase
dell'esecuzione ed uno sguardo critico all'ordinamento
penitenziario militare. La parte maggiormente innovativa, che
rappresenta un felice connubio tra problematiche penali militari e
penali internazionali (e forse il futuro della giustizia militare e
del diritto penale militare) è costituita dal capitolo sui riflessi
internazionalistici, dove l'autore delinea una teoria dei tribunali
penali internazionali e saluta con estremo favore l'approdo ad una
Corte penale internazionale permanente. Di notevole spessore ed
attualità anche le problematiche de iure condendo sollevate
dall'autore in tema di adeguamento della normativa nazionale al
diritto internazionale umanitario; senza tralasciare il tema del
diritto applicabile alle spedizioni all'estero per operazioni
militari e quello dei reati commessi nel nostro Paese dai militari
stranieri appartenenti alle forze della Nato.
Franco Cordero
Procedura Penale
VI edizione, Giuffrè editore,
2001, pagg. 1336, Lire 145.000 (74,89 euro)
Giunge alla sesta edizione
l'importante opera del Prof. Franco Cordero. Come sempre le novità
legislative trovano ampio spazio nella riflessione critica ed
attenta dell'autore. Emergono lucidamente le contraddizioni di una
procedura mai paga di equilibri istituzionali e normativi, che
possano finalmente definire un assetto stabile a avulso dagli umori
di un legislatore sollecito alle continue riforme settoriali e di
una giurisprudenza ondivaga, che al potere di denotazione ogni
tanto sostituisce un potere di disposizione. Ma il Prof. Cordero
già ci aveva insegnato che la vitalità della procedura penale sta
proprio nel fatto di essere una "materia impura", che più di ogni
altra materia giuridica risente gli effetti delle scelte politiche
e delle opzioni ideologiche di fondo. Anche se si tratta di una
nuova edizione di un testo, ormai ampiamente consolidato nelle sue
strutture espositive e sistematiche, non si può in poche righe
condensarne lo spessore culturale e dottrinale, anche se solo
relativamente alle parti aggiunte o modificate. E' soltanto
consigliabile una lettura attenta delle novità apportate dai
recenti provvedimenti legislativi, soprattutto per l'operatore
pratico, perché siano colti, al di là delle formule prescrittive,
lo spirito e le inevitabili antinomie del "nuovo". Ma é anche
consigliabile una rilettura del "vecchio", perché le novità
sarebbero incomprensibili, o almeno assimilate acriticamente, senza
una visione d'insieme della nuova procedura e una precomprensione
dei valori culturali e giuridici che il modello accusatorio ha
introdotto, seppur a fatica e con qualche rigurgito, nel nostro
sistema processuale.
D. Siracusano, A. Galati, G.
Tranchina, E. Zappalà
Diritto processuale penale -
volume II -
IV^ edizione, Giuffrè editore,
2001, pagg. 714, Lire 74.000 (38,22 euro)
La nuove edizione del secondo volume
completa l'esposizione del sistema processuale penale, con gli
aggiornamenti recentemente intervenuti in tema di giusto processo,
indagini difensive, giudice unico e competenza penale del giudice
di pace. Il testo apre con un'ampia e dettagliata illustrazione
dell'udienza preliminare e delle indagini preliminari: dopo un
capitolo introduttivo, significativamente denominato "la
'polivalenza' delle indagini preliminari" (Siracusano), gli autori
(Galati) trattano del procedimento per le indagini preliminari e
delle relative attività della polizia giudiziaria e del pubblico
ministero, dell'intervento dell'organo giurisdizionale durante lo
svolgimento dell'attività investigativa, delle indagini difensive
ed infine (Siracusano) della chiusura delle indagini preliminari.
Segue l'illustrazione dell'udienza preliminare (Galati) e la
trattazione dei procedimenti speciali (Zappalà), raggruppati in due
tipologie: procedimenti di deflazione del dibattimento (giudizio
abbreviato, tipico e atipico, applicazione della pena su richiesta
delle parti e procedimento per decreto), riti speciali di
anticipazione del dibattimento (giudizio direttissimo e giudizio
immediato). Segue la parte sul giudizio (Siracusano) articolata in:
principi generali, atti del predibattimento, del dibattimento e
successivi al dibattimento. Continuando, troviamo le novità dei
procedimenti per i reati di cognizione del tribunale in
composizione monocratica e del giudice di pace (Tranchina), con
l'esposizione dei criteri, dei particolari organi giudiziari
competenti e dello svolgimento dei relativi riti. A seguire la
parte riguardante le impugnazioni, articolata in capitoli inerenti
i principi generali, l'appello, il ricorso per Cassazione, le
impugnazioni contro i provvedimenti del giudice di pace, la
revisione (Galati). Completa l'opera la parte relativa
all'esecuzione penale (Tranchina), composta da sei capitoli
riguardanti il giudicato penale, l'esecuzione dei provvedimenti
giurisdizionali penali, l'esecuzione disciplinare e civile in
materia penale, il giudice dell'esecuzione, la magistratura di
sorveglianza e il casellario giudiziale. Chiudono la trattazione la
parte inerente i rapporti giurisdizionali con le autorità straniere
e la trattazione del processo a carico di imputati minorenni
(Zappalà).
David Brunelli
Codici penali militari
Giuffrè ediotre, 2001, pagg. 1350, Lire 190.000 (98,13
euro)
Il volume "Codici penali militari",
cui hanno collaborato David Brunelli, Luigi Maria Flamini, Giuseppe
Mazzi, Antonio Sabino, Vincenzo Santoro e Francesco Ufilugelli,
rappresenta l'opera più importante realizzata negli ultimi anni
nella materia del diritto penale militare. Per la verità, un
commento sistematico così ampio e puntuale, attento sia alle
esigenze dell'operatore pratico, ma non disgiunto da preoccupazioni
teoriche di notevole spessore, non c'é mai stato per i codici
penali militari. Per ogni singolo articolo dei codici viene
riportata una dettagliata nota bibliografica ed un commento
dottrinale ricco di riferimenti bibliografici che, senza perdere di
vista l'unità del sistema, opera un'esegesi del testo penetrante,
costantemente orientata ai valori costituzionali. Gli autori
mostrano anche come il diritto penale militare non sia una monade
senza finestre, ma vive e si arricchisce nel confronto e
nell'integrazione con tutto il sistema penale; e da questo
confronto che emergono i limiti strutturali del diritto penale
militare e, soprattutto, il suo di arretratezza. La parte generale
perde sempre più quel carattere di marcata specialità che ha da
sempre contraddistinto questo settore giuridico, la parte speciale,
da una parte rimane ancorata ad una serie di fattispecie criminose
che hanno perso gran parte del loro significato offensivo,
dall'altra mostra tutti i segni di un modello di costruzione e di
ripartizione di reati comuni e militari sempre più irrazionale. La
parte processuale è semplicemente scomparsa, rifluita quasi
completamente nella nuova procedura penale, lasciando sopravvivere
difficoltà interpretative, in merito alla compatibilità dell'intero
sistema processuale militare e pochi istituti su cui criticamente
gli autori evidenziano più ombre che luci. Il messaggio che
proveniente da quest'opera è che il diritto penale militare, per
poter funzionare efficacemente e per avere ancora una ragione
politica e giuridica che giustifichi la sua esistenza di diritto
speciale, debba essere rivisitato dal legislatore almeno in quelle
parti che più stridono con una moderna visione del diritto penale,
sia per eliminare o, quantomeno, aggiornare settori che più non
hanno bisogno di tutela penale, sia per valutare e dare ingresso a
nuove esigenze di tutela che la trasformazione radicale dello
strumento militare ormai impone ineludibilmente.
Antonio Pagliaro
Principi di diritto penale. Parte
speciale - II - Delitti contro l'amministrazione della
giustizia
Giuffrè editore, 2000, pagg. 268, Lire 32.000 (16,53
euro)
L'opera del Prof. Pagliaro si
aggiunge al testo dedicato ai delitti contro la pubblica
amministrazione, arricchendo la parte speciale dei "Principi di
diritto penale". Il volume è strutturato internamente sulle
principali fattispecie criminose relative all'oggetto giuridico di
categoria indicato precedentemente, analizzate secondo un modulo
schematico molto articolato che pone immediatamente in evidenza gli
elementi essenziali dei singoli reati e i maggiori profili
problematici. Il corredo dottrinale e giurisprudenziali è sempre
ricco e puntuale, fornendo continuamente riferimenti di
approfondimento e di verifica delle tesi sostenute. Seguendo
fedelmente la sistemazione del codice penale il volume si suddivide
in tre parti: nozioni generali e delitti contro l'attività
giudiziaria, delitti contro l'autorità delle decisioni giudiziarie
e delitti di tutela arbitraria delle private regioni. All'interno
di queste tre parti le principali figure delittuose: delitti di
omessa denuncia, rifiuto di uffici legalmente dovuti, delitti di
falsa denuncia, falso giuramento della parte, delitti di falsa
testimonianza, delitti di frode processuale, favoreggiamento,
infedeltà del patrocinatore, evasione e procurata evasione, mancata
esecuzione dolosa di un provvedimento del giudice civile,
violazione di pignoramento o di sequestro giudiziario o
conservativo, mancata esecuzione di provvedimenti del giudice
penale, esercizio arbitrario delle proprie ragioni.
Fabrizio Ramacci
Corso di diritto penale
Giappichelli, II^ edizione, 2001, pagg. 700-IV, Lire 95.000
(49,06 euro)
Che il diritto penale sia una
materia di profonda riflessione per il pensiero giuridico potrebbe
sembrare un'affermazione quanto meno retorica, se non si volgesse
lo sguardo alla notevole produzione manualistica, notevole non solo
in senso quantitativo. In un contesto dottrinale così critico,
ricco di fermenti, proposte, idee e riforme, più o meno auspicate e
perseguite, si pone la seconda edizione del volume del Prof.
Ramacci, docente, tra l'altro, presso la nostra Scuola Ufficiali.
L'opera strutturata in tre parti (principi costituzionali e
interpretazione, reato e conseguenze giuridiche del reato) propone
un'attenta e dettagliata analisi di tutta la parte generale del
diritto penale. Ciò che colpisce, al di là delle scelte
sistematiche ed espositive dell'autore, è l'estensione della prima
parte che occupa più di un terzo dell'intero testo. Questa
notazione non è solo un dato estrinseco, meramente quantitativo, ma
vuole sottolineare il singolare approccio alla materia, in una
prospettiva che rispetto al diritto penale è attenta sia alle
dinamiche che potremo definire esterne (e condizionanti), sia alla
sua intima struttura connotativa. I principi costituzionali, da un
parte, non costituiscono soltanto il tessuto connettivo fondante
del sistema penale italiano, ma rappresentano anche un'aspirazione
sistematica cui l'attesa riforma di questo stesso sistema guarda
con fiducia e speranza. Il principio di legalità, di offensività,
di colpevolezza e di umanizzazione della pena nella direttiva della
rieducazione del reo non sono scatole vuote, frutto di mero
legalismo, ma debbono informare completamente il nostro sistema
penale in una prospettiva di modernità e democrazia. D'altra parte
i profili interpretativi del diritto penale, acutamente analizzati
dall'autore, pongono in rilievo la particolare struttura delle
norme incriminatrici, la cui conoscenza non solo è essenziale alla
loro effettiva comprensione, ma è anche indispensabile per la loro
corretta applicazione. È così che a differenza di altre opere
generali, l'autore, diffusamente illustra la metodologia
dell'interpretazione della legge penale, scomponendo la stessa nei
suoi profili epistemologici e nei suoi aspetti applicativi. Lo
spazio dell'interpretazione diventa allora fondamentale per un
corso che non vuole essere esclusivamente illustrazione di istituti
giuridici, ma soprattutto ricerca di valori fondanti e di una
logica rigorosa, spesso offuscata dall'emotività di scelte
legislative contingenti e da una giurisprudenza talvolta
ipersensibile agli umori che traspirano dal contesto
socio-politico.
Giorgio Spangher
Le nuove norme sulla tutela della
sicurezza dei cittadini
Giuffrè editore, 2001, pagg. 332,
Lire 45.000 (23,24 euro)
Il testo rappresenta un attento ed
analitico esame del cosiddetto "pacchetto sicurezza". In linea con
le finalità della collana "Teoria e pratica del diritto - sezione
III - diritto e procedura penale", questo 117° volume offre un
commento a caldo di un complesso provvedimento legislativo che va
ad incidere in diversi ambiti disciplinari: processo, sistema
sanzionatorio, misure di prevenzione, pubblica sicurezza. Per gli
operatori di polizia giudiziaria e di pubblica sicurezza si
segnalano in particolar modo i seguenti contributi: quello di Carlo
Bonzano sul nuovo assetto dei delitti di furto, a seguito delle
modifiche degli artt. 624 e 625 c.p. e l'introduzione dei nuovi
artt. 624-bis (furto in abitazione e furto con strappo) e 625-bis
c.p.; quello di Antonietta Carretta e Anna Maria De Santis sulla
modificazione della norma sugli organi e forme delle notificazioni
che comporta una riduzione nel settore dell'attività di polizia
giudiziaria; quello di Raffaella Bonsignori sui nuovi profili
processuali delle indagini ad iniziativa della polizia giudiziaria
che emergono a seguito della modificazione degli artt. 327
(direzione delle indagini preliminari) e 348 (assicurazione delle
fonti di prova) c.p.p.; quello Roberto Giovagnoli sulla modifica
della disciplina del fermo di indiziato di delitto (art. 384
c.p.p.) in relazione all'impossibilità di identificare l'indiziato;
quello di Francesco Bartolini Baldelli sulla difesa sociale e la
modificazione della disciplina di alcune misure di prevenzione
contenute nella legge 27 dicembre 1956, n. 1423; quello di Giuseppe
Casaccia sull'attività di coordinamento delle Forze di polizia e i
più incisivi poteri di controllo in materia di ordine e sicurezza
pubblica, cui sono dedicati ben sei articoli del nuovo
provvedimento legislativo che si occupano di: comitato provinciale
per l'ordine e la sicurezza pubblica, piani coordinati di controllo
del territorio, vittime di reati, prevenzione di delitti di
ricettazione, riciclaggio e reimpiego di beni di provenienza
illecita, attività sottoposte ai controlli di prevenzione, impiego
di contingenti di personale militare delle Forze armate con
specifiche attribuzioni di poteri di pubblica sicurezza ai militari
operanti. Un ulteriore pregio del volume è, inoltre, l'appendice
legislativa che contiene integralmente il testo di legge in
commento ed i testi coordinati (limitatamente agli articoli
interessati) del codice penale, del codice di procedura penale e
delle leggi che hanno subito modificazioni ed integrazioni, tra cui
principalmente la legge n. 1423/1956 e la legge 1° aprile 1981, n.
121.
Graziano Prelati
Il tribunale di
sorveglianza
Giuffrè editore, 2001, pagg. 287
(+ cd-rom), Lire 50.000 (25,82 euro)
Il volume di Prelati è un manuale
pratico (non a caso è stato pubblicato nella collana "Diritto e
pratica professionale"), aggiornato con la recente legislazione in
materia, che riporta sinteticamente tutta la normativa relativa
all'esecuzione penale. In quattro parti vengono illustrati i
principali istituti della materia: il tribunale di sorveglianza, le
modalità di esecuzione alternativa delle pena, le impugnazioni al
tribunale di sorveglianza e gli altri procedimenti. In particolare,
del tribunale di sorveglianza vengono analizzati l'organo nel suo
complesso e la peculiare figura del presidente, la competenza ed il
procedimento di sorveglianza. Per il regime alternativo alla pena
detentiva, l'autore esamina l'affidamento in prova al servizio
sociale e quello in casi particolari, la sospensione della pena
prevista dal testo unico sugli stupefacenti, la liberazione
condizionale, la detenzione domiciliare, il rinvio della pena, la
liberazione anticipata i divieti e i limiti alla concessione di
benefici, la conversione in materia di sanzioni sostitutive e pene
pecuniarie. Riguardo alle impugnazione l'analisi verte sui reclami,
i ricorsi e gli appelli. Per quanto riguarda gli altri procedimenti
vengono analizzati la riabilitazione, il patrocinio a spese dello
Stato, l'inammissibilità, la correzione di errori materiali i
ricorsi per Cassazione, i registri. In appendice una dettagliata
modulistica (ben 74 diversi modelli relativi alla difesa, alla
cancelleria e al giudice) fornisce validissimi strumenti pratici
per l'operatore del settore. Utilissima anche la parte riguardante
gli indirizzari relativa agli uffici e ai tribunali di
sorveglianza, ai centri di servizio sociale e agli istituti
penitenziari.
Giustizia Noviello, Paolo Sordi,
Ennio Antonio Apicela, Vito Tenore
Le nuove controversie sul pubblico
impiego privatizzato e gli uffici del contenzioso dopo il testo
unico sul pubblico impiego
Giuffrè editore, xxx, pagg. 625,
Lire 78.000 (40,28 euro)
Il successo della prima edizione del
volume (1999) ha stimolato gli autori, tutti esperti avvocati dello
stato e magistrati, coordinati dal Prof. Vito Tenore (anch'egli
Magistrato), a mettere mano al testo base per adeguarlo
principalmente al quadro normativo di riferimento discendente dal
D. Lgs. n. 165/2001. Il lavoro, giunto pertanto alla seconda
edizione, può, a pieno titolo, essere inserito fra i classici del
settore per la completezza delle questioni trattate, per la cura
degli approfondimenti e per la natura manualistica del libro.
L'opera, edita per l'utile collana "Cosa & Come" della casa
editrice Giuffrè, si pone lo scopo di essere una semplice guida per
la gestione del contenzioso nel mondo del lavoro pubblico
privatizzato.
Il testo, articolato su otto capitoli e due appendici monotematiche
sulla giurisprudenza più rilevante e sulla normativa di settore,
consente un approccio concreto alla problematica, privo di inutili
corollari di minor rilievo pratico.
Gli autori, stimolati da congrue esperienze professionali e
didattiche, hanno riepilogato, in modo chiaro e semplice, un
comparto del diritto assai complesso, senza mai cadere nella
ovvietà.
L'opera riepiloga, come punto nodale, una delle principali
innovazioni introdotte dal D. Lgs. n. 29/1993 (recante norme in
materia di organizzazione del pubblico impiego, recentemente
confluito nel D. Lgs. n. 165/2001) costituita dalla devoluzione al
giudice ordinario, del cospicuo contenzioso relativo al rapporto di
lavoro fra P.A. e dipendenti pubblici, precedentemente riservato
alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo. Tale
passaggio di giurisdizione, che costituisce il naturale sviluppo
della cosiddetta privatizzazione del pubblico impiego, ha
comportato la omogeneizzazione del regime processuale.
Siffatto spostamento di giurisdizione ha lasciato spazio, però, ad
altre problematiche, già evidenziate dalla dottrina. Infatti, non
sono del tutto chiariti i confini dell'ambito di giurisdizione del
giudice ordinario.
Il testo si muove anche in questa ottica, ossia in quella di
fornire elementi interpretativi di chiarezza sui vari profili
sostanziali e processuali che costituiscono davvero i punti
nevralgici della dinamica giuridica, messi in evidenza con
frequenti ed opportuni richiami all'appendice
giurisprudenziale.
Di significativo interesse è il capitolo VII riservato "agli uffici
per il contenzioso e la loro organizzazione", per i rilevanti
riflessi pratici che ha sulla stessa P.A. agente. Il Prof. Tenore,
nel capitolo, ha posto l'attenzione su un'altra fondamentale novità
legislativa: in primo grado la difesa in giudizio innanzi al
tribunale del lavoro è affidata dalla parte resistente e, dunque,
dall'amministrazione ai propri dipendenti (art. 417 bis
c.p.c.).
Il conferimento della difesa dell'amministrazione a propri
dipendenti rappresenta un processo evolutivo che trova conferma nei
più recenti provvedimenti che tendono a devolvere a difensori (non
professionisti) interni le controversie di minor complessità. Si
tende, in tal modo, di deflazionare il carico di lavoro
dell'Avvocatura erariale e di contenere i costi
dell'amministrazione, non patrocinati dall'Avvocatura dello Stato,
nel pagare i compensi dei professionisti del foro.
Nel capitolo, il Tenore offre ai "difensori interni" utili spunti
organizzativi per agevolare l'attività di difesa della propria
amministrazione che, talvolta, sono estremamente importanti per
avere un quadro di riferimento aggiornato. In sostanza, tutto il
manuale tratta principi sostanziali e processuali con l'occhio
puntato all'operatore del diritto che è quotidianamente impegnato a
soddisfare esigenze operative e concrete.
In conclusione, si tratta di un manuale ben concepito, completo, di
sicuro ausilio nell'attuazione della nuova disciplina giuridica sul
contenzioso del pubblico impiego privatizzato diretto all'obiettivo
di efficacia ed efficienza della P.A.. In tale quadro, dunque, il
volume appare rispondente alle premesse, tanto da divenire una
guida operativa estremamente utile per orientarsi nel difficile
mondo del contenzioso amministrativo.
Magg. CC Francesco Bonfiglio
Giovanni Cantoni
Aspetti in ombra della legge
sociale dell'islam
Centro Studi sulla Cooperazione "
A. Cammarata", S. Cataldo (CL), 2000, pagg. 174, Lire 20.000 (10.33
euro)
L'asciutta cronaca dei fatti che
pongono in costante pericolo la pace in Medio Oriente e le notizie,
non infrequenti, di vere e proprie persecuzioni nei confronti di
cristiani in Sudan, Algeria ed Indonesia dovrebbero far considerare
al lettore quanto possa essere imperfetta la sua conoscenza ed
interpretazione dell'islam.
È vero che ne abbiamo un'immagine edulcorata? Che ne consideriamo,
spesso travisandoli, soltanto gli aspetti contigui alla fede
cristiana ed a quella ebraica, ricordando la leggenda dei tre
anelli? Che, trascurando la conoscenza attenta ed approfondita dei
fondamentali aspetti giurisprudenziali, connaturati alla
rivelazione coranica, finiamo per applicare all'islam dei parametri
interpretativi tipici del cristianesimo? Se la risposta a queste
domande è sì, allora, la lettura del denso studio di Cantoni non
può che rappresentare sia uno stimolo a colmare le nostre lacune
culturali sia un' utilissima bussola per muoversi all'interno
dell'universo della shari'a, mantenendo il riferimento polare della
fede cristiana.
Ciò che interessa all'autore non è, infatti, proporre uno studio
sul diritto musulmano ovvero sulla storia e la filosofia islamica,
chè per questo il lettore potrà fare ricorso ad una densissima ed
esaustiva bibliografia che, da sola, dimostra la profondità della
preparazione di quest'opera, quanto, piuttosto, portare a
riflettere sul confronto fra islam e cristianesimo, evidenziandone
gli spazi di libertà e le garanzie riservate alla dignità della
persona umana che, veramente, rappresenta il punto nodale del
dialogo interreligioso ed un aspetto sostanziale di qualsiasi
ipotesi di convivenza sociale.
Anche l'ufficiale, quale operatore sociale stricto sensu, troverà
nello studio di quest'opera non pochi stimoli per l'approfondimento
e lo sviluppo di un'azione concreta, capace di comprendere le
dinamiche di un territorio nel quale, sempre più, si va producendo,
con le parole di Max Frisch, una " Überfremdung", un "
inforestierimento", capace di alterare gli aspetti fondanti del
costume e del carattere di una nazione.
Cap CC Ilario Favro
Maurizio Santoloci
Tecnica di Controllo Ambientale
(rifiuti, acqua, aria, rumore)
Laurus Robuffo, 2001, pagg. 654,
Lire 68.000 (35,12 euro)
Il prestigio dell'Autore, magistrato
di Corte d'Appello con funzioni di Giudice Unico Penale, è
direttamente connesso alle molteplici attività e funzioni
pluriennali svolte dallo stesso nel campo del c.d. "Diritto
all'Ambiente", che gli hanno consentito di maturare una pregevole
esperienza diretta, caratterizzata dall'alto profilo sia didattico
sia pratico applicativo delle legislazioni speciali regolanti la
delicata materia.
La vastità, la complessità e l'articolazione delle normative
vigenti in materia ambientale fanno si che la professionalità e la
preparazione degli operatori deputati all'attività di controllo
debbano essere sempre più qualificate e puntuali; in risposta a
tale preminente esigenza si colloca il manuale realizzato dal
Santoloci sulle tecniche di controllo ambientale.
Il testo tratta tutti gli aspetti giuridici, pratici e procedurali
inerenti le attività di controllo, rilevamento, e verifica sugli
inquinamenti prodotti dai rifiuti, dalle acque, dalle emissioni in
atmosfera e dalle emissioni rumorose.
La prima parte del volume è dedicata alla trattazione di
problematiche generali, di principio e procedura, relazionate agli
aspetti prettamente operativi della polizia giudiziaria in ordine
ai reati ambientali, nella considerazione di fondo che, comunque,
qualsiasi organo di polizia giudiziaria è competente ad agire nello
specifico settore, al di là delle specializzazioni; tale
significativa parte viene rivisitata dall'Autore anche alla luce
della riforma introdotta dalla L. n. 397/2000, in tema di
"investigazioni difensive".
Le rimanenti quattro parti dell'opera trattano in profondità degli
illeciti e delle procedure di controllo circa le predette
specifiche tipologie di inquinamento, delineandone realtà concrete
ed esperienze vissute sul campo in un sistema integrato
rappresentato sia dagli aspetti normativi che dalle evoluzioni
giurisprudenziali.
L'ampio ricorso a schemi esemplificativi ed alla modulistica di
P.G.(il manuale contiene anche una casistica di capi di imputazione
esemplificativi per i Pubblici Ministeri), il tutto raggruppato e
sistemizzato per aree tematiche, fanno si che il testo assolva la
triplice funzione di strumento chiarificatore, di mezzo di
approfondimento e di vera e propria guida per gli adempimenti
procedurali.
L'opera, corredata di un utile CD Rom, per la sua completezza e
profondità di trattazione, si rivolge non solo agli operatori di
polizia (sia amministrativa che giudiziaria) ma anche ad altri
operatori statali, locali e del diritto in genere.
Magg. CC Gianni Cuneo
Maurizio Santoloci
Tecnica di Controllo Ambientale
(edilizia, vincoli paesaggistici)
Laurus Robuffo, 2001, pagg. 387,
Lire 50.000 (25,82 euro)
La necessità sentita di dover
sviluppare una azione di contrasto più efficace al fenomeno
dell'abusivismo edilizio ed allo scempio paesaggistico ambientale
ha determinato l'Autore, magistrato veterano delle specifiche
tematiche sotto il profilo giuridico - operativo, a produrre un
nuovo sforzo letterario capace di coinvolgere tutte le pubbliche
amministrazioni e le forze di polizia in un impegno costante,
qualificato e diffuso in materia.
Nell'ambito del vasto contesto della tutela giuridica dell'ambiente
il settore della normativa urbanistico-edilizia e quello dei
vincoli paesaggistico-ambientali costituiscono dei punti
nevralgici, atteso che proprio la violazione di tali legislazioni
ha determinato, e tuttora determina, i più gravi e sistematici
stravolgimenti territoriali della nostra Nazione.
Segnatamente in tale contesto si innesta l'opera in argomento che
si prefigge l'obiettivo di offrire a tutti gli operatori del
settore uno strumento pratico, agile e di facile consultazione per
interpretare correttamente le due speciali normative, anche alla
luce delle importanti e significative progressioni
giurisprudenziali.
Seguendo l'ormai consolidato schema espositivo, l'Autore pone sotto
esame le due differenti normative svolgendo, per ognuna di esse,
una profonda analisi sia degli illeciti configurabili sia delle
relative procedure di controllo da attuare, il tutto completato da
numerosi ed utilissimi schemi riepilogativi e moduli per la
compilazione degli atti connessi alle attività.
Il volume, corredato di CD Rom (particolarmente vantaggioso per la
stampa della modulistica), oltre a contenere le ultime novità
giurisprudenziali, specie in tema di demolizione delle opere
abusive e delle concessioni in sanatoria in aree sottoposte a
vincolo, reca alcuni cenni sul nuovo Testo Unico delle disposizioni
legislative e regolamentari in materia edilizia, approvato dal
Consiglio dei Ministri il 24/5/2001e che entrerà in vigore dal
gennaio 2002.
Magg. CC Gianni Cuneo
Saverio Emolo
Intercettazioni di Conversazioni e
Comunicazioni
Edizioni Giuridiche Simone, 2001,
pagg. 256, Lire 30.000 (15.49 euro)
L'Autore, con l'opera in
trattazione, ha inteso realizzare un utilissimo manuale
teorico-pratico sul tema delle attività intercettive ad ampio
spettro, ricomprendendovi tutte le tipologie di "captazioni"
effettuabili (telefoniche, ambientali, informatiche,
telematiche).
Partendo dalla ricostruzione storica dell'istituto delle
intercettazioni, l'opera esamina lo speciale strumento
investigativo rispetto alla triplice funzionalità operativa dello
stesso, ossia come mezzo di ricerca della prova, come mezzo di
prevenzione dei reati ed infine come mezzo per agevolare la ricerca
del latitante; l'esame normativo effettuato dall'Autore, circa le
predette funzionalità, appare approfondito ed aggiornato, specie
per quanto attiene le modifiche-integrazioni introdotte dalla
legislazione antimafia (L. n.203/1991 e L. n. 356/1992), dalla
legislazione sulla criminalità informatica (L. n. 547/1993) e dalle
norme emanate in attuazione dei principi sul "giusto processo"(L.
n. 63/2001).
Uno degli aspetti più fondanti dell'opera è costituito dall'ampio
riferimento giurisprudenziale alle attività d'intercettazione,
considerata la presenza delle numerose pronunce della Corte
Costituzionale e dei cospicui indirizzi interpretativi formulati
dalla Suprema Corte di Cassazione.
La lettura dell'opera, strutturata su dieci capitoli
interdipendenti tra loro, risulta scorrevole e di facile
comprensione, specie per quanto attiene la parte centrale laddove
vengono trattati gli aspetti dinamici dell'attività intercettiva,
ripartiti nelle fasi procedimentale, esecutiva, documentale, del
deposito e della trascrizione.
Di particolare interesse e validità risulta la parte dedicata, nel
capitolo ottavo, alla utilizzabilità sotto il profilo processuale
delle intercettazioni sia "ante processum" che nel
dibattimento.
L'esposizione dell'opera si conclude con il decimo capitolo che si
sostanzia nella esplicitazione pratica dell'intera tematica
intercettiva, riportando la concreta attuazione delle operazioni di
intercettazioni eseguite nel contesto di un reale episodio
investigativo vissuto dalla squadra di P.G. di un Commissariato
della P.S. di Roma.
In conclusione il manuale in argomento costituisce un vero e
proprio strumento pratico-giuridico funzionale alle esigenze degli
operatori di polizia che possono così anche disporre, tramite le
due appendici dell'opera, di un quadro riepilogativo della
normativa di riferimento e di uno spazio contenete la modulistica
di settore.
Magg. CC Gianni Cuneo
Basilio Buzzanza, Fausto De
Santis
Atti di Polizia Giudiziaria -
Guida Pratica -
Laurus Robuffo, 2001, pagg. 608,
Lire 62.000 (32,02 euro)
Gli Autori, uno Magistrato
Consigliere di Cassazione e l'altro Ispettore Superiore della P.S.,
forti delle loro esperienze maturate nel campo processuale e delle
investigazioni, hanno realizzato la decima edizione del manuale
pratico dedicato agli atti di polizia giudiziaria, che già nelle
precedenti edizioni ha riscosso vasti ed autorevoli consensi.
Il filo conduttore sotteso all'opera è costituito dall'enorme
importanza che rivestono sia la P.G., intesa come soggetto
processuale, sia le indagini svolte dalla P.G. in relazione
all'intero e successivo momento processuale; in tale contesto
assume una particolare valenza un testo capace di assicurare
all'attività di P.G. la necessaria rilevanza processuale,
conseguibile solo attraverso il preciso e puntuale rispetto delle
norme di procedura previste. In ossequio ai citati principi
cardine, il testo fornisce, in maniera chiara e completa, le
indicazioni normative e pratiche per il corretto espletamento
dell'attività di polizia giudiziaria, secondo una suddivisione in
due parti fondamentali.
La prima parte è dedicata alla illustrazione accurata ed
approfondita degli istituti e dei soggetti processuali che hanno
una stretta attinenza con gli atti di P.G., mentre la seconda si
sostanzia in una completa guida alla compilazione degli atti di
P.G. puntualmente corredata della relativa modulistica, affinché
l'operatore di polizia non corra alcun pericolo di effettuare
errori e/o omissioni che potrebbero fortemente pregiudicare la sua
attività.
Nell'elaborazione espositiva della modulistica ciascuna formula è
preceduta da un utile elenco degli adempimenti da assolvere e
succeduta dai profili processuali di utilizzabilità, riferiti alle
varie fasi del procedimento, dell'atto medesimo.
L'opera è corredata di un funzionale CD Rom che, tra l'altro,
consente un rapido adattamento della modulistica ai casi concreti,
in sede applicativa.
In conclusione, si tratta di un pregevole ed aggiornato strumento
operativo posto a disposizione degli ufficiali ed agenti di Polizia
Giudiziaria impegnati in qualsiasi struttura di P.G.
Magg. CC Gianni
Cuneo |