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Ken
Blanchard - John P. Carlos - Alan Raudolph
Le tre chiavi dell'empowerment.
Come liberare il potenziale dei collaboratori ottenendo dei
risultatati entusiasmanti
Franco Angeli editore, 2000, pagg. 208,Lire 38.000, (19,63
euro)
L'interessantissimo testo in esame costituisce la naturale quanto
necessaria prosecuzione del discorso intrapreso dagli Autori nel
primo libro dell'empowerment del 1996.
Partendo proprio dagli interrogativi che tale introduzione alla
cultura dell'empowerment ha sollevato sia nei manager sia nei
lavoratori, questo secondo volume propone una mappa in tre fasi che
possa fungere da guida nel difficile viaggio che porta
all'empowerment.
A tale scopo, si è reso opportuno integrare tre serie di concetti:
le tre chiavi che conducono all'empowerment (mettere in comune le
informazioni, creare autonomia attraverso i confini, i team
prendono il posto della gerarchia); le tre fasi del processo di
transizione (inizio ed orientamento del viaggio, cambiamento e
andamento, adozione ed affiatamento dell'empowerment ) ed infine il
concetto di Leadership si-tuazionale, metodo prezioso per i leader,
nell'interazione individuale con i collaboratori, e per questi
ultimi nei loro sforzi di self leadership.
Per comprendere il processo di cambiamento finalizzato
all'attuazione dell'empowerment, occorre innanzitutto apprezzare le
preoccupazioni che i collaboratori provano nelle diverse fasi del
percorso.
Abbinando questa analisi al modello della leadership situazionale
si otterrà un utile schema di riferimento che servirà ai leader ed
ai gregari come guida operativa nello sforzo di avvicinamento
all'empowerment.
Infatti, quando la condivisione delle informazioni avrà attivato il
cambiamento, rafforzando il senso di titolarità e di responsabilità
dei lavoratori su ciò che fanno, e la fiducia tra capi e
collaboratori, è importante riconoscere l'energia di definire dei
confini precisi per cominciare a creare autonomia.
La condivisione delle informazioni apre, dunque, la via al
cambiamento, mentre la delimitazione dei confini fornisce la
cornice di riferimento che permette di agire con autonomia.
Occorre, quindi, un meccanismo che utilizzi le interazioni umane
per fornire la direzione ed il supporto che occorrono per usare al
meglio e per affidare i talenti che le persone già posseggono e/o
acquisiscono in futuro: i team autodiretti.
A questo punto, gli Autori, spostano la loro attenzione sulla
seconda fase del viaggio verso l'empowerment, quella di
"cambiamento e scoramento", durante la quale spesso i team leader
ed i tali mana-gement dell'azienda rinunciano a causa delle
difficoltà e del senso di frustrazione che essa comporta.
Tale fase di cambiamento e scoramento è naturale ed altresì molto
spiacevole per tutti coloro che ne restano coinvolti e, pertanto,
occorre saper usare la diffusione delle informazioni e le azioni
collegate per affrontare la situazione. Sebbene appaia paradossale,
il miglior rimedio a tale scoramento, risulta la maggiore
responsabilizzazione dei collaboratori attraverso l'ampliamento e
l'approfondimento dei confini. Tale meccanismo funziona in quanto
affronta direttamente la preoccupazione di fondo dei lavoratori,
quella cioè di non essere anche gradualmente responsabilizzati e
che i leader non siano sinceri o che temano l'intelligenza dei
collaboratori responsabi-lizzati. I confini della nuova cultura di
responsabilizzazione indurranno le persone a procedere verso
l'empowerment anche se, per aver successo, esse devono detenere il
rapporto dei team autonomi che continuano a svilupparsi.
Occorre, inoltre, esaminare la terza chiave del processo per capire
come la sosti-tuzione della gerarchia con dei team autodiretti
riesca, insieme all'apposizione dei confini ed alla condivisione
delle informazioni, a guidare i collaboratori fuori dalla fase di
scoramento.
Quando, infine, il processo verso l'empowerment entra nella terza
fase, quella di adozione ed affidamento, i nuovi valori, le nuove
pratiche e i nuovi atteggiamenti cominciano ad essere permanente
integrati. Il modello della leadership situazionale ci ricorda che
in questa fase di sviluppo le persone saranno efficaci, ma contano
sull'e-secuzione dei compiti e sono ancora bisognose di supporto
per accrescere la fiducia in se stesse e consolidare le proprie
capacità di empowerment.
Nel capitolo conclusivo, gli Autori concretizzano tutti gli
argomenti trattati in precedenza in un piano d'azione finalizzato
alla creazione dell'empowerment.
Magg. CC t.SG Alfonso Manzo.
Fabrizio Battistelli
Anatomia del nonnismo. Cause e
misure di contrasto del mobbing militare
Franco Angeli Editore, 2000, pagg. 183, Lire 30.000 (15,49
euro)
Il manuale presenta una disamina sul
fenomeno del nonnismo suddivisa in due parti, che curano
rispettivamente gli aspetti sociologici e quelli giuridici,
corredate da una bibliografia specifica. Questo libro prende le
mosse da una ricerca italo-spagnola promossa dalla Commissione
dell'Unione Europea nell'ambito del progetto Daphne su episodi di
prevaricazione e violenza a danno di categorie vulnerabili.
La prima parte della pubblicazione definisce il nonnismo in termini
sociali e ne illustra tre prospettive di analisi: la prima relativa
all'approccio etnografico e storico della morfologia del nonnismo
nei confronti del personale militare di leva negli anni '70; la
seconda esplora gli aspetti funzionali e strutturali del servizio
militare in seno ad una istituzione militare in profondo mutamento
per il superamento della coscrizione obbligatoria e l'orientamento
verso una professionalizzazione delle FF.AA.; infine la terza
prospettiva analizza la comunicazione istituzionale nel contesto
specifico.
L'impatto dei mass-media nei confronti del fenomeno del nonnismo
viene affrontato con particolare riferimento al biennio del 1998-99
dietro l'ondata emotiva esplosa in relazione ad episodi specifici
molto gravi.
Infine le interpretazioni del nonnismo sono descritte alla luce dei
risultati di inchieste conoscitive effettuate dalla Commissione per
lo studio e la prevenzione del nonnismo e dal Centro informazioni
famiglie dello SME.
La seconda parte contempla gli aspetti giuridici del fenomeno
delineando le difficoltà a ricondurre il nonnismo in una unica
fattispecie criminosa a fronte di atti normativi molteplici e di
interferenze tra modalità sanzionatorie di natura disciplinare e
penale.
Un adeguato spazio viene lasciato per l'analisi normativa di
fattispecie penali di comportamenti violenti così come viene
sancita dalla normativa codicistica speciale. Infine vengono
illustrati, in seno alle prospettive di riforma, i progetti di
legge per la modifica del codice penale militare e il disegno di
legge del Consiglio dei Ministri del 17 marzo 2000 che propone di
rafforzare la tutela penale nei confronti di comportamenti di
prevaricazione riconducibili al fenomeno del nonnismo.
Gli autori delineano la complessità del fenomeno cogliendone i
diversi aspetti e offrendo degli spunti di riflessione e di analisi
rivolti sia agli addetti ai lavori che ad un pubblico non esperto
del settore.
Ten. CC Barbara Vitale.
Alberto Bucci - Giovanni Ariollia
Manuale pratico del giudice unico
nel processo penale. - Volume di aggiornamento .
Edizioni Cedam, 2000, pagg. 109,
Lire 14.000 (7,23 euro)
Il lungo e tortuoso percorso della
riforma del processo penale, iniziato con l'emanazione del D.Lgs.
n. 51/1998 e della c.d. legge Carotti n. 479/1999, prosegue con la
legge n. 144/2000 che modifica ed integra sia le precedenti
legislazioni sia il codice di procedura penale .
L'esigenza di poter disporre di uno strumento che consentisse una
lettura chiara e complessiva dell'intera ri-forma ha spinto gli
Autori a produrre una nuova opera che costituisse una appendice di
integrazione al loro Manuale pratico del giudice unico nel processo
penale, già edito; peraltro, la limitata incidenza delle modifiche,
introdotte dalla L. n.144/2000 ad alcuni settori del processo
penale, ha permesso di non dover procedere all'intera rivisitazione
dell'opera precedente.
Il saggio in questione, nella sua prima parte, segue una
esposizione correlata alla successione delle argomentazioni così
come riportate dal Manuale, citando i relativi riferimenti alle
pagine corrispondenti e riportando le modifiche da inserire.
Tra le modifiche di maggior significato introdotte dal legislatore
con la L. n. 144/2000, si segnalano quelle inerenti:
-
la disciplina dei termini di
custodia cautelare nella fase del giudizio abbreviato, laddove
oltre ad essere introdotto un autonomo termine di fase della
custodia cautelare svincolato da quello maturato nel corso delle
indagini preliminari, viene anche esteso l'istituto della
sospensione dei termini di custodia cautelare in apposite
previsioni;
-
i criteri di ripartizione della
competenza tra tribunale in composizione collegiale e monocratica
che, sostanzialmente, estendono la competenza del tribunale in
composizione collegiale per effetto della sua cognizione in materia
di delitti puniti con la pena della reclusione superiore nel
massimo a 10 anni non solo nelle ipotesi consumate ma anche in
quelle tentate;
-
le incompatibilità del giudice delle
indagini preliminari, inquadrate in una previsione tesa a ridurre
le ipotesi di incompatibilità nei giudici che abbiano concorso
all'adozione di atti che non comportano
valutazioni/pronunciamenti.
La seconda parte dell'opera è
costituita da una utilissima e chiara "appendice legislativa",
realizzata mediante uno specchio che pone a diretto confronto gli
articoli del codice di procedura penale tra vecchia e nuova
formulazione, consentendo così al lettore di disporre di un quadro
della situazione normativa visivamente apprezzabile.
In conclusione, gli Autori hanno compiuto un ulteriore sforzo, di
pregevole e straordinaria valenza, per consentire agli operatori
del diritto di meglio comprendere le realtà delle dinamiche
processuali oggetto di riforma.
Magg. CC Gianni Cuneo.
Piero Luigi Vigna
LCodice Penale, Codice di
Procedura Penale (annotati). Norme Speciali.
- Settima edizione -
Laurus Robuffo, 2001, pagg. 2219,
Lire 46.000 (23,76 euro)
In presenza di un ordinamento
complesso ed articolato come il nostro, peraltro caratterizzato da
una produzione legislativa copiosa e frequentemente scoordinata, da
parte degli operatori di giu-stizia, è diffusa e vivamente sentita
l'esigenza di disporre di strumenti operativi aggiornati, integrati
e soprattutto di chiara e facile interpretazione.
Con il dichiarato e riuscito intento di rispondere adeguatamente
alla citata esigenza l'Autore, Procuratore Nazionale Antimafia, ha
realizzato la settima edizione dell'opera in esame che rappresenta
una armoniosa combinazione tra la codicistica penale - processuale
e la legislazione speciale di maggior interesse.
Il volume, strutturato sulla base dei tre distinti corpi normativi
anzidetti, si distingue da un lato per la scrupolosa opera di
aggiornamento dei testi effettuata e dall'altro per l'utilissima
attività di raccordo ed integrazione svolta nell'ambito della
successione delle norme verificatasi negli ultimi mesi della XIII
Legislatura.
In particolare, il codice penale, oltre a contemplare le nuove
fattispecie di reato introdotte dalla Legge 26 marzo 2001 n.128
(c.d. "Pacchetto Sicurezza") inerenti il furto in abitazione ed il
furto con strappo, reca delle complete annotazioni dalle quali è
possibile rilevare, per ciascun reato, una serie di indicatori
procedurali tra cui i soggetti attivi e passivi, l'oggetto
giuridico tutelato e la procedibilità.
Per quanto attiene al codice di procedura penale, questo presenta
le modifiche introdotte dall'intera riforma del processo penale
(Leggi n. 479/1999 e n. 144/2000), la disciplina sulle
investigazioni difensive (L. n.397/2000) e le novelle apportate
dalla Legge n.128/2001, tra le quali di particolare interesse
risultano le integrazioni degli artt. 327-348-354 c.p.p., inerenti
al rapporto tra Pubblico Ministero e Polizia Giudiziaria (maggiori
poteri conferiti alla p.g. in tema di indagini "autonome").
La parte dell'Opera dedicata alle Norme Speciali è preceduta da un
efficace specchio di consultazione che classifica le varie fonti
legislative secondo il criterio delle materie dalle stesse
disciplinate, rendendo così agevole e sollecita l'attività di
individuazione delle norme d'interesse; in tale area tematica si
segnala la presenza della materia relativa al Coordinamento delle
Forze di Polizia ed al loro "riordino" (L. 31 marzo 2000 n.
78).
Il testo, in sintesi, rappresenta un validissimo ed aggiornato
strumento di lavoro capace di offrire all'operatore una guida
chiara per interpretare ed applicare gli istituti in esso
contenuti.
Magg. CC. Gianni Cuneo.
Michael Rakow
Curare il cavallo con
l'omeopatia
Calderini Edagricole, 2001, pagg. 216, Lire 44.000 (22,72
euro)
La Il livello di civiltà di una
società evoluta si riscontra anche nel rapporto intercorrente tra
il mondo umano e quello animale ed in particolare nel rispetto e
nelle cure che il primo rivolge in favore dei secondi, i quali in
tale rapporto certamente necessitano di aiuti e comprensioni da
parte dell'essere umano.
Nell'ambito di questa considerazione a carattere ampio e generale,
il volume realizzato dal Dr. Rakow, medico veterinario tedesco
specializzato nelle cure omeopatiche, costituisce un interessante
veicolo mediatico per diffondere la cultura dell'interesse allo
stato di salute del più nobile dei quadrupedi: il cavallo.
La cura del cavallo mediante l'utilizzo del metodo terapeutico
dell'omeopatia rappresenta il focus del-l'opera di Rakow ed è
indirizzata non solo al comparto veterinario ma anche ai
proprietari dei cavalli di qualsiasi genealogia, razza ed
impiego.
L'Autore, tramite la sua creazione, si propone da un lato di
informare circa le possibilità curative offerte dalle terapie
omeopatiche applicate al cavallo e dall'altro di intensificare lo
scambio di osservazioni - comunicazioni tra i proprietari degli
animali ed i veterinari.
Il testo, articolato su otto capitoli comprensivi di un'appendice
finale, tratta preliminarmente dei principi fondamentali della
pratica omeopatica e, ponendola a raffronto con la terapia
convenzionale, ne definisce gli scopi ed i limiti.
Ciascun capitolo è dedicato alla descrizione di malattie specifiche
del cavallo e di queste vengono illustrate in maniera pervasiva le
relative sintomatologie al duplice fine di effettuare una corretta
anamnesi e di individuare il rimedio adeguato ; in merito giova
rilevare che all'inizio di ogni capitolo viene for-mulata una serie
di do-mande e risposte che con-sente di rilevare con maggior
preci-sione i sintomi della patologia in atto.
In aggiunta alle patologie più ricorrenti, vi è un capitolo
interamente dedicato ai c.d. disturbi comportamentali del cavallo,
disturbi che nei tempi più recenti acquisiscono sempre più
rilevanza, specie se questi si verificano nei confronti del cavallo
sportivo poiché incidono negativamente sotto il profilo delle
prestazioni.
In conclusione, il libro in argomento è da considerarsi un vero e
proprio manuale operativo messo a disposizione degli amanti del
cavallo non per sostituire la figura del veterinario, bensì per
cooperare validamente con esso nell'applicazione delle cure
omeopatiche ad un unico scopo: curare e guarire il nostro amico
cavallo nel migliore dei modi consentiti.
Magg. CC. Gianni
Cuneo |