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La Scienza in Piazza

Per dieci giorni, dall'11 al 21 marzo, nei suggestivi scenari di Piazza Grande, Palazzo Re Enzo e altri luoghi del centro di Bologna, la scienza esce dai laboratori e dalle accademie per offrirsi a chiunque voglia carpirne i segreti

Laboratori sul Dna, giochi di strategia, robot didattici, equazioni matematiche: ce n'è davvero per tutti i gusti. Rivolto a un pubblico di tutte l'età e di ogni estrazione sociale e culturale, il calendario delle iniziative che questa quinta edizione della Scienza in Piazza propone ai visitatori è veramente completo.

Nello stesso titolo si trova la filosofia del progetto: la scienza che esce dai luoghi ad essa deputati - laboratori, università, accademie - per avvicinarsi ai cittadini. Ai quali viene spiegata con rigore e metodologie innovative, sia pur attraverso un approccio informale. Ognuno ha il suo modo di accostarsi alla materia: si può guardare, ma anche chiedere, e tutti sono chiamati "a fare". Fare qualcosa che si imparerà, il cui ricordo s'imprimerà nella propria cultura. Il format di diffusione è riproducibile e adattabile a diversi contesti, dalla grande città al piccolo comune di provincia.

Un momento della scorsa edizione (foto di Michele Famiglietti) E dunque Palazzo Re Enzo, Piazza Maggiore, Piazza Re Enzo, il cortile di Palazzo D'Accursio e altri luoghi del centro storico di Bologna, dall'11 al 21 marzo 2010 saranno trasformati in veri e propri Science Centre, dove i visitatori potranno accostarsi alla cultura scientifica e, in più, riscoprire la valenza sociale della piazza come luogo di discussione, confronto, partecipazione. A sostenere l'iniziativa la Fondazione "Marino Golinelli". Nata nel 1989, viene considerata un punto di riferimento nel campo della promozione della cultura scientifica, della formazione e dell'educazione. Opera da oltre vent'anni con l'obiettivo di avvicinare i cittadini - e in particolare le giovani generazioni - alla scienza, all'arte e alla cultura. La Fondazione è connotata da una forte propensione alle esigenze di crescita della collettività e lavora dunque insieme alle principali istituzioni del territorio e con i più autorevoli partner accademici, scientifici e culturali a livello nazionale e internazionale. Conoscenza e partecipazione vengono infatti considerate strumenti democratici indispensabili per il rafforzamento della coesione sociale, per lo sviluppo, l'innovazione e la competitività del Paese a livello internazionale.

Nella sola edizione del 2009, tenutasi sempre a Bologna, si registrarono oltre 120mila visitatori e 70mila partecipanti attivi: ossia coloro che si sono lasciati coinvolgere nelle varie attività didattiche e sperimentali. Fra questi, oltre 8mila sono stati gli studenti accompagnati dai loro docenti.

La novità di quest'anno è il connubio tra scienza e arte, discipline che si incontrano e, attraverso processi affini, contribuiscono ad indagare la realtà. Così Marino Golinelli, Presidente della Fondazione: «L'arte e la scienza hanno in comune una radice fondamentale: la curiosità intelligente nei confronti del mondo. Entrambe sono infatti modi per andare oltre la realtà immediata delle cose; come l'arte non è un semplice "vedere", così la scienza trova spiegazioni che quasi sempre contraddicono il senso comune».

Attraverso laboratori hands-on, dove i partecipanti avranno modo di stimolare i sensi creando un "ricettario estetico" con i linguaggi dell'acqua; l'energia e le trasformazioni di sostanze e corpi; la struttura della materia vista al microscopio; il codice binario e il suo utilizzo per il linguaggio digitale; mostre interattive (Antroposfera, nuove forme della vita, rassegna sperimentale dove saranno in mostra alcune opere d'arte contemporanea ispirate alla scienza e alla tecnologia, ciascuna accompagnata da un exhibit dedicato al tema scientifico correlato), animazioni scientifiche, spettacoli e incontri, si cercherà di capire come l'arte possa comunicare la scienza e la scienza aiuti a capire l'arte. Tra gli argomenti che saranno approfonditi, ci sono anche il funzionamento del cervello e della mente umana: attraverso attività pratiche e interattive, sarà illustrato come nei laboratori di ricerca si studia, osserva e visualizza il funzionamento della materia grigia; si mostrerà come nel cervello si rappresentano e si osservano le forme, i movimenti, le emozioni, come si attivano connessioni e aree che inducono illusioni sensoriali od emozioni. Sotto i riflettori saranno anche le nuove scienze e le tecnoscienze: uno spazio espositivo e un laboratorio, in particolare, permetteranno al visitatore di conoscere la ricerca moderna sulle Scienze della Vita e di confrontarsi con giovani ricercatori, per continuare il percorso alla scoperta del Dna. Un'opportunità unica per provare alcuni strumenti di ricerca ed apprenderne l'utilizzo, ma anche per imparare a gestire alcune importanti tecniche quotidianamente utilizzate negli studi genetici.

Ma nelle "piazze della scienza" ci si occupa anche di biotecnologie, robotica e nanotecnologie: ossia lo studio e la manipolazione dei materiali su scala atomica o molecolare, una delle frontiere nello sviluppo della tecnologia, alla quale si aprono oggi inedite prospettive.

Si parlerà poi di temi di grande attualità, come il risparmio energetico: un percorso articolato di mostre, exhibit e laboratori richiamerà l'attenzione su tematiche come sostenibilità ambientale, cambiamenti climatici, riscaldamento globale, in modo da contribuire a promuovere una cultura di pratiche quotidiane responsabili e coerenti, rispettose dell'ambiente e delle sue risorse. C'è anche la sezione Colture e culture, nella quale si scambieranno opinioni sul cibo, gli alimenti, la tavola intesa come luogo di incontro tra tradizione e innovazione, oltre che come opportunità di ricerca scientifica. Perché termini come "seminare", "coltivare", "raccogliere" non hanno solo a che vedere con le colture, ma anche con le culture, mentre è il piacere del cibo a divenire oggetto privilegiato di ricerca e di analisi sensoriale.

Alle iniziative previste si aggiunge inoltre un ciclo di conferenze sull'incontro fra il mondo dell'arte e quello della scienza, a cui parteciperanno storici dell'arte, scienziati, storici della scienza. Come Flavio Caroli, professore di Filosofia della Scienza all'Università degli studi di Milano ed editorialista del Corriere della Sera; il neuroscienziato Vittorio Gallese; il filosofo della scienza Giulio Giorello; il neuroscienziato Lamberto Maffei ed Edoardo Boncinelli, professore di Biologia e Genetica presso l'Università Vita-Salute e Direttore di ricerca presso l'Istituto di Farmacologia Molecolare e Cellulare del Cnr di Milano.

Un approccio, dunque, estremamente accattivante, reso possibile grazie anche alla preparazione dei tutor: questi accompagneranno appassionati e curiosi, e nondimeno quanti si avvicinano per la prima volta alla scienza, seguendo percorsi in grado di rendere comprensibile anche ciò che abitualmente è considerato appannaggio degli "addetti ai lavori".
Claudia Colombera