|
|
Home > L'Editoria >
Il Carabiniere >
Anno 2010 >
Febbraio
>
LOTTA AL CRIMINE 24 ORE SU 24
Meno botti, feste più
sicure
È stato un bilancio meno pesante del
solito, quello delle ultime feste, per quanto riguarda le vittime
provocate dai tradizionali "botti" di fine anno. 509 feriti, di cui
492 con prognosi inferiore e 17 con prognosi superiore ai 40
giorni, contro i 28 dell'anno scorso. Questi i dati forniti dal
Dipartimento della Pubblica Sicurezza, che indicano un netto
miglioramento rispetto agli ultimi due anni: se infatti la fine del
2008 era stata funestata da un morto e da 382 feriti, il 2007 si
era chiuso con una vittima e ben 473 feriti. Cresciuto
complessivamente il numero dei feriti, dunque, è diminuito
sensibilmente quello degli incidenti più gravi, con nessuna vittima
e un netto calo anche dei feriti da armi da fuoco: solo otto,
quest'anno, e tutti con prognosi inferiore ai 40 giorni, contro i
venti del 2009.
Un progresso che è certamente dovuto a una sempre più diffusa
coscienza civica, ma anche ai serrati controlli effettuati da tutte
le Forze dell'Ordine, che nel periodo delle Feste hanno sequestrato
in tutto, sempre secondo il Dipartimento di Pubblica Sicurezza, 247
tonnellate di materiale esplosivo messo illecitamente in
commercio.
Una battaglia, quella contro il "botto illegale", che ha visto
naturalmente in prima linea i Carabinieri. Come quelli del Comando
Provinciale di Palermo, guidati dal colonnello Teo Luzi, che hanno
scoperto una vera e propria polveriera per la confezione di fuochi
pirotecnici del tutto illegali e dall'elevatissimo potenziale di
pericolosità. È accaduto nelle campagne di Misilmeri, alle porte
del capoluogo isolano, dove gli uomini del maresciallo A.s.UPS
Pietro Bruno, Comandante della locale Stazione, hanno individuato
cinque depositi stipati con altrettante tonnellate di materiale
esplodente. Con oltre 25mila fuochi d'artificio d'importazione
cinese e di infima qualità, destinati facilmente a scoppiare
anticipatamente, più di 10mila bombe carta di vario tipo (dal
famigerato "pallone di Maradona" aggiornato nella versione
calcistica di "testata di Zidane", per un chilogrammo e mezzo di
polvere, alla "castagnola" da mezzo chilo, fino al "candelotto" da
250 grammi), oltre 5mila ordigni a batteria da un chilogrammo
ciascuno e diversi quintali di polveri piriche e sostanze chimiche
utili per il confezionamento artigianale di fuochi d'artificio, il
bottino sequestrato dai militari siciliani è il più consistente mai
messo insieme negli ultimi anni.
Se posto in commercio, l'esplosivo "tesoretto" avrebbe potuto
fruttare fino a 100mila euro, ma anche provocare disastri
incalcolabili, mettendo a repentaglio la salute di venditori e
acquirenti. Basti pensare che gli stessi Carabinieri, per gestire
un materiale tanto delicato, hanno dovuto richiedere l'intervento
degli artificieri del Reparto Operativo e della Direzione di
Artiglieria dell'Esercito italiano, che hanno eseguito la
campionatura delle polveri e degli artifizi per valutarne
pericolosità e caratteristiche balistiche.
Tali accertamenti hanno confermato che si trattava di vere e
proprie "bombe", con un potenziale offensivo decisamente diverso da
quello degli innocui "giocattoli" pirici consentiti dalla normativa
di settore. Un innesco accidentale avrebbe facilmente fatto
esplodere tutti e cinque i depositi, posti a breve distanza l'uno
dall'altro, e minacciato seriamente l'incolumità degli abitanti
della zona, naturalmente ignari del rischio che hanno corso. Dopo
aver sequestrato i pericolosi esplosivi, in seguito fatti brillare
in sicurezza in una cava di pietra, i militari hanno messo i
sigilli all'intero fondo agricolo in cui erano conservati. Il suo
proprietario, un pensionato del posto, è stato denunciato in stato
di libertà alla Procura della Repubblica di Termini Imerese per
fabbricazione e detenzione non autorizzata di materiale esplodente.
Doveroso, oltre che pienamente condivisibile, il commento del
colonnello Teo Luzi, che a conclusione dell'operazione ha ricordato
come «l'uso incauto di fuochi d'artificio può produrre lesioni
anche gravi come ustioni al viso e alle mani e danni alla vista e
all'udito, trasformando una giornata di festa in una tragedia,
talvolta, irrimediabile». Per evitare che ciò accada, naturalmente,
un contributo fondamentale può darlo l'attività preventiva e
repressiva messa in atto dai Carabinieri e dalle altre Forze
dell'Ordine, ma il problema, ha sottolineato ancora il colonnello
Luzi, è innanzitutto culturale: bisogna essere consapevoli dei
rischi che si corrono, ma anche comprendere che, per accendere le
feste, non servono i fuochi
d'artificio. |
|
|
|