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Febbraio
In primo piano
«...Questo Corpo non saprebbe
esistere se non trovasse nella costante emulazione, nella
...obbedienza, nella stretta unione, nella mutua considerazione e
rispetto, nell'illimitato amore dell'ordine, quell'uniformità di
sentimenti, quello spirito di Corpo, che ...vi tiene tutti ...e ne
conserva l'intiera forza». Così si legge nel Regolamento generale
del Corpo dei Carabinieri Reali Approvato da Sua Maestà Carlo
Felice nell'anno 1822. Un testo che è figlio delle passioni
risorgimentali, ma che ancora oggi risulta più che mai attuale,
rappresentando non solo il fondamento di tutti i regolamenti
successivi, ma anche la fonte primaria di quei valori che
costituiscono l'identità stessa dell'Arma, la base morale e ideale
dell'essere Carabiniere.
Perché è in quegli oltre seicento articoli, in quella serie di
norme, regole e prescrizioni che dell'Arma delineano organizzazione
interna, funzioni e disciplina (ne parliamo diffusamente in un
articolo a pag. 78), che si radicano i valori che ancora oggi
guidano l'operato di ogni militare, dal Comandante Generale
all'ultimo degli allievi, tutti ugualmente legati a quel Giuramento
cui non a caso è dedicato il Calendario Storico 2010.
Un Giuramento che vincola ogni uomo o donna dell'Arma a svolgere
una missione che può essere compiuta nei teatri sconvolti dalla
guerra, come quelli in cui agiscono i tanti Carabinieri impegnati
nelle missioni di stabilizzazione all'estero (a loro è dedicato un
resoconto a pag. 29, incentrato sul progetto European Union Police
Forces Training 2009), ma anche nelle strade e nei quartieri delle
nostre città, paesi e borghi dove la presenza di una Caserma è la
testimonianza tangibile di un servizio svolto con un senso della
responsabilità, un'onestà e una dedizione che da sempre rendono i
Carabinieri vicini alla popolazione.
È quanto ha ricordato anche il Comandante Generale dell'Arma agli
uomini in forza alle Stazioni visitate tra la fine del 2009 e
l'inizio del 2010 (vedi pagg. 20-21), ed è quanto devono aver
percepito anche quanti, come i rappresentanti della Polizia greca,
hanno a loro volta fatto visita al Comando Generale di viale
Romania, dove hanno avuto modo di confrontarsi con i vertici della
Benemerita su metodi e strumenti di lavoro, oltre che su questioni
riguardanti la collaborazione tra le Forze di Polizia
europee.
La prossimità ai cittadini, tema portante del discorso tenuto dal
Santo Padre Benedetto XVI alla rappresentanza di oltre trecento
militari che lo hanno incontrato in Vaticano ai primi di gennaio
(ne parliamo a pag. 24), è del resto una dimensione che i militari
dell'Arma imparano anche attraverso la loro formazione spirituale,
nella quale sono assistiti dall'Ordinariato Militare. Un sostegno,
quello offerto da questa importante Istituzione, che non sarebbe
possibile se a dispensarlo non fossero sacerdoti come quelli usciti
dal Seminario Maggiore di Roma (a questa struttura dedichiamo un
servizio a pag. 32), i quali sanno bene cosa significhi vivere con
un'uniforme indosso. Un "abito" che, proprio come quello degli
uomini di Chiesa, non si dismette mai
veramente. |
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