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Il Santo Padre incontra i Carabinieri

L'avvenimento è stato, di per sé, straordinario, per i circa trecento Carabinieri che vi hanno partecipato: una nutrita rappresentanza di militari dell'Arma, in gran parte della Capitale e in particolare della Compagnia Roma San Pietro, il cui personale garantisce la sicurezza delle aree adiacenti al Vaticano. Tutti, dagli esperti rappresentanti del Cocer ai militari più giovani, hanno provato l'emozione di uno di quei giorni che restano nella memoria e ci accompagnano per una vita.

Un momento dell'incontro Il solo entrare in quelle aree del Vaticano solitamente non accessibili al grande pubblico suscita uno stato d'animo particolare: saranno forse gli antichi portali, i silenziosi corridoi, le logge affrescate e gli austeri "cortili d'onore"; saranno i corpi di guardia presidiati dalle guardie svizzere armate ancora di alabarde; saranno lo sfavillio dei colori e la foggia delle loro uniformi michelangiolesche; sarà ancora quel particolare silenzio che amplifica anche il sommesso "rumore dei passi" di manzoniana memoria, o magari semplicemente la sacralità del luogo…, certo è che l'animo già, così, si predispone naturalmente alla suggestione dell'evento.

La cornice della rinascimentale Sala Clementina, con lo splendore dei suoi marmi e la ricchezza degli stucchi, ha reso ancora più solenne l'udienza concessa, il 7 gennaio scorso, da Sua Santità Benedetto XVI ai militi dell'Arma e al Comandante Generale, generale C.A. Leonardo Gallitelli, accompagnato da Monsignor Vincenzo Pelvi, Ordinario Militare per l'Italia, e dai Vertici dell'Arma.

L'incontro col Papa ha costituito l'occasione per ribadire e rinnovare lo stretto rapporto che unisce i più alti ideali dei Carabinieri ai sacri valori della Chiesa Cattolica, un legame concretamente impersonato dal Servo di Dio Salvo D'Acquisto, figura emblematica di sottufficiale dell'Arma immolatosi per tener fede ai doveri assunti col giuramento prestato e salvare le vite di alcuni suoi concittadini, della cui sicurezza era - e soprattutto si sentiva - responsabile. E proprio a lui ha fatto riferimento il Comandante Generale nel rivolgere il messaggio di saluto a Sua Santità, per ricordare il sacrificio di quei «Carabinieri che hanno donato la loro vita» e sottolineare «la dedizione al bene comune e alla tutela della sicurezza e dell'ordine del corpo sociale» in cui impegnano ogni loro risorsa, «pronti anche al sacrificio supremo».

Si tratta di valori - ha proseguito il generale Gallitelli - su cui si fonda la vita stessa del Carabiniere, dedicata al servizio della comunità in cui opera. E i cittadini «ricambiano questa amicizia con affetto e fiducioso affidamento, proprio perché riconoscono al Carabiniere un'umile e singolare capacità di ascolto e di generosa operosità, oltre alla rigorosa fedeltà ai valori etici di riferimento».

Analoga gratificazione giunge ai militari dell'Arma da parte delle popolazioni di quei Paesi che li vedono impegnati in missioni di pace, esperienze umanamente difficili e professionalmente complesse, che non riscuoterebbero il successo che hanno, se non fossero sorrette «con serenità e coraggio dalle nostre famiglie» e «dalla gratificazione della gioia nel dare piuttosto che nel ricevere».

Il Comandante Generale, dopo aver ringraziato il Sommo Pontefice e invocato la protezione della Virgo Fidelis, ha chiesto al Papa la Benedizione e le sue preghiere per i Carabinieri tutti, in Italia come all'estero.

Il Santo Padre, assistito da S.E. Monsignor Paolo De Nicolò, Reggente della Prefettura della Casa Pontificia, e da Monsignor Guglielmo Karcker, della Segreteria di Stato Vaticana, pur nella formalità della circostanza, ha risposto manifestando il suo evidente affetto, quasi a testimoniare la sua sentita vicinanza alla vita sacrificata tipica dei militari e alle quotidiane difficoltà che i tutori dell'ordine e della sicurezza pubblica incontrano nell'adempimento dei loro doveri.

Nel ringraziare il Comandante Generale, si è rivolto ai Carabinieri presenti ed in particolare a quelli effettivi alla Compagnia Roma San Pietro, esprimendo la sua riconoscenza per l'impegno da essi profuso per «dare sicurezza ai pellegrini e ai visitatori che giungono presso il centro della fede cattolica». Sua Santità ha sottolineato come «di questo pacifico e intenso convenire di persone diverse per età, origine e cultura» i Carabinieri siano «testimoni silenziosi, tutori e garanti, necessari e preziosi».

Con riferimento alle festività natalizie appena terminate, il Sommo Pontefice ha inoltre dichiarato il suo apprezzamento per «il lavoro umile, ma indispensabile» svolto dai militari dell'Arma per fare in modo che «il pellegrinaggio a Roma costituisca per ciascun visitatore un'occasione unica per sperimentare la gioia della fede e i valori della fratellanza, dell'accoglienza e del rispetto reciproco».

Le parole pronunciate da Benedetto XVI a conclusione dell'incontro, proprio perché rivolte ai Carabinieri d'Italia e significative del grande affetto che egli nutre nei confronti dell'Arma, meritano di essere riportate integralmente, per farne percepire appieno la semplicità e la spontaneità, ma soprattutto per trasmetterne ai lettori il messaggio di Benedizione: «Grazie ancora, cari amici, per la vostra collaborazione. Il Signore vi ricompensi. Auspico che la vostra fede, la tradizione di fedeltà e di generosità di cui siete eredi, gli ideali della vostra Arma, vi aiutino a trovare in questo delicato servizio motivi sempre nuovi di soddisfazione e a vivere esperienze positive per la vostra vita professionale e personale. Maria, la Virgo Fidelis, vostra Patrona, accompagni voi e l'intera Arma, in particolare quanti, in diversi Paesi del mondo, sono impegnati in delicate missioni di pace, ed accolga i vostri propositi di bene presentandoli al suo divin Figlio. Mi è caro concludere questo gradito incontro formulando a voi ed alle vostre famiglie fervidi auguri di ogni desiderata grazia e prosperità nel Signore per il nuovo anno. Con tali voti, a tutti di vero cuore impartisco la Benedizione Apostolica».

Giancarlo Pintore