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Febbraio
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CRONACHE
Il Santo Padre incontra i
Carabinieri
L'avvenimento è stato, di per sé,
straordinario, per i circa trecento Carabinieri che vi hanno
partecipato: una nutrita rappresentanza di militari dell'Arma, in
gran parte della Capitale e in particolare della Compagnia Roma San
Pietro, il cui personale garantisce la sicurezza delle aree
adiacenti al Vaticano. Tutti, dagli esperti rappresentanti del
Cocer ai militari più giovani, hanno provato l'emozione di uno di
quei giorni che restano nella memoria e ci accompagnano per una
vita.
Il solo entrare in quelle aree del Vaticano solitamente non
accessibili al grande pubblico suscita uno stato d'animo
particolare: saranno forse gli antichi portali, i silenziosi
corridoi, le logge affrescate e gli austeri "cortili d'onore";
saranno i corpi di guardia presidiati dalle guardie svizzere armate
ancora di alabarde; saranno lo sfavillio dei colori e la foggia
delle loro uniformi michelangiolesche; sarà ancora quel particolare
silenzio che amplifica anche il sommesso "rumore dei passi" di
manzoniana memoria, o magari semplicemente la sacralità del luogo…,
certo è che l'animo già, così, si predispone naturalmente alla
suggestione dell'evento.
La cornice della rinascimentale Sala Clementina, con lo splendore
dei suoi marmi e la ricchezza degli stucchi, ha reso ancora più
solenne l'udienza concessa, il 7 gennaio scorso, da Sua Santità
Benedetto XVI ai militi dell'Arma e al Comandante Generale,
generale C.A. Leonardo Gallitelli, accompagnato da Monsignor
Vincenzo Pelvi, Ordinario Militare per l'Italia, e dai Vertici
dell'Arma.
L'incontro col Papa ha costituito l'occasione per ribadire e
rinnovare lo stretto rapporto che unisce i più alti ideali dei
Carabinieri ai sacri valori della Chiesa Cattolica, un legame
concretamente impersonato dal Servo di Dio Salvo D'Acquisto, figura
emblematica di sottufficiale dell'Arma immolatosi per tener fede ai
doveri assunti col giuramento prestato e salvare le vite di alcuni
suoi concittadini, della cui sicurezza era - e soprattutto si
sentiva - responsabile. E proprio a lui ha fatto riferimento il
Comandante Generale nel rivolgere il messaggio di saluto a Sua
Santità, per ricordare il sacrificio di quei «Carabinieri che hanno
donato la loro vita» e sottolineare «la dedizione al bene comune e
alla tutela della sicurezza e dell'ordine del corpo sociale» in cui
impegnano ogni loro risorsa, «pronti anche al sacrificio
supremo».
Si tratta di valori - ha proseguito il generale Gallitelli - su cui
si fonda la vita stessa del Carabiniere, dedicata al servizio della
comunità in cui opera. E i cittadini «ricambiano questa amicizia
con affetto e fiducioso affidamento, proprio perché riconoscono al
Carabiniere un'umile e singolare capacità di ascolto e di generosa
operosità, oltre alla rigorosa fedeltà ai valori etici di
riferimento».
Analoga gratificazione giunge ai militari dell'Arma da parte delle
popolazioni di quei Paesi che li vedono impegnati in missioni di
pace, esperienze umanamente difficili e professionalmente
complesse, che non riscuoterebbero il successo che hanno, se non
fossero sorrette «con serenità e coraggio dalle nostre famiglie» e
«dalla gratificazione della gioia nel dare piuttosto che nel
ricevere».
Il Comandante Generale, dopo aver ringraziato il Sommo Pontefice e
invocato la protezione della Virgo Fidelis, ha chiesto al Papa la
Benedizione e le sue preghiere per i Carabinieri tutti, in Italia
come all'estero.
Il Santo Padre, assistito da S.E. Monsignor Paolo De Nicolò,
Reggente della Prefettura della Casa Pontificia, e da Monsignor
Guglielmo Karcker, della Segreteria di Stato Vaticana, pur nella
formalità della circostanza, ha risposto manifestando il suo
evidente affetto, quasi a testimoniare la sua sentita vicinanza
alla vita sacrificata tipica dei militari e alle quotidiane
difficoltà che i tutori dell'ordine e della sicurezza pubblica
incontrano nell'adempimento dei loro doveri.
Nel ringraziare il Comandante Generale, si è rivolto ai Carabinieri
presenti ed in particolare a quelli effettivi alla Compagnia Roma
San Pietro, esprimendo la sua riconoscenza per l'impegno da essi
profuso per «dare sicurezza ai pellegrini e ai visitatori che
giungono presso il centro della fede cattolica». Sua Santità ha
sottolineato come «di questo pacifico e intenso convenire di
persone diverse per età, origine e cultura» i Carabinieri siano
«testimoni silenziosi, tutori e garanti, necessari e
preziosi».
Con riferimento alle festività natalizie appena terminate, il Sommo
Pontefice ha inoltre dichiarato il suo apprezzamento per «il lavoro
umile, ma indispensabile» svolto dai militari dell'Arma per fare in
modo che «il pellegrinaggio a Roma costituisca per ciascun
visitatore un'occasione unica per sperimentare la gioia della fede
e i valori della fratellanza, dell'accoglienza e del rispetto
reciproco».
Le parole pronunciate da Benedetto XVI a conclusione dell'incontro,
proprio perché rivolte ai Carabinieri d'Italia e significative del
grande affetto che egli nutre nei confronti dell'Arma, meritano di
essere riportate integralmente, per farne percepire appieno la
semplicità e la spontaneità, ma soprattutto per trasmetterne ai
lettori il messaggio di Benedizione: «Grazie ancora, cari amici,
per la vostra collaborazione. Il Signore vi ricompensi. Auspico che
la vostra fede, la tradizione di fedeltà e di generosità di cui
siete eredi, gli ideali della vostra Arma, vi aiutino a trovare in
questo delicato servizio motivi sempre nuovi di soddisfazione e a
vivere esperienze positive per la vostra vita professionale e
personale. Maria, la Virgo Fidelis, vostra Patrona, accompagni voi
e l'intera Arma, in particolare quanti, in diversi Paesi del mondo,
sono impegnati in delicate missioni di pace, ed accolga i vostri
propositi di bene presentandoli al suo divin Figlio. Mi è caro
concludere questo gradito incontro formulando a voi ed alle vostre
famiglie fervidi auguri di ogni desiderata grazia e prosperità nel
Signore per il nuovo anno. Con tali voti, a tutti di vero cuore
impartisco la Benedizione Apostolica».
Giancarlo Pintore |
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