|
Le riflessioni del noto giornalista
del Tempo sui valori di un passato di cui per molti, ormai, resta
poco più che il ricordo. Ma che, riferiti all'Arma, continuano a
rappresentare un modello di vita sempre attuale: fedeltà alla
Patria e alla Bandiera, anche a costo di sacrificare la propria
esistenza.
Ottima (se posso esprimere un parere) mi è sembrata l'idea di
dedicare al Giuramento il Calendario Storico dell'Arma dei
Carabinieri 2010. In un Paese in cui a volte vediamo all'opera
persone incapaci di mantenere fede ai propri impegni, di sostenere
fino in fondo il valore delle proprie idee, ricordare il gesto
solenne con il quale alcuni uomini, soprattutto in uniforme,
giurano fedeltà alla Patria assume un grande valore.
Non venir meno a quel Giuramento ha significato per decine di
migliaia di uomini, nella guerra ormai lontana, rinunciare alla
vita. E quanti, che al termine della lettura della formula, davanti
alle Bandiere dei loro Reggimenti, hanno urlato "Lo giuro!",
sentono ancor oggi pressante il vincolo di non recedere di fronte
ad alcuna tentazione.
Uomini, già. Ma quanti ne sono davvero rimasti? E tra quelli che di
fronte alla massima autorità dello Stato hanno letto pigramente
quell'impegno, quanti lo hanno mantenuto o lo stanno ancora
mantenendo, a vedere ed a sentire come parlano e come alcune volte
agiscono?
Nei tempi in cui le parole avevano un significato, giurare era un
impegno solenne e lo spergiuro veniva punito con la morte. Lo so,
la cosa oggi fa sorridere. Poche settimane fa, però, in una pausa
delle mie tribolazioni, mentre ero intento a cercare notizie su
cosa accadeva nella mia Appia Antica, ancora indenne dalla presenza
cinematografica, mi sono imbattuto in alcuni episodi della
Resistenza romana.
Carabinieri e salesiani, in stretto contatto, fecero cose che pochi
- forse nessuno - sanno o ricordano. I miei Carabinieri non
tradirono, ma rischiarono la vita, uniti, compatti. Per un attimo
si trovarono senza uniforme, ma anche senza alcun dubbio su cosa
andava fatto per tentare di opporsi all'occupazione tedesca.
Avrebbero potuto pure loro, come migliaia di fantaccini, sparire
nel nulla. Rimasero, e sapete meglio di me in quanti si
sacrificarono.
Se è vero che i vecchi vivono di ricordi, i miei sono anche questi,
e li conserverò sempre, gelosamente, nel mio cuore.
Alfredo Passarelli |