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Cari Lettori,
la copertina ci ricorda che è
arrivato… il momento delle vacanze. Lo abbiamo atteso per un anno
intero e finalmente eccoci qua, pronti a partire o "già partiti",
come il... "già mangiato!" con il quale è solito rispondere un mio
amico sornione quando qualcuno lo invita a pranzo all'ultimo
momento. Non importa, poi, dove si vada, se dietro l'angolo o
all'altro capo del mondo: l'importante è "staccare la spina", fare
qualcosa di diverso dalla routine quotidiana. Non importa neppure
se ci attendono code interminabili di traffico, ritardi
incomprensibili di treni, navi e aerei e ogni sorta di altro
disagio: la cosa che conta è evadere, partire. E il bagaglio? Deve
contenere tutto quello che può servire, anche il superfluo,
altrimenti non si spiegherebbero le auto stracolme di buste e
valige, i borsoni faticosamente trascinati, tutti rigorosamente
muniti di rotelle per favorirne il traino (che grande invenzione le
rotelle dopo il somaro e le ciabatte!). Capisco ora perché sempre
il mio amico sornione, osservando con preoccupazione i bagagli
preparati dalla moglie, le domandi: «Ma quanti spazzolini da denti
hai intenzione di portare?». Distratto com'è, non sa che la sua
signora ha aderito con convinzione a una campagna di igiene
dentale. Eppure, di tanto in tanto alla sera, ella si era prodigata
a spiegargli l'importanza dell'argomento, ma lui come al solito non
le aveva prestato attenzione, ancora con la mente stracarica dei
problemi della giornata.
Ma, a proposito delle cose utili,
c'è un libro nei bagagli? È meglio due: uno piuttosto… pesante,
magari l'ultimo pubblicato, perché fa moda, e uno... leggero perché
distende. Piano piano mi sto convincendo che la partenza per le
vacanze è pur essa una fatica. Ma, quanto a rinunciarvi, non ci
penso neppure, o forse sì? Potrei finalmente godere di una città
semideserta, scoprire quel cantuccio grazioso sempre nascosto dalla
solita auto in seconda fila, assaporare il piacere di respirare in
libertà (a proposito, perché l'aria delle città è più pulita in
agosto benché non piova?), incontrare qualcuno che certamente
importante non è, altrimenti sarebbe in vacanza. E chissà che
quello sconosciuto non possa offrirmi qualcosa di gratificante: ad
esempio il piacere di essere preso in considerazione, lui che è
costretto a non muoversi per il peso degli anni o per mancanza di
mezzi. Vuoi vedere che, se sono fortunato, posso incontrare una
"bella persona", semplice, aperta, con il cuore in mano. E mentre
faccio queste riflessioni, anch'io preparo la mia valigia per le
vacanze. Per coerenza prenderò solo uno spazzolino da denti. Merito
un riconoscimento per il mio coraggio!
E voi, cari lettori? Elucubrazioni a
parte, sono certo di interpretare i vostri sentimenti, rivolgendo
un sincero ringraziamento a quanti lavorano e vigilano per la
serenità e la sicurezza delle nostre vacanze. Ma anche un pensiero
solidale a quelle tante "belle persone" che stanno lì ad attendere
pazienti il nostro prossimo rientro. |