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Ministero della Difesa
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Eroismi di ogni giorno

In questo spazio vogliamo mettere in luce singoli episodi di militari che sono stati protagonisti di azioni meritevoli nella quotidianità. Non importa che siano episodi di rilevanza nazionale. Un piccolo gesto può avere un grande significato. Perché indica la consapevolezza dei militari di essere non solo tutori della legge ma anche punto di riferimento e sostegno morale della popolazione in ogni occasione della vita

A Genova, operazione "Mattone d'Oro"


Parte del materiale sequestrato

Nell'ambito delle indagini di Polizia giudiziaria volte a contrastare il fenomeno della ricettazione, il Nucleo Operativo della Compagnia San Martino di Genova ha portato a termine con successo un'operazione denominata "Mattone d'Oro". L'indagine ha avuto inizio nel marzo di quest'anno, in seguito sia alla constatazione, da parte dei militari di quella Compagnia, della presenza di cantieri edili nei quali spesso sono impegnati lavoratori italiani e stranieri non in regola con le norme di legge, sia ad alcune denunce sporte da imprenditori in merito al furto di materiale perpetrato all'interno dei loro cantieri.

Sono stati quindi attivati costanti e discreti servizi di osservazione nei pressi di due cantieri della zona di San Martino, ove i carabinieri del citato Nucleo Operativo hanno potuto verificare in breve tempo l'effettiva presenza di materiale edile che risultava rubato a Genova, nel periodo compreso tra marzo e giugno 2005, in un cantiere per la ristrutturazione di un immobile destinato ad uso abitativo.

Raccolti sufficienti ed inequivocabili indizi e tenuto conto che il materiale stava per essere destinato alla realizzazione di un altro edificio, i militari dell'Arma hanno effettuato un controllo amministrativo di un ulteriore cantiere ubicato nella zona cittadina a levante, ove, in seguito alla perquisizione dell'intera area, veniva ritrovato un ingente quantitativo di materiale di costruzione e rifinitura di appartamenti (impianti di climatizzazione, piastrelle, porte blindate, pregiati rivestimenti per interni, pannelli in legno da parquet, termosifoni, caldaie, casseforti, vasche per idromassaggio, eccetera), tutto risultato con certezza provento di furto e occultato all'interno di un container e di un magazzino.

L'attività info-operativa svolta dagli investigatori, realizzata mediante osservazione e pedinamento, ha consentito la denuncia in stato di libertà di due fratelli di origine pugliese, imprenditori residenti a Genova, per ricettazione, nonché il recupero ed il sequestro di un ingente quantitativo di materiale per costruzione e rifinitura di edifici trafugato, il cui valore complessivo ammonta a circa 60mila euro.

Coraggioso recupero di un fuoristrada nel bergamasco


Il vicebrigadiere Zebelloni

Il 26 maggio, a Bergamo, il vice brigadiere Niko Zebelloni e l'appuntato Michele Fedele, in servizio al 3° Battaglione Carabinieri "Lombardia", liberi dal servizio e in abiti civili, stanno percorrendo in automobile una via di quella città; ad un certo punto vedono un individuo avanzarsi e fare cenni frenetici verso di loro. Si fermano per ascoltarlo e apprendono che egli, concessionario di una nota casa automobilistica giapponese, era salito con un presunto acquirente dall'aria insospettabile su un fuoristrada in vendita, per un giro di prova. Ma poi lo sconosciuto, minacciandolo con una pistola, lo aveva costretto a scendere impadronendosi del mezzo che proprio in quel momento si stava velocemente allontanando.

L'appuntato Fedele

I militari, senza esitazione, si pongono al suo inseguimento, informando contemporaneamente la Centrale operativa del Comando Provinciale di Bergamo. Nonostante il fuggitivo faccia di tutto per "seminarli", i due bravi carabinieri non lo mollano fin quando il rapinatore, causa l'agitazione e l'elevata velocità, mentre cerca d'inoltrarsi per una strada di campagna, perde il controllo del mezzo finendo fuori strada e ribaltandosi. Il vice brigadiere Zebelloni e l'appuntato Fedele, con una rapida frenata, fermano la propria autovettura, mentre sopraggiunge anche una pattuglia della Stazione di Martinengo, e insieme, dopo una breve colluttazione, arrestano lo "sfortunato" rapinatore recuperando il potente veicolo pur se gravemente danneggiato.

Un gesto di coraggiosa perizia e professionalità, quello dei due protagonisti dell'inseguimento, ma anche un esempio edificante per la popolazione e per i mass-media, che non hanno mancato di dare risalto all'episodio.

Rivoli: salva "per caso" da un tentato sequestro


L'appuntato scelto Manzi

Il caso, quella dimensione imperscrutabile, variabile, accessoria e pure di frequente determinante delle situazioni umane, a volte sembra dare capo alla volontà di un nume che si diverte ad annodare o a sciogliere capricciosamente progetti, desideri, fatiche, e così lo consideravano gli antichi. Per gli scienziati è una formula matematica, per i credenti spesso è la mano della Provvidenza. Questo, ad esempio, è quanto accaduto ad una commerciante di Rivoli (Torino), vittima di un tentativo di sequestro.

La donna stava facendo rientro alla propria abitazione, quando trova ad attenderla una brutta sorpresa: due uomini l'aggrediscono e, dopo averla picchiata, cercano di rinchiuderla nel bagagliaio della sua vettura. La malcapitata, però, riesce a gridare e, caso fortuito quanto appunto provvidenziale, l'appuntato scelto dei Carabinieri Ruggero Manzi, che risiede nello stesso stabile, avendola sentita, interviene in suo aiuto.

Il militare affronta con determinazione e coraggio i malviventi ingaggiando una colluttazione e, nonostante contro di lui siano in due, li costringe a fuggire. A questo punto entra ancora in ballo il caso: i delinquenti hanno perso le chiavi della loro auto e sono costretti a scappare a piedi. Due pattuglie della Compagnia di Rivoli li bloccano inesorabilmente e li arrestano.

Il tentativo di sequestro è avvenuto il 13 settembre 2004, ma la notizia è stata resa pubblica solo ora perché l'attività investigativa condotta dai Carabinieri, e coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia del Tribunale di Torino, si è conclusa da pochi giorni. È stata, infatti, identificata e denunciata, per concorso in tentato sequestro di persona a scopo estorsivo, una persona conoscente della vittima, che ha fornito le informazioni "operative" necessarie agli autori del tentato sequestro.

Arresto di un rapinatore in fuga da una banca



L'appuntato Capasso

Intorno alle ore 10.40 dello scorso 16 giugno, gli appuntati Giovanni Capasso e Francesco Pignatelli, rispettivamente in servizio presso le Stazioni di Grumo Appula e Bitetto, in provincia di Bari, entrambi liberi dal servizio ed in abiti civili, si trovano occasionalmente nel centro di Bitetto, nei pressi di un esercizio commerciale. Improvvisamente vengono attirati dalle urla di una donna terrorizzata, che riferisce concitatamente di una rapina in corso presso la vicina Banca Carime, ubicata ad un centinaio di metri dal luogo ove si trovano i due militari. Questi si precipitano verso il posto indicato, imbattendosi nei tre rapinatori, nascosti da passamontagna e armati di taglierino e pistola, i quali stanno cercando di darsi alla fuga dopo aver consumato la rapina ai danni dell'istituto di credito.

L'appuntato Pignatelli

L'appuntato Capasso, lucido e per nulla intimorito dalla drammatica situazione, estrae la propria pistola d'ordinanza e si qualifica ad alta voce, intimando ai malviventi di fermarsi. A questo punto uno di loro, armato a sua volta di pistola, si gira verso il graduato e gliela punta contro. Il militare con freddezza e rapidità, prevenendo l'azione di fuoco del criminale, esplode due colpi all'indirizzo dei tre, colpendone uno - successivamente identificato in un barlettano pluripregiudicato, già agli arresti domiciliari - ad una gamba e ad una spalla. L'appuntato Pignatelli si precipita quindi sul ferito bloccandolo ed attivando i soccorsi, mentre il bravo Capasso tenta di inseguire i complici, i quali tuttavia, approfittando del traffico, riescono a far perdere le proprie tracce.

Una prova di coraggio ma soprattutto di capacità professionale, sia sotto il profilo del perfetto autocontrollo con cui è stata condotta l'operazione, sia nell'uso legittimo e attento delle armi.

I.M.