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A Bogogno,
piccolo paese del novarese, lo scorso 27 giugno, un uomo di 54
anni, Angelo Sacco, a cui era stato notificato lo sfratto, ha
cominciato a sparare all'impazzata uccidendo tre persone. Tra le
vittime c'era anche l'appuntato scelto dei Carabinieri Gian Piero
Cossu. Nella sua furia omicida, l'uomo ha ferito inoltre
decine di persone tra cui sei carabinieri, il più grave dei quali è
stato raggiunto al petto e all'addome da una raffica di colpi.
L'incubo - che è durato oltre dieci
ore - si è concluso soltanto nella nottata con un blitz dei Gis (il
Gruppo di Intervento Speciale dell'Arma dei Carabinieri) che hanno
finalmente arrestato il folle omicida.
Gian Piero Cossu, trentenne di
Bogogno, prestava servizio nella vicina Stazione di Gattico. Il
giovane militare lascia la moglie Leila e una bimba, Lucrezia, di
appena quattro anni.
Alla cerimonia funebre, a cui hanno
partecipato migliaia di persone, erano presenti il Comandante
Generale, Luciano Gottardo, e il Comandante e il Vice Comandante
del Comando Interregionale "Pastrengo", generali Gianfrancesco
Siazzu e Angelo Desideri.
C'era inoltre una folta
rappresentanza di militari del Comando Provinciale di Novara,
guidata dal tenente colonnello Fabrizio Bernardini, e della Regione
Piemonte e Valle d'Aosta.
Presenti anche il Vice Ministro
dell'Economia e delle Finanze, Giuseppe Vegas, il Sottosegretario
per le Attività Produttive, Roberto Cota, e il Presidente della
Provincia, Luigi Vedovato, oltre a numerose autorità politiche
locali e regionali e al Procuratore generale di Torino, Giancarlo
Caselli, al Procuratore capo di Novara, Corrado Canfora e al
Questore di Novara, Andrea Ninetti. |