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Ministero della Difesa
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Per non dimenticare

Qui vogliamo ricordare, numero dopo numero, soprattutto ai più giovani, i luminosi esempi offerti dai nostri colleghi che dieci, venti o trent'anni fa hanno immolato se stessi sull'altare del dovere, in una lotta al crimine che per i Carabinieri dura incessantemente dal 13 luglio 1814. Esempi di vittoria della solidarietà sulla prevaricazione, della ragione sull'istinto, dell'altruismo sull'egoismo, del bene sul male, per un traguardo di perfetta convivenza civile. Forse irraggiungibile, ma non per ciò meno ambito da ogni persona onesta.

Gioacchino D'Anna


Il brigadiere Gioacchino D'Anna

Angri (Salerno), 8 settembre 1975. Richiamato dalle grida provenienti da un appartamento, dove cinque malviventi armati e a volto coperto stanno compiendo una rapina, il brigadiere Gioacchino D'Anna vi si dirige prontamente. Il militare dell'Arma riesce ad affrontare e disarmare uno dei rapinatori, nonostante quest'ultimo imbracci un fucile, ma nulla può contro i colpi d'arma da fuoco di un suo complice: ferito mortalmente, cade a terra. Alla sua memoria verranno assegnate la medaglia d'oro al valor civile e la medaglia d'argento al valor militare.

Gino Ferilli

il capitano Ferilli

Rogorotto di Arluno (Milano), 18 settembre 1975. Informato che due carabinieri della sua Compagnia hanno ingaggiato un conflitto a fuoco con quattro malviventi autori di una rapina in una banca, il capitano Ferilli si pone all'inseguimento di questi ultimi a bordo di un'autopattuglia. Individuata la loro posizione, riesce a tallonare la vettura in fuga, ma, proprio mentre si protende per rispondere al fuoco, l'auto sulla quale viaggia esce di strada schiantandosi contro un ostacolo. Incurante delle lesioni riportate, assicuratosi delle condizioni dei carabinieri rimasti insieme a lui feriti, il Comandante impartisce ordini via radio intenzionato a continuare l'inseguimento. Stremato per gli sforzi compiuti e per la gravità delle ferite, però, cade a terra esanime. Morirà dopo alcuni giorni. Alla sua memoria verrà assegnata la medaglia d'argento al valor militare.

Pantaleo La Spada


il carabiniere Pantaleo La Spada

Barcellona Pozzo di Gotto (Messina), 24 settembre 1985. Durante l'assalto ad una gioielleria ad opera di tre banditi, il carabiniere Pantaleo La Spada si precipita sul posto con un collega ed un vigile urbano. Al loro arrivo, però, un quarto uomo con la funzione di "palo" li accoglie, aprendo il fuoco ancora prima che essi possano scendere dall'auto. La Spada viene ferito mortalmente. Alla sua memoria verrà assegnata la medaglia d'argento al valor civile.

Ciriaco Carru e Walter Frau


Il carabiniere scelto Walter Frau
L'appuntato scelto dei Carabinieri Ciriaco Carru

Chilivani (Sassari), 16 agosto 1995. L'appuntato scelto dei Carabinieri Ciriaco Carru ed il carabiniere scelto Walter Frau, rispettivamente capo equipaggio e conducente di nucleo radiomobile, stanno procedendo all'arresto di un malvivente sorpreso a vigilare su due automezzi poco prima rubati, e con armi a bordo. All'improvviso, in modo fulmineo e imprevedibile, i due carabinieri vengono investiti da una violenta azione di fuoco incrociato dei complici di costui, che si apprestano a svaligiare un furgone portavalori. Incuranti della situazione di inferiorità, Carru e Frau reagiscono, riuscendo a ferire i malviventi prima di cadere al suolo colpiti mortalmente. Grazie al loro gesto verrà evitata la rapina, e l'intera organizzazione sarà identificata e catturata. Entrambi riceveranno la medaglia d'oro al valor militare alla memoria.