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Cari Lettori,
di editoriale in editoriale, siamo arrivati al nostro sesto
appuntamento del 2005, sulla soglia del mese di giugno, che segna
la metà dell'anno. Ma più che sullo scorrere del tempo desidero
soffermarmi con voi su una ricorrenza a tutti cara, che cade il 2
giugno: la Festa della Repubblica Italiana, un appuntamento
fondamentale della nostra storia recente che quest'anno coincide
con il sessantesimo anniversario della Liberazione.
Nella prima, si testimoniano e si
riaffermano i valori della democrazia che la seconda ha conquistato
con fede tenace a prezzo di tante sofferenze e pesanti sacrifici.
Per tutti gli italiani la celebrazione deve costituire un momento
di unità e di orgoglio; per noi Carabinieri, in particolare,
un'occasione per rinnovare idealmente il giuramento di fedeltà allo
Stato e ai cittadini che è l'essenza del nostro servizio. Ed è
proprio con questo spirito che ci accingiamo a celebrare, l'8
giugno prossimo, il 191° annuale della fondazione dell'Arma, un
esaltante compleanno di cui tratteremo ampiamente nel numero di
luglio.
La fedeltà, tuttavia, non può
esaurirsi nell'assunzione di un impegno morale. Deve essere
confermata nel quotidiano, giorno dopo giorno, con ferma
determinazione e adeguata professionalità, per corrispondere alle
aspettative di sicurezza della società civile. È tutto qui
l'imperativo categorico del Carabiniere, il suo vademecum
fondamentale. È questa la sintesi di un codice morale che si
apprende presso le Scuole dell' Arma, prima ancora delle nozioni
professionali, e che trova sempre i nostri giovani prontissimi a
recepirlo. Ce ne accorgiamo ogni giorno, quando ci intratteniamo a
colloquio con i tantissimi ragazzi che aspirano ad entrare nelle
file dell'Istituzione. Converrete anche Voi, leggendo il servizio
dedicato al Centro Nazionale di Selezione e Reclutamento di Roma,
che assolve al delicato compito di scegliere, tra tanti candidati,
quelli che diventeranno i carabinieri di domani. Abbiamo cercato di
spiegarvi gli scopi e il complesso procedimento di selezione, nel
quale lavorano specialisti ad alto profilo professionale, sia
dell'Arma sia civili, ponendo attenzione anche alle attese degli
aspiranti, ragazzi e ragazze, sino a condividerne l'ansia per il
risultato finale.
Prima di augurarvi una buona
lettura, consentitemi di ritornare sui valori fondanti della nostra
democrazia, rivolgendo un pensiero a chi ha sacrificato la propria
vita per portarli in una terra lontana e travagliata. Mi riferisco
ai quattro militari dell'Esercito scomparsi nel cielo dell'Iraq, ai
quali va un commosso ricordo, mentre ci stringiamo intorno ai loro
familiari. |