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Bandiere sventolano...

...sui campi di battaglia di Tolentino e sui palazzi antichi di Sarnano, due affascinanti località dell'entroterra marchigiano. Tra gli elementi chiave per conquistare un turismo di qualità ci sono: la valorizzazione del patrimonio culturale, la tutela dell'ambiente, la cultura dell'ospitalità, l'accesso e la fruibilità delle risorse, la qualità della ricettività, della ristorazione e, non ultima, quella dei prodotti tipici

La ricostruzione della storica battaglia di Tolentino che avvenne esattamente nel maggio del 1815

Contro il logorio della vita moderna cercate una bandiera arancione! Stiamo vivendo con ritmi così frenetici e stressanti, che per "rimettersi in sesto" non basta più bere un buon amaro, come suggeriva una nota pubblicità degli anni Sessanta.

Allora, che fare? Un suggerimento ci viene dal Touring Club Italiano, che, da sempre, promuove il turismo di qualità. Si è preso atto che il turismo di massa è un settore in crisi, mentre continua a crescere il turismo ecologico, incentrato sulla riscoperta dei sapori-valori antichi e genuini delle nostre campagne. Gli italiani, ma anche molti stranieri, sia per motivi economici sia per desiderio di pace e tranquillità, stanno scoprendo i gioielli del nostro entroterra: luoghi ameni che, pur offrendo ogni tipo di comfort della vita moderna, ci riportano in un mondo di altri tempi, dove il padrone è la natura, non le lancette dell'orologio.

Le "vacanze verdi" vanno per la maggiore e si sono moltiplicati in tutta Italia gli agriturismo, i centri benessere, i bed & breakfast e le country house. In genere si tratta di strutture ben organizzate, ma si può anche andare incontro a delusioni e prendere la cosiddetta "sola". Per evitare ogni rischio, il Touring Club si è fatto promotore di un marchio di qualità turistico-ambientale, che è appunto la "bandiera arancione", garanzia di ricchezza culturale, gastronomica e ambientale.

Questo riconoscimento viene assegnato a località dell'entroterra italiano con meno di 15mila abitanti che, dopo averne fatto richiesta, vengono sottoposte a meticolosi controlli, dal punto di vista delle qualità ambientali (verde, aria, acqua, smaltimento rifiuti, rumore…), dell'attrazione turistica (paesaggio, storia, eventi), della ricettività e dei servizi, dell'accoglienza (informazione, segnaletica, trasporti). Naturalmente non devono mancare l'ospitalità, il culto delle tradizioni e una buona offerta enogastronomica. Superato l'esame, il marchio assegnato vale due anni ed è poi subordinato al mantenimento dei requisiti.

Le "bandiere arancioni", assegnate finora ad ottanta Comuni, sono state al centro di un evento svoltosi a San Severino Marche e a Sarnano, in provincia di Macerata, dal 4 all'8 maggio scorso, con workshop dedicati agli operatori privati e agli enti pubblici, percorsi degustativi, forum, presentazione di progetti di sviluppo.

Sarnano, affermata anche come centro termale, è appunto una delle località insignite della "bandiera arancione". Qui, in un palazzo medievale del centro storico, sono stati allestiti stand di alcuni dei Comuni col marchio qualità: i salumi di cinta senese, il ciauscolo (salame da spalmare), il pecorino dei Monti Sibillini, la minestra di farro, le lenticchie di Castelluccio, il prosciutto di Norcia, vini Doc e Docg sono solo alcune delle prelibatezze che si potevano gustare lungo il percorso enogastronomico.

Un'altra scena della ricostruzione

Ai piani superiori del palazzo si è tenuto un interessante forum sul "Viaggio nell'entroterra di qualità", in cui appunto è stato spiegato cos'è la "bandiera arancione" e le opportunità che essa offre. Si è parlato inoltre della valorizzazione delle produzioni locali e degli orientamenti dell'agriturismo, che deve curare di più l'aspetto "agricolo", in quanto dovrebbe offrire solo prodotti di produzione propria.

Ai giornalisti presenti è stato offerto un saggio delle piacevoli sorprese che l'entroterra può riservare. Paesaggi di rara bellezza, con infinite sfumature di colore, che è impossibile descrivere e che vi invito a verificare di persona. I profili delle vette dei Monti Sibillini - o "Monti Azzurri", per il colore che prendono al tramonto -, le valli, i pascoli, i piccoli laghi e le sorgenti rendono questi luoghi quasi magici. E, immersi nel verde, abbazie, monasteri, castelli, fortificazioni: il Castello della Rancia, quello di Brunforte o l'Abbazia di Fiastra, tanto per citarne alcuni. Tesori d'arte nascosti in piccoli borghi antichi, come il Santuario di Macereto, nei pressi di Visso. Musei, spesso nati dalla passione di una sola persona, tenuti con amore e che nascondono vere e proprie rarità.

Nel Museo di Sarnano c'è una curiosa collezione di martelli di ogni epoca e foggia, armi, uccelli impagliati e una pinacoteca. A Pieve Bovigliana, dove sorge anche il Castello di Beldiletto, c'è un interessante Museo Archeologico. A Loro Piceno è stato allestito un museo di foto, armi e divise delle due guerre mondiali e un "Museo del vino cotto". A Penna San Giovanni, che ha il teatro barocco più piccolo delle Marche, interamente in legno, sorge il "Museo degli scritti leopardiani", dove sono esposti i manoscritti di Leopardi, compreso L'infinito.

Naturalmente non può mancare l'artigianato locale, come il laboratorio di tessitura a mano di Pievebovigliana.

Per chi ama la natura, infine, il Parco nazionale dei Monti Sibillini è una vera e propria oasi, ricca di flora e fauna (lupo, aquila reale, falco pellegrino, lepri, scoiattoli), con sentieri per escursioni a piedi, a cavallo, in mountain bike o, d'inverno, con gli sci.

Chi volesse maggiori informazioni può visitare i siti www.fiereturismo.it o www.touringclub.it/bandierearancioni; oppure telefonare a "Borsa Italiana Turismo in Campagna": 0733/263811.

Irene Monti