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Cari Lettori,
qualche mese fa abbiamo manifestato
il proposito di dare maggior spazio all'attività dei Carabinieri e,
coerentemente con l'impegno assunto, diamo inizio con questo numero
ad una diversa impaginazione della Rivista, ponendo tra le prime
pagine una nuova rubrica, l'Arma oggi.
Tuttavia, la novità più che nel
titolo sta nei contenuti, poiché, come potrete costatare, daremo
voce ai Carabinieri, intervistandoli e facendoci raccontare le loro
esperienze. Per cominciare ci siamo rivolti al generale Vincenzo
Giuliani, Comandante Provinciale di Napoli, nell'intento di rendere
omaggio al lavoro dei militari di ogni grado che, insieme alle
altre Forze dell'ordine e alla Magistratura, sono impegnati in
prima linea nella lotta al crimine organizzato. Non vogliamo qui
ricordare le tante operazioni di servizio, di cui è piena la
cronaca quotidiana, quanto piuttosto aiutarvi a scoprire come i
Carabinieri percepiscono il loro ruolo, come si pongono dinnanzi
alle aspettative della collettività e quali gratificazioni ricevono
dalla loro azione. In altri termini, chi è oggi il Carabiniere. È
solo uno strumento per reprimere le devianze che si oppongono alla
civile convivenza o è anche un operatore in grado di interpretare i
fenomeni sociali e di collaborare con le altre Istituzioni che
condividono la responsabilità di promuovere il progresso collettivo
o, se preferite, la bontà del nostro futuro?
La risposta è nelle parole del
generale Giuliani e, in un certo senso, dà soddisfazione a quel
lettore che ci ha scritto esprimendo il suo disappunto per
l'immagine frivola e distorta che la fiction televisiva darebbe del
Carabiniere. Si sa che la realtà dello sceneggiato è diversa dalla
quotidianità, richiede ritmi serrati e situazioni limite per
catalizzare l'attenzione dello spettatore, ma è pur sempre, nella
maggioranza dei casi, sinonimo di attenzione per il lavoro dei
nostri militari e riconoscimento palpabile del ruolo positivo che
essi hanno nella difesa della legalità. Consentitemi, poi, di
aggiungere, con una punta di orgoglio nostrano, che sembra
tramontata l'epoca in cui il piccolo schermo era monopolio degli
ispettori americani: i bravi investigatori sono disponibili anche
dietro l'angolo.
Quaranta anni di professione mi
hanno comunque convinto che il Carabiniere è innanzitutto un
servitore dello Stato, un servitore instancabile e silenzioso, uno
dei tanti che del servizio al Paese hanno fatto una ragione di
vita. Proprio come il dottor Nicola Calipari, il cui eroico
sacrificio è testimonianza di altissimo senso del dovere e di
straordinario altruismo. Nel ricordarne la figura e le eccezionali
doti professionali e umane, tutta la Redazione, rendendosi
interprete anche dei lettori, si stringe intorno ai familiari di
Nicola, alla Signora Rosa e ai figli Silvia e Filippo, con
sentimenti di profondo cordoglio, commossa partecipazione al loro
dolore e fraterna solidarietà. |