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La salute in un Bancomat

Mese dopo mese, arriva nelle case di tutti gli italiani la nuova Tessera Sanitaria valida anche in Europa. Un documento importante: senza di essa, infatti, niente visite, medicinali, cure

Immagine raffigurante una mano che impugna un mouse.

In questi giorni molti cittadini italiani e parecchi stranieri con regolare permesso di soggiorno, in quanto titolari del diritto all'assistenza medica, stanno ricevendo a casa - direttamente dal Ministero dell'Economia e delle Finanze - la nuova Tessera Sanitaria elettronica. La sua distribuzione, necessaria per accedere alle prestazioni del Sistema sanitario nazionale, fa parte di un progetto disciplinato dall'articolo 50 del decreto legge n. 269 del 30 settembre 2003, convertito con modificazioni in legge n. 326 del 24 novembre 2003, che prevede anche l'adozione del nuovo modello di ricetta medica.

L'obiettivo del Progetto Ts, che coinvolge medici, farmacisti e tutti coloro che operano nella Sanità, è principalmente quello di attuare nel nostro Paese il sistema di monitoraggio della spesa farmaceutica con modalità telematica, e quindi conoscere e governare meglio le risorse. Già attiva in Abruzzo dallo scorso 28 luglio (il progetto pilota è partito dalla Asl di Teramo), e recapitata ai cittadini delle regioni Umbria, Emilia Romagna e Veneto, la nuova tessera, attualmente in distribuzione nel Lazio, lo sarà via via in tutte le restanti regioni d'Italia.

CARATTERISTICHE DELLA TS. La Tessera Sanitaria mostra sul fronte le informazioni già riportate sul vecchio tesserino di codice fiscale (al quale si sostituisce) e i dati sanitari riservati alla Regione. Il codice fiscale, infatti, è contenuto sul retro in formato a barre, leggibile con penna ottica: in tutte quelle situazioni in cui era necessario esibirlo dobbiamo ora usare la Ts. Grazie all'uso di caratteri in rilievo, essa è riconoscibile dalle persone non vedenti e facilmente distinguibile, tra le tante, anche dagli ipovedenti, grazie ad una striscia di colore più scuro inserita nella zona di intestazione sul fronte stesso della tessera. Raccoglie inoltre tutte le informazioni stabilite dall'Ue, tali da qualificarla "Team: Tessera europea di assicurazione malattia".

TS nuova tessera da distribuire secondo il programma "Sanità elettronica".

IL NUOVO MODELLO DI RICETTA MEDICA. Sempre nell'ambito del Progetto Tessera Sanitaria, l'uso del nuovo modello unico di ricetta medica, standardizzato per tutte le prescrizioni mediche, approvato con decreto del 18 maggio 2004 ed inizialmente previsto per il 1° gennaio dell'anno in corso, è slittato al 1° aprile.

Ma come cambierà la ricetta? La grande novità è la lettura ottica, che in ogni farmacia sarà effettuata attraverso appositi apparecchi. Grazie alle nuove tecnologie i dati confluiranno in tempo reale all'Agenzia delle Entrate del Ministero, che potrà quindi conteggiare i rimborsi dovuti alle farmacie ed essere costantemente aggiornata sull'entità della spesa farmaceutica.

Nella nuova ricetta, oltre a nome e cognome dell'assistito, il medico di base scriverà nella parte centrale i farmaci o le prestazioni giudicate necessarie. Sull'ultima riga indicherà invece la diagnosi. Secondo la legge, possono essere prescritti al massimo due farmaci per ricetta, per un totale di sei confezioni, con eccezione per alcune speciali patologie.

Il Ministro per l'Innovazione e le Tecnologie Lucio Stanca.

Tra le altre novità che la caratterizzano ricordiamo: l'introduzione di un tagliando che ricopre i dati anagrafici per tutelare la privacy del paziente; l'identificazione della ricetta con un codice unico a livello nazionale, strutturato per regione, per garantirne la tracciabilità; la possibilità di risalire al medico prescrittore attraverso l'associazione tra medico e ricettario; l'impiego di un sistema uniforme di codifica delle prestazioni (farmaceutiche, specialistiche, ambulatoriali), per rilevare informazioni sui volumi e la tipologia di quelle eseguite; la possibilità di introdurre un nuovo sistema uniforme di codifica delle esenzioni, per avere informazioni sul numero e la tipologia degli esenti e sulle prestazioni loro fornite. Non ultimo, il vantaggio di poter richiedere la prescrizione del farmaco e delle prestazioni diagnostiche a tutti i medici: dagli specialisti agli ambulatoriali, dal 118 alla Guardia medica. Senza più correre avanti e indietro dall'uno all'altro.

OBIETTIVI DEL PROGETTO. «Lo sforzo che si è fatto con il Ministro Sirchia», ha spiegato il Ministro per l'Innovazione e le Tecnologie Luigi Stanca, «è stato quello di ottenere uno standard nazionale e, quindi, di avere uno schema uguale per tutto il Paese. Con due obiettivi: quello individuale, ossia avere delle informazioni sulla propria storia clinica disponibili e accessibili a prescindere dal posto in cui ci si trova; e quello scientifico, in quanto tutte queste informazioni, fruibili in formato digitale, possono essere utilizzate pure per la ricerca scientifica, allo scopo di avere analisi statistiche di scenario effettuate su dati reali».

Il Ministro della Salute GIrolamo Sirchia.

Dobbiamo dunque avere sempre con noi la tessera: quando andiamo dal medico - specialista o di base che sia -, quando dobbiamo ritirare un medicinale in farmacia, prenotare un esame in un laboratorio di analisi, beneficiare di cure termali, di una visita specialistica in ospedale e alla Asl. Diversamente, infatti, senza la "tesserina blu", niente medicinali, niente visite, niente prenotazioni, niente cure. Così facendo ogni nostro movimento sanitario sarà monitorato. Perché se, come detto, il vantaggio più grande della sua introduzione è quello di consentire un controllo uniformato nelle modalità della spesa, il progetto ha anche un'enorme valenza sul fronte della prevenzione, consentendo screening mirati. Aiuterà dunque a ottimizzare tutte le prestazioni mediche, divenendo una vera e propria memoria di dati personali, anagrafici e sensibili. Noi cittadini, insomma, trarremo dei benefici qualitativi, di prestazione e di accessibilità ai servizi. Il tutto nel rispetto e nella fondamentale tutela della privacy.

IN EUROPA. La nuova Ts, o Team, può essere utilizzata per ricevere eventuali cure durante i soggiorni nei Paesi dell'Ue dove ci rechiamo per studio, lavoro o vacanza e, a tal fine, subentra al modello cartaceo E111. Ma non solo: sostituisce i modelli E128 (per il distacco dei dipendenti in un altro Paese e per gli studenti), E110 (per il trasporto stradale internazionale), E119 (per la residenza temporanea finalizzata alla ricerca di un lavoro), E113 (per il ricovero ospedaliero), ed E114 (per la concessione di protesi e grandi apparecchi).

Il solo modello E111, tuttavia, gode di un'eccezione: resta infatti in vigore, con un nuovo formato, in parte dei venticinque Stati membri (Italia, Austria, Paesi Bassi, Portogallo, Regno Unito, Repubblica Ceca, Lettonia, Lituania, Malta, Polonia, Repubblica Slovacca, Cipro), in cui è stato disposto un periodo transitorio per l'introduzione progressiva (fino al prossimo 31 dicembre) della tessera. Chi non fosse quindi ancora in possesso della Team, in caso di temporaneo soggiorno in uno Stato Ue o appartenente allo Spazio Economico Europeo, può richiedere alla propria Asl il certificato sostitutivo provvisorio.

La Team (o il certificato sostitutivo provvisorio) può essere utilizzata dal cittadino per le cure "medicalmente necessarie" e non solo per le cure urgenti che venivano assicurate in precedenza dal modello E111. In virtù dell'attuale legislazione comunitaria e nazionale, invece, se un cittadino sceglie un particolare Paese allo scopo di ottenere delle cure di alta specializzazione, le cosiddette cure programmate (ad esempio per trattamenti ospedalieri che vedono in Italia liste di attesa troppo lunghe), si dovrà rifare al modello E112, che resta assolutamente necessario e insostituibile.

C'è da dire che ciascun Paese ha le proprie norme in materia di servizi sanitari pubblici, per cui in alcuni le cure sono gratuite, in altri lo sono parzialmente, in altri ancora occorre pagare le spese sanitarie per intero per poi chiederne il rimborso. È opportuno, quindi, conservare le fatture, le prescrizioni e le ricette.

Si tratta, se vogliamo, solo di alcune piccole-grandi accortezze verso un armonico disegno di costruzione di un'Europa unita anche sotto il profilo sanitario. Il che, a parte qualche consentita perplessità, non è poca cosa.

Désirée Colapietro Petrini