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E fu la Luce

Sinonimo di vita fin dalla notte dei tempi, nel periodo tra novembre e dicembre, quando le giornate si accorciano e poi, lentamente, ricominciano ad allungarsi, ci regala emozioni e suggestioni indescrivibili. Portandoci a riflettere sul grandioso mistero della Natività

«Sia la Luce!». E Luce fu… D'altra parte, avrebbe potuto sottrarsi - la Luce - ad un atto d'amore talmente grande e creativo dell'Altissimo e incommensurabile Signore degli Universi? No, non avrebbe potuto. E fu così che, disponendo del dono concessogli, la Luce prese a cuore il suo compito divenendo sinonimo di vita. Senza di essa piante, animali, il nostro Pianeta intero, insomma - tutto quel che conosciamo e sappiamo - non esisterebbe.

Immagine raffigurante un tramonto.

In questo periodo dell'anno, la luce solare diminuisce lentamente. Novembre e dicembre, oltre a regalarci cromatismi incredibili, sono anche i mesi in cui essa si attenua d'intensità fino a toccare i suoi minimi con l'arrivo dell'inverno. Quasi svanisce, oseremmo dire. Le giornate si accorciano e si cominciano a vivere momenti crepuscolari...

Ma proprio alla metà del mese natalizio, la Luce riprende un nuovo cammino luminoso. Timidamente, piano piano, ed acquistando sempre più sicurezza, bagna di nuovo - con le sue lame d'un bianco puro, di argento e d'oro - tutto il Creato.

E allora ci chiediamo: può essere un segno? Forse sì. È dalla nascita del Bambin Gesù, infatti, che la Luce torna a rifulgere decisa e luminosa i nostri cuori, risalendo l'alto dei cieli. Ed ancora: proprio nel tredicesimo giorno di dicembre si festeggia Santa Lucia, la santa portatrice della Luce, e questo già ci fa capire in cosa dobbiamo avere speranza.

Immagine raffigurante un'alba.

E si potrebbe andare ancora oltre, riflettendo sulle mille sfaccettature che permeano questa immagine di vita. Nelle ore crepuscolari la Luce fa viaggiare la nostra mente in mondi lontani e fantastici: i tramonti particolari che nel periodo dell'anno tra l'autunno e l'inverno si offrono all'occhio di chi sa ascoltare i ritmi dell'universo, arricchendo il lungo riposo invernale di un caleidoscopio infinito di colori, con quei tenui, filtranti riflessi simili a pennellate, ora blu intenso, ora giallo cromo, ora rosso fuoco, raccontano del mondo che ci circonda, ce lo fanno amare.

Gli alberi, gli animali e persino il cielo sembrano godere il fascino di questa forza evocativa che, con i suoi riflessi sempre più tenui, ci "immalinconisce", lasciando però un filo di speranza nei nostri cuori: e Santa Lucia prima e il Natale poi riaccendono in noi la voglia di ricominciare. Natale: non solo portatore di doni, ma soprattutto portatore di Luce, la Luce Divina: una Luce che con l'avvento di Gesù Cristo torna ad incoronare la Terra...

Nei tempi remoti, gli egiziani avevano eretto un tempio al Dio Sole: questo ci fa capire quanto per noi la Luce sia importante. Il Sole, con la sua emanazione, è energia creatrice, permette alle piante di crescere, le scuote dal torpore di morte di una esistenza cristallizzata, semina la speranza e la vita stessa, offrendo una opportunità di nascita.

Immagine raffigurante un tramonto.

La Luce con i suoi raggi investe il Creato: dà vita ad ogni essere e ad ogni cosa, li trasforma con le sue magiche lame in colori di rara bellezza. Come non rimanere attoniti alla nascita del sole che ogni giorno esce dal mare o dalle montagne, risalendo la china ed annunciando l'arrivo della vita? E come non rallegrarci quando, dopo un acquazzone, la Luce torna ad illuminare le nostre case e i nostri cuori per poi tuffarsi nuovamente nell'oceano e rinascere ancora e ancora?

La Luce come sinonimo di vita, sin dalla notte dei tempi! I primi uomini che popolarono la Terra erano convinti che un essere superiore la inviasse loro nelle fredde caverne per rassicurarli, "spegnendo" la paura della loro non-conoscenza. In quel momento la Luce ha acquistato un significato divino e ha permesso all'uomo delle caverne non solo di prendere coscienza del Creato, ma anche di scaldarsi. I primi esseri che popolarono la Terra intuirono subito che la Luce era fonte di vita: grazie ad essa potevano svolgere varie attività, come quella, primaria, di procurarsi il cibo, ma anche di scoprire il mondo poco a poco.

L'Essere superiore non permise mai all'ombra di regnare nella sua creazione e fece in modo che la Luce non abbandonasse per nessun motivo gli uomini nelle tormentate notti buie minacciate dal freddo e dal gelo e portatrici di fantasmi. Le permise piuttosto di trasformarsi in miriadi di Stelle sparse nel cosmo, per segnare la via ai naviganti e ai viandanti smarriti.

Come possiamo non accorgerci che Sorella Luna veglia sin dalla nascita del tempo le nere notti e, pallida, vecchia amica, percorre le vie celesti per rassicurarci, in attesa che Fratello Sole torni a scaldarci con i suoi raggi dorati, illuminando il nostro mondo? L'Essere supremo non si è dimenticato nemmeno degli uomini che hanno scelto di vivere ai poli estremi del pianeta, dove la Luce non riesce ad inondare sempre e continuamente il loro mondo, non almeno quella che conosciamo noi, gente mediterranea.

In quei luoghi remoti il Sole, abbandonando molto presto gli sconfinati territori, lascia il testimone all'aurora boreale ed a quella australe, che si trasforma in Luce con rinnovato e camaleontico vigore, irradiando le notti fredde ed estreme ricoperte dalla candida materia e solcando immensi cieli che ricoprono vaste foreste di betulla, innumerevoli boschi di pino e docili altipiani, ma anche selvagge montagne: portatori, tutti, di racconti, leggende e fiabe che, in questo periodo dell'anno, arricchiscono i lunghi momenti trascorsi accanto al camino in compagnia del fuoco. Quel fuoco che, mormorando, arde il "ceppo" di Natale, scaldando giovani, vecchi e bambini in attesa dell'evento degli eventi: l'arrivo del Salvatore.

Ed è in una notte triste e buia, in cui le ombre sembrano aver divorato l'ultima Luce, e quando ormai anche ciò che resta della speranza è spazzato via dalla bufera che impazza fuori, nel mondo, e la Luce sembra aver smarrito la strada, che, accompagnata da stelle brillanti, una luminosa Cometa invade il Creato, avvertendo che il portatore di pace e amore, colui che salverà il mondo dal peccato, è nato, strappando l'Uomo dal caos che l'aveva inghiottito.

Allora, una Luce si manifesta nella profondità dell'essere umano quale fiamma viva d'amore e di speranza, indicandogli la via. E in quel preciso istante la Luce apre non solo le tenebre, ma anche gli occhi e il cuore della gente. E con la sua lunghissima e fluorescente coda, carica di speranza, trascina gli uomini in un mondo nuovo.

Andrea Barghi