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Amici
Lettori,

Per una volta consentitemi di non
parlarvi dei contenuti della Rivista, che si racconta da sola...
basta sfogliarla. Desidero, invece, soffermarmi sulla copertina,
che ricorda una festività a noi tutti cara, credenti e non: il
Natale. E il pensiero corre subito ai bambini e, perché no, a
quando anche noi eravamo bambini, alla famiglia e anzi alla nostra
famiglia. Momenti di attesa e momenti di gioia, che accomunano i
bambini di ieri con quelli di oggi, il piacere di sentirsi protetti
dal calore degli affetti e il piacere di ritrovarsi tra i propri
affetti. Il Natale è la festa che più di ogni altra ci unisce, che
ci fa riscoprire il valore delle nostre origini e la voglia di
stare assieme. "Natale con i tuoi..." recita un adagio popolare,
che ciascuno di noi ripete dentro di sé una volta all'anno, quando
il mondo del Presepe riprende vita. Il Presepe, com'era
coinvolgente la sua preparazione! Io osservavo ammirato mio nonno
durante l'allestimento ed ero ansioso di aiutarlo, mentre con una
abilità antica modellava la carta, trasformandola in montagne, e
costruiva la Capanna con materiali poveri, perché umile doveva
essere il ricovero del Bambinello. E i Pastori, mentre li
scartavamo dovevamo fare attenzione a non frantumarli, poiché erano
di terracotta. In ogni caso, con un po' di colla di pesce il nonno
avrebbe fatto il miracolo di ricomporli, perché nessun personaggio
del Presepe poteva venir meno all'importante appuntamento, anche
una sola di quelle pecorelle che dovevano fingere di cibarsi del
muschio rinsecchito che mi veniva accordato di spargere, a
completamento dell'opera.
Devo riconoscere che ancor oggi la
fantasia del Presepe mi coinvolge e mi affascina, come accadde anni
fa allorché, visitando in prossimità del Natale una Stazione
carabinieri, intravidi una pattuglia con la bandoliera tra i
pastori di terracotta che animavano un piccolo presepe realizzato
dai militari. E da allora ho sempre pensato che esista un legame
forte tra il Bambinello e i Carabinieri e che persino nella scena
semplice del Presepe ci sia bisogno della vigilanza dei militari
dall'uniforme turchina, perché la vita possa scorrere senza
turbative e i malintenzionati desistano. Ritengo che sia dovere di
tutti essere riconoscenti a chi, lontano dai propri affetti, nelle
strade d'Italia o in missione all'Estero, vigila perché il nostro
sia un Buon Natale.
Buon Natale a loro anche a nome
vostro, cari Lettori, e Buon Natale a Voi che ci sostenete con la
vostra assidua attenzione. Tutti insieme, poi, stringiamoci
idealmente intorno a quanti, proprio in occasione delle festività
di fine anno, avvertono più intensamente l'assenza incolmabile di
una persona cara. Facciamo che sentano il calore della nostra
partecipazione alla loro solitudine, offrendogli tutta la
solidarietà di cui siamo capaci. Di nuovo Buon
Natale! |