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I colori del dolore

Una rassegna di disegni ed opere fantasiose voluta dai piccoli ricoverati dell'Ospedale Pediatrico romano del "Bambin Gesù". Per gli adulti, un intenso e coinvolgente motivo di riflessione

Padre Giulio Albanese, il comboniano direttore della Missionary Service News Agency.

L'Ospedale Pediatrico del "Bambin Gesù" - Ente assistenziale di proprietà della Santa Sede convenzionato con il Servizio Sanitario Nazionale - è il più importante centro terapeutico italiano riservato all'infanzia che soffre. Nei suoi padiglioni vengono offerti circa 33mila degenze ordinarie, 83mila accessi per "day hospital", 834mila prestazioni ambulatoriali e 15.930 chirurgiche per i piccoli pazienti, amorevolmente assistiti e curati da circa duemila dipendenti, tra medici e personale parasanitario.

In questo "micro-mondo" dedicato al bambino in difficoltà, oltre alle 41 specialità pediatriche, è stata creata una ludoteca denominata "Il Castello dei Giochi", con l'obiettivo di offrire a tutti i bambini ricoverati un luogo e gli strumenti indispensabili per meglio affrontare l'esperienza della malattia e della degenza. La struttura ricreativa, che registra circa 1.300 accessi al mese, è collocata al centro dell'Ospedale ed è composta di due sale con pareti vetrate su cui scorre un velo d'acqua, e di un anfiteatro esterno concepito per l'accoglienza, il gioco e la sollecitazione delle risorse creative dei piccoli pazienti.

Non può sottacersi come il ricovero in ospedale comporti per il bambino la necessità di un riadattamento della vita quotidiana e dei suoi ritmi, dopo il distacco dagli oggetti e dalle persone che rappresentano per lui i punti di riferimento. Queste, mostrando al bambino-paziente la propria comprensione, condividendo con lui il peso della situazione, otterranno già un primo contenimento della patologia, che lo porterà a neutralizzare almeno una parte dell'ansia e delle tensioni che la accompagnano.

C'è da chiedersi come - oltre alla amorosa e comprensiva assistenza dei genitori - si possa ancora aiutare il piccolo ricoverato: anche gli amici e le attività ricreative servono a ridurre il distacco dal proprio mondo. Occorre, in altri termini, favorire tutte quelle attività, come ad esempio il gioco, che per i più piccini rappresentano una funzione rassicurante, di scarica di emozioni, di elaborazione fantastica della realtà. Anche il disegno può aiutare a sopportare i disagi legati all'ospedalizzazione, in quanto permette al bambino di proiettare ansie e paure ed attivare percorsi mentali che possono distoglierlo dalla condizione di malattia.

Dopo una lunga, ma necessaria, premessa, siamo giunti al cuore di questo resoconto, che vuol offrire al "mondo esterno" (rispetto a quello "interno" del bambino ricoverato) un momento di riflessione e di arricchimento. Si tratta di una collezione di immagini, disegni, poesie, racconti, un fantastico "zibaldone" che lega, con il collante della sofferenza, quanto abbiamo detto fino ad ora. I piccoli ricoverati del "Bambin Gesù" hanno infatti voluto che i loro disegni, le loro espressioni fantasiose, le iconografie della loro sofferenza fossero raccolte in un catalogo, quale unicum attraverso il quale far sì che il gioco, l'immaginazione e gli stimoli creativi possano rappresentare il senso della continuità e un aiuto a riaprire un dialogo con i propri stati d'animo, le ansie ed i bisogni. Le immagini del volume, per i tipi delle Stamperie Vaticane, sono espressione e testimonianza di una speranza e di una fiducia che non si affievoliscono, ma sono anzi rese più forti dalle esperienze difficili e dolorose.

La rassegna è divisa in otto parti. La prima è dedicata al Papa, emblema della sopportazione del dolente sacrificio della Croce. La piccola Antonella, in calce ad una sua interpretazione della figura papale, a colori e benedicente, così annota: "Caro Papa, in questo giorno felice qualcosa mi dice che tu non vuoi da me un regalo per te e non un regalo io ti farò, ma un desiderio esprimerò, un desiderio di pace amore e libertà per tutta l'umanità".

Anche i Santi sono momento di riflessione per i piccoli artisti. Tra i tanti variopinti testi grafici ci piace sceglierne uno che pone la seguente riflessione al centro di una miriade di Sante e Santi, tutti ridenti: "O Dio onnipotente ed eterno concedi al tuo popolo, per la comune intercessione di tanti nostri fratelli, l'abbondanza della tua misericordia".

E come potevano i bambini trascurare la figura dell'Angelo custode? Qui la loro fantasia si è sbizzarrita. I disegni, i colori, i bozzetti sono davvero tanti. Una per tutte, l'opera di Francesco, che ci porta con le ali bianche del suo "Angioletto Boh" verso prati erbosi ornati di splendidi ed incantevoli fiori. In calce il piccolo artista scrive: "C'era una volta un angioletto di nome Boh, egli era molto buono e stava sempre a giocare con gli altri bambini. Un giorno Boh si stancò di giocare con tutti i bambini che lo prendevano in giro perché era troppo buono e diceva sempre Boh. L'angioletto Boh andò a piangere sulla sua nuvoletta, piangeva molto perché era senza amici. Ad un certo punto comparve un uccellino, Mimì, che gli chiese il perché della sua tristezza. Quando Boh gli disse che era senza amici lui lo accarezzò dicendo che sarebbe diventato lui il suo amico…".

Anche il Presepe come simbolo di vita, di pace e di comunione è rientrato tra le simbologie volute dai piccoli "rassegnatori". Marco racconta "la misteriosa storia della stella cometa che sembrava correre nel cielo, mentre le altre stelline la guardavano stupite per la sua bellezza e per il suo rinnovato splendore. Stanca di vagare nel cielo la stella cometa si fermò a riposare sopra ad una grotta, che emanava gioia e splendore. Da quel giorno la stella si sentì felice e fiera della sua coda".

È l'Amore, viatico per lenire la loro sofferenza, che ha indotto tanti dei nostri piccoli amici a raffigurarlo e raffigurarselo come il calore della famiglia, il piacere di regalare alla mamma un mazzo di fiori, allo stesso modo del nonno che va a comprare il pane, o il papà che porta i dolci, e un reparto a forma di cuore. L'amore è guarire, l'amore è tornare a casa dopo il ricovero, l'amore è sinonimo di una passeggiata con mamma e papà.

In un capitolo del catalogo trovano spazio anche "Le poesie e le storie". Sara, a margine di due enormi foglie da cui promanano fiori, tanti fiori - tanto profumati quanto la sua voglia di guarire -, così scolpisce il suo pensiero: "I fiori possono essere gialli, colore del sole. Rossi, colori del cuore. Blu, colore del mare intenso. Rosa per l'umanità, ci sono le violette, piccole ballerine col tutù e quando ti senti triste i fiori ti tirano su".

L'argomento Pace chiude la collezione. Tocca a me - commosso commentatore che ha voluto raccontare la profondità e l'intensità dei messaggi dei piccoli pazienti - scegliere tra i tanti disegni quello più rappresentativo del messaggio di pace. L'ho fatto, sia pur con difficoltà. Eccolo: è un testo che, mentre parla, interpreta, con i pastelli della fantasia, la speranza di guarire, l'auspicio di ritornare presto a casa: "I colori della pace: viola come il tramonto e i sogni; blu come la notte e i pensieri; azzurro come il cielo e la serenità; verde come i prati e la speranza; giallo come il sole e la fortuna, arancio come l'alba e l'allegria; rosso come il fuoco e l'amore".

Umberto Pinotti