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Quando si parla di una città come
São Paulo, è impossibile non utilizzare grandi numeri. Tra centro
urbano e immediati dintorni, siamo di fronte ad un'immensa
megalopoli con quasi 20 milioni di abitanti (è la quarta più grande
città al mondo, dopo Tokyo, Bombay e Città del Messico)! La prima
impressione che si ha guardandola dai finestrini dell'aereo è
quella di uno sconfinato "mostro di cemento", in cui strade e
grattacieli si estendono in tutte le direzioni, a perdita d'occhio.
Uno spettacolo veramente impressionante!
Capitale di quello che è considerato
lo stato più ricco dell'intera America Latina, San Paolo - o Sampa,
come amano chiamarla i suoi abitanti, i paulistanos, da non
confondere con i paulistas, che sono invece gli abitanti dello
stato di San Paolo - è la città più cosmopolita e moderna del
Brasile. Propulsore industriale dell'intera economia (più del 60%
delle maggiori industrie del Paese hanno qui la loro sede
principale), San Paolo è popolata da un gran numero di immigrati,
appartenenti alle più svariate etnie. Le più rappresentate sono
quella italiana e quella giapponese.
I nostri connazionali arrivarono qui
a milioni alla fine del XIX secolo in cerca di fortuna, ed oggi
potete esser certi che fermando un paulistano per strada e
indagando sulle sue origini, scoprirete che almeno un nonno, se non
entrambi, provengono dal nostro Paese. Esiste anche un quartiere
tutto italiano chiamato Bela Vista, dove i discendenti degli
immigrati continuano a gestire ristoranti, alberghi, pizzerie ed
altre mille attività - alcune delle quali, a dir la verità, anche
non del tutto "lecite" - con una chiara e indistinguibile impronta
"made in Italy". A testimoniare la fortissima presenza del nostro
Paese in questa città, poi, c'è "l'Edificio Italia", quello che è
ancora oggi il più alto grattacielo della città, un gigante di ben
41 piani con un ristorante, un piano bar e una terrazza panoramica
da cui si gode una bella vista su tutti i quartieri
circostanti.
San Paolo non è una città dove è
facile vivere. Come ogni altra grande metropoli del mondo, il
traffico è uno dei problemi principali. Un numero incalcolabile di
veicoli percorre in lungo e largo le strade della città, in
qualunque ora. Gli ingorghi sono frequentissimi specie lungo le
arterie stradali più importanti e, durante i fine settimana, il
rientro in città può diventare un vero incubo (in occasione di una
recente festa nazionale si è formata una coda di ben 140 km, per la
quale i paulistanos hanno ricevuti gli ironici complimenti da parte
dei vicini/rivali di Rio de Janeiro). Inoltre, gli automobilisti
del posto - forse influenzati dalla vicinanza del circuito di
Formula 1 di Interlagos, abituale tappa del Campionato Mondiale, e
sicuramente stressati dalle molte ore passate in coda - hanno uno
stile di guida a dir poco "aggressivo", fatto di sorpassi
azzardati, accelerazioni improvvise e pochissimo rispetto per i
poveri pedoni. Anche gli autisti dei bus (esistono a San Paolo
circa 2.500 linee di omnibus che servono i più remoti angoli della
città e che, dai terminal principali, raggiungono tutte le maggiori
destinazioni del Brasile) adottano il medesimo stile di guida e un
giro per la città, specie in ore poco intasate, è un'esperienza che
si accosta molto a quella delle montagne russe, con dossi,
saliscendi, curve e strettoie affrontate a gran velocità. Non fanno
eccezione, in tal senso, nemmeno i circa 35.000 tassisti. Girando
per le strade della città si resta impressionati dall'incredibile
numero di taxi in circolazione: le fermate sono dislocate
praticamente ad ogni incrocio, ed è facile ed economico fermarne
uno e salirci al volo, dovunque vi troviate. Sempre nell'elenco dei
"motorizzati", meritano una menzione speciale i cosiddetti bikers,
un esercito di circa 150mila persone che utilizzano le due ruote
come mezzo di lavoro per consegne e commissioni di qualunque
natura: le moto in circolazione sono per lo più ferrivecchi
scassati e rumorosi, molto temuti da tutti gli altri automobilisti,
a causa del forte spirito di solidarietà che si instaura tra queste
vere e proprie gangs di motociclisti, molto uniti e vendicativi in
caso di incidente.

Dal quadro descritto si capisce
perché il modo migliore in assoluto per visitare la città resti il
servizio di metropolitana, abbinato a "vigili" passeggiate a piedi.
Il metrò a San Paolo è una piacevole sorpresa: in termini di
efficienza, pulizia, sicurezza e velocità, non ha nulla da
invidiare ad altre reti più famose, come quella di Parigi o Londra.
Attualmente sono in funzione tre linee che trasportano ogni giorno
più di 2,5 milioni di persone, con due fermate importanti in Praça
da Sé e Praça della Repubblica, le due principali piazze della
città.
Ed è proprio nei dintorni di queste,
che si sviluppa quello che è il centro storico di Sampa, senz'altro
un posto da vedere. La cosa più bella è perdersi tra le stradine e
le piazzette pedonali. Il primo impatto col centro storico può
essere disorientante, specie per persone di cultura nord-europea:
si è investiti da un universo di colori, suoni, rumori, odori che
offuscano i sensi. Una miriade di bancarelle vendono ogni genere di
articoli: artigianato locale, abbigliamento, materiale elettronico,
cd musicali. Ai bordi delle strade i negozi aperti si susseguono
senza soluzione di continuità, mettendo in bella mostra i propri
pezzi migliori con le imperdibili offerte. Gli innumerevoli bar,
tavole calde, e lanchonetes (piccoli locali dove consumare un
veloce spuntino, a base di sandwiches, insalate e buonissimi sucos,
succhi di frutta naturali) spandono nell'aria mille odori.
Camminando per le strade si incontrano i personaggi più
incredibili: acrobati di strada dalla straordinaria abilità,
presunti maghi, illusionisti, giocolieri, predicatori che, Bibbia
alla mano, istigano alla conversione e al pentimento, venditori di
pozioni miracolose e oggetti portafortuna, attori teatrali e statue
viventi. Per non parlare, poi, degli "uomini cartello", persone,
per lo più anziane, che vestite con cartelloni pubblicitari vi
vengono incontro o vi aspettano su piccole seggiole portatili,
offrendovi foglietti con gli indirizzi delle attività reclamizzate.
E poi le staciones de ingraxamento, dove giovani e non si affannano
nell'antico mestiere del lustrascarpe, e fanno risplendere le
calzature dei "signori", tutti intenti a parlare d'affari o a
leggere il giornale.
Queste stesse scene si ripetono nei
numerosi mercati e fiere che si svolgono in molte parti della
città, specie durante i fine settimana. Per chi se lo può
permettere, fare shopping in San Paolo è un'attività molto
divertente e gratificante: i prezzi non sono affatto alti e si
possono fare ottimi affari con le pietre preziose (per le quali il
Brasile è famoso), gli oggetti in pelle, le sculture in legno o
pietra, i pizzi fatti a mano, i dipinti su stoffa o tela dei
pittori locali. L'altra faccia dello shopping è rappresentata dai
grandi centri commerciali all'americana, i famigerati shopping
mall: anche in Brasile sembra che il progresso si misuri in base al
numero di nuovi centri che viene aperto. Si tratta, per lo più, di
edifici giganteschi, spesso orrendi, dove trovano posto un'infinità
di negozi alla moda, paninoteche e caffetterie secondo il più
classico dei modelli culturali made in USA. Luoghi tutti uguali, a
misura di turista, inaccessibili alle persone del posto, fatta
eccezione per una limitatissima classe agiata.
A San Paolo, come nel resto del Sud
America, la forbice tra ricchezza e povertà è enorme: le
incredibili risorse naturali sono mal distribuite, e, a fronte di
un numero limitato di immensi patrimoni personali, esiste una
larghissima fascia di popolazione che lotta per sopravvivere. Il
salario minimo di cui si devono accontentare circa il 60 per cento
dei lavoratori è inferiore ai 100 euro al mese; le banche applicano
tassi d'interesse che arrivano al 10 per cento al mese, rendendo
praticamente impossibile ogni forma di prestito personale; il tasso
di disoccupazione è altissimo, e abbondano persone dagli impieghi
"improbabili", come i già citati uomini cartello, o gli
"spingitori" di bottone in ascensore, persone che passano la loro
giornata a fare su e giù, da un piano all'altro. Questa situazione
difficile alimenta gli episodi di microcriminalità: San Paolo, ha
la cattiva fama di essere una città molto pericolosa. Ciò è
senz'altro vero, visto che gli episodi di violenza nelle strade, le
rapine, gli omicidi, sono sempre più frequenti. Ma non bisogna
esagerare: durante il giorno si può girare con relativa
tranquillità, tanto nelle strade quanto nei parchi cittadini
(salutari oasi verdi in mezzo allo smog e al traffico, tra cui il
più famoso è l'incantevole ed enorme Parco di Ibirapuera, sede del
Museo di Arte Moderna e, quest'anno, di una grandissima mostra di
Picasso). I luoghi più frequentati sono pattugliati dalle forze di
polizia e, con le dovute precauzioni, evitando di girare da soli,
di notte, in strade isolate, non si corrono più rischi di quanti se
ne correrebbero in una qualunque altra capitale europea.
Insomma, San Paolo non è certo la
meta ideale per chi è in cerca di pace e relax, ne tanto meno per
chi sogna i paesaggi esotici e colorati del Brasile. Ma se proprio
vi dovesse capitare di passare da quelle parti (e la cosa può
essere molto probabile, visto che la gran parte dei voli
dall'Europa fanno scalo obbligato nell'aeroporto della capitale
paulista) forse nel 2004, tra anniversario della fondazione e
celebrazioni del mito di Senna, troverete sicuramente qualcosa di
interessante. |