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È giunta l'ora di ascoltare le
provocazioni in versi di un antropologo consulente d'impresa, il
quale invochi la presenza femminile ai vertici di istituti o
aziende che, come le banche, ancora la rifiutano perché impauriti
di venire di colpo soppiantati. Eppure, in un momento difficile e
pieno di ombre, come quello attuale, la presenza femminile di
sicuro apporterebbe quel cambiamento necessario per ristabilire i
giusti equilibri.
I problemi inerenti
all'emancipazione sono stati da sempre un buon espediente per
raccontare la difficile realtà del "gentil sesso". Basti pensare a
romanzi come Una donna di Sibilla Aleramo che, con grande cura
stilistica, ha saputo mettere in luce le problematiche della sua
protagonista, costretta a confrontarsi con una società che
penalizzava fortemente la posizione femminile. Oggi, nonostante i
passi avanti e i graduali progressi, resta molto ancora da fare per
conquistare posizioni che rimangono sostanzialmente appannaggio
degli uomini.
A parlare in proposito è Renata
Polverini, vice segretario generale dell'Unione Generale del Lavoro
(Ugl), una delle dirigenti donna con il più alto grado di
responsabilità nel panorama sindacale italiano. Proprio lei, nel
2001, assieme a tante sindacaliste impegnate, ha fortemente voluto,
in quel di Chianciano Terme, l'istituzione del "Coordinamento
Donne": una struttura della Confederazione Ugl presente in tutto il
territorio nazionale che si batte per la tutela e la difesa dei
diritti femminili dai posti di lavoro fino alla vita di tutti i
giorni.
Gli appuntamenti messi in campo dal
Coordinamento Donne dell'Ugl dopo Chianciano sono stati molti. A
partire dall'"Independence Day", durante il quale sono stati
analizzati temi importanti - la flessibilità, il telelavoro, il
lavoro interinale ed il mobbing -, al convegno "Donne di Valori",
al quale hanno partecipato esponenti nazionali di tutto il mondo
politico e sindacale e da cui è nata l'idea del libro Donne di
Valori - Storie di Donne, una raccolta di episodi di vita
vissuta.
Per dare sempre più significato e
valore al Coordinamento - in occasione della Festa della Donna
dello scorso anno - è stata organizzata anche un'udienza papale. E
non si sono nemmeno trascurati altri ambiti, soprattutto
lavorativi, in cui la donna si muove con impegno e dedizione.
Spunto, questo, del meeting "Donne ed agricoltura" che si è svolto
in Toscana e che si è soffermato sulla posizione della donna
coinvolta nei lavori pesanti.
Il Coordinamento Donne, tuttavia,
non ha voluto tralasciare gli aspetti ludici della vita sociale:
l'iniziativa del Cineforum - che vuol significare l'impegno
dell'universo rosa attraverso la filmografia - va proprio in questa
direzione. Per Renata Polverini, insomma, il Coordinamento è uno
strumento fondamentale per avanzare una battaglia da combattere
pacificamente.
Un impegno professionale e personale
notevole, proprio in nome di quei valori femminili che vanno non
solo tutelati ma rafforzati in una società troppo spesso distratta.
La Polverini, figura emblematica per il sindacato, è, al contempo,
una donna che ogni giorno investe una forte carica di energie per
la tutela dei diritti verso un futuro più radioso, spesso
rallentato dalle molte ostilità che vedono il "sesso forte" sempre
più indeciso e disorientato.
Ha dimostrato - e dimostra - la
propria determinazione. Dichiara di sentirsi appena all'inizio di
un percorso che intende proseguire in nome di un sentito ideale. Ed
è proprio questa capacità del tutto femminile che le dà un
significativo vantaggio su molti uomini: misura le cose
sistemandole nella gerarchia della vita vera, fatta di sindacato,
ma unitamente a sentimenti e passioni.
«Certamente nel mio amore per
l'attività sindacale ha influito in maniera importante il bisogno
etico e sociale di impegnarmi affinché la donna acquisti sempre
maggior importanza», dice, «e affinché i suoi diritti di madre e
lavoratrice vengano tutelati al cento per cento, al di là di ogni
estrazione sociale». E come riesce a conciliare lavoro e famiglia?
«Non è facile, è una sfida che va portata avanti giorno dopo
giorno. Anche per questo, una delle battaglie che ritengo più utili
è quella di migliorare la conciliazione dei tempi di vita e di
lavoro delle donne».
In occasione della scorsa festa
dell'8 marzo, il Coordinamento Nazionale Donne Ugl - con la
collaborazione della Provincia di Caserta - ha organizzato una
splendida festa nella Reggia di Caserta, un luogo, che, per la sua
ricchezza artistica e i suoi incantevoli giardini, viene chiamato
la "Versailles italiana". Molte le personalita intervenute, tra cui
il sindaco della città Luigi Falco, il presidente della Provincia,
Riccardo Ventre, la soprintendente ai Beni Culturali delle
provincie di Caserta e Benevento, Giovanna Petrenga, il presidente
della Commissione Pari Opportunità di Caserta, Gaetana Conti, il
responsabile Pari Opportunità Ugl, Ivette Cagliari, il responsabile
Unione Territoriale del Lavoro Ugl di Caserta, Giuseppe Marro.
In chiusura di questa importante
giornata che ha riscontrato un grande successo, si è tenuto, nel
suggestivo scenario del Teatro di Corte, inaugurato dal Re
Ferdinando nel 1769, un Concerto al Femminile: un'orchestra
composta da 16 musicisti donne e diretta dal maestro Francesca
Marchesiello.
«Una buona parte del merito va alle
componenti del Coordinamento che si sono spese molto per questo
appuntamento», del quale, in conclusione, il vice segretario
generale dell'Ugl ha detto che è stato «un'importante occasione per
riflettere e per confermare, da uno dei luoghi più belli d'Italia,
l'impegno del sindacato per una politica concreta di pari
opportunità e di diritti». |