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Perché non aiutarli?

Secondo l'Unione Internazionale per la Conservazione della Natura, 12mila specie tra animali, vegetali e organismi sono attualmente a serio rischio di estinzione

Se lo stato ambientale in cui vivono non sarà modificato, ben 12.259 specie, tra animali, piante ed organismi, sono destinate all'estinzione precoce. Per colpa dell'uomo, si intende. Che, con pretestuose forme di civiltà avanzata, sta modificando, spesso irrimediabilmente, gli equilibri degli ecosistemi. Chi ci avverte della minaccia incombente è un autorevole istituto di ricerca, la World Conservation Union (Iucn - Unione Internazionale per la Conservazione della Natura), con sede in Svizzera. Il laboratorio scientifico, attivo dal 1948 - cui aderiscono 78 nazioni, 112 agenzie governative e 735 organismi non governativi, per un totale di 10.000 scienziati ed esperti - ha pubblicato recentemente l'aggiornamento 2003 della "Lista rossa" delle specie minacciate di estinzione. Prima di elencarle, alcuni dati statistici per misurare lo stato di preoccupazione e pesarne la gravità.

Le specie sotto osservazione sono oltre 2.000 in più rispetto allo scorso anno, 762 quelle estinte negli ultimi 500 anni, mentre 58 sopravvivono solo in cattività. «La "Lista rossa" ci dice che gli esseri umani stanno incrementando il processo di estinzione», spiega il responsabile dell'Iucn, Achim Steiner, «che potrebbe trasformare dei paradisi in terre sterili dal punto di vista ecologico e naturalistico. È già successo e può succedere ancora», ha inteso precisare Steiner. «Basti pensare all'ibis cinese, all'orice bianco e al rinoceronte bianco».

Qui di seguito gli animali e le piante che corrono i maggiori pericoli.





Le specie animali...




Albatros dalle sopracciglia nere (Thalassarche melanophrys). Da specie definita vulnerabile nel 2001 è diventato nel 2003 specie in pericolo. Le 21 specie di Albatros oggi identificate sono tutte sotto minaccia (appena 3 lo erano nel 1996 e 16 nel 2000). Tutte stanno subendo un calo a lungo termine, con un numero significativo di esemplari affogati dopo essere rimasti impigliati accidentalmente in ami forniti di esche predisposte in reti di lunga tratta. La campagna dell'associazione internazionale BirdLife "Salviamo l'Albatros" sta cercando di limitarne la scomparsa invitando chi utilizza tale tipo di reti ad adottare appropriate precauzioni.

Balena grigia (Eschrichtius robustus). La Balena grigia del nord-est del Pacifico (Asia) è inserita nella lista delle specie altamente in pericolo sulla base del fatto che è geograficamente localizzata e si pensa che siano meno di 50 gli esemplari in grado di riprodursi. Questa specie è stata cacciata fino quasi all'estinzione e rimane gravemente depauperata.

Bulimulus ochsneri. Originaria delle isole Galapagos, è una delle molte lumache terrestri minacciate. È diffusa nell'isola di Santa Cruz, ma l'habitat naturale dell'isola, adatto per le lumache di terra, ha subito un declino a causa delle attività umane (fattorie, strade, costruzioni, eccetera), nonché la distruzione o alterazione con l'introduzione di nuove specie.

Coniglio di fiume (Bunolagus monticularis). Si trova solo nella regione Karoo del Sud Africa e l'attuale popolazione è stimata essere inferiore ai 250 esemplari. Con la continua perdita dell'habitat naturale, la frammentazione e la diretta minaccia delle trappole, dei felini, della caccia, la scomparsa di tale specie non è destinata a fermarsi nel prossimo futuro.

Delfino comune (Delphinus delphis). La popolazione del Mediterraneo di tale esemplare è diminuita di più del 50% negli ultimi 30-45 anni. A causa di una combinazione di mutamenti ambientali, eccesso di pesca e degrado dell'habitat naturale, per questi delfini c'è stata una riduzione nella disponibilità di prede.

Leone Tamarin (Leontopithecus rosalia). Conosciuto anche come Scimmia leonina, è endemico del Brasile. Questa specie è stata inclusa nella lista degli animali in pericolo dopo quasi 30 anni di sforzi per la sua conservazione, che hanno comunque portato ad un incremento degli esemplari, che attualmente sono più di 1.000. Ci sono però poche possibilità per una loro ulteriore espansione in cattività, tenendo conto dell'estrema distribuzione e della riduzione delle foreste.

Pesce gatto gigante di Mekong (Pangasianodon gigas). Questa specie è una delle più popolose del mondo come pesce di acqua dolce, e si trova soltanto nel bacino inferiore del fiume Mekong. La popolazione si è estinta in misura maggiore dell'80% negli ultimi 13 anni: principalmente per un'eccessiva attività di pesca, per la perdita dell'habitat naturale e il degrado ambientale. La crescita della presenza del limo nel fiume in seguito alle pregresse attività di deforestazione e l'ostruzione delle vie migratorie - causa la costruzione di dighe nella regione - potrebbero avere anche avuto un impatto sulla presenza del pesce nel fiume.

Tamarino (Saguinus bicolor). È una specie di scimmie endemica del Brasile, dove però ha un'incidenza molto limitata. Probabilmente non è cacciata come cibo, ma potrebbe essere usata come animale domestico. La sua popolazione è minacciata causa la perdita dell'habitat naturale per la crescita urbana e agricola, e per l'allevamento del bestiame nelle vicinanze della capitale dello Stato dell'Amazzonia, Manaus. La specie sta scomparendo rapidamente dalle aree di contatto della periferia, dove va a prendere il suo posto l'altra specie di tamarino, quello dalle zampe dorate (Saguinus midas)

Scimmia cappuccina (Cebus xanthosternos). È una scimmia neotropicale che si trova nella regione delle foreste atlantiche del Brasile. Ha un'incidenza molto ristretta e altamente frammentata. La specie è pesantemente cacciata come selvaggina e come animale domestico.




...e quelle vegetali




Alga marina di Bennett (Vanvoorstia bennettiana). È l'unica specie di alga rossa presente nella Lista rossa Iucn del 2003 ed è definita estinta. La perdita dell'habitat naturale a causa di attività umane (pesca con rete a strascico, dragaggi, sviluppo di infrastrutture, insediamento umano, turismo e tempo libero, flussi delle acque, altre forme di pesca, inquinamento di acque per scopi agricoli, domestici, commerciali e industriali, oli, sedimentazione e acque di scarico) ne ha causato l'estinzione.

Centropogon erythraeus. Questo arbusto è endemico dell'equatore, dove è conosciuto da due popolazioni a sud delle Ande. La specie è localmente abbondante nella zona della strada Loja-Zamora (nel confine sud), e nel parco nazionale Podocarpus, dove forma parte della originaria vegetazione ai lati della strada. Per il resto il suo numero è limitato ed è difficile reperirne un esemplare.

Cyanea superba. È in estinzione allo stato naturale. Questo albero è endemico dell'isola di Oahu, nelle Hawaii. Fino a poco tempo fa si riteneva esistesse solo nelle montagne Waianae. Più di 60 piante in due specie erano conosciute negli anni Sessanta. Le piante poi si sono ridotte a 5 e in seguito anche queste sono scomparse. Le cause della estinzione delle specie allo stato naturale sono riconducibili alla competizione con altre piante, al degrado dell'habitat naturale, ai maiali, alle lumache, agli incendi incontrollati, anche a causa della loro limitata espansione, che le ha rese estremamente vulnerabili.

Cycad della foresta (Encephalartos woodii). È una specie estinta. Ne esisterebbe oggi un unico esemplare. La sua estinzione potrebbe essere avvenuta per un evento naturale, o comunque accelerata dall'eccesso di sfruttamento per scopi medici.

Cycas tansachana. È un arbusto conosciuto solamente attraverso un affioramento calcareo a Saraburi, in Thailandia. Ne restano pochi esemplari a causa di una forte incidenza del fenomeno dello sradicamento e di operazioni di estrazione del calcare in quell'area.

Ebano di Sant'Elena (Trochetiopsis ebenus). È un arbusto presente solo a Sant'Elena. La specie è diminuita fortemente nel XVIII secolo, soprattutto a causa dell'eccesso di pascolo di capre, tanto da far pensare che si fosse estinta. Nel 1980 due arbusti furono riscoperti sull'isola. Tutto ciò che resta della sua coltivazione è il derivato di queste due identità. In passato veniva bruciato insieme alla calce per produrre la malta. Il suo legname era anche usato nel XIX secolo per costruire chiavi di volta o per ornamento, e fu introdotto nei giardini britannici intorno al 1800.

Hesperomannia di Maui (Hesperomannia arbuscula). È un piccolo arbusto conosciuto solo nelle isole hawaiane di Maui e di Oahu. Si è verificato un declino percettibile della specie del 25-50% negli ultimi 3 anni e il numero degli esemplari conosciuti è inferiore a 25. Le principali minacce alla specie sono il degrado dell'habitat naturale, i maiali, la competizione con piante di diversa origine (la mora selvatica della Florida, il vischio, la fragola di guava e il frutto di Koster), la caccia dei ratti e la presenza degli esseri umani.

Licheno Boreale (Erioderma pedicellatum). Nell'ultimo secolo questo licheno è completamente scomparso dal New Brunswick (Canada), dalla Norvegia e dalla Svezia. Gli esemplari rimasti sono in Canada, dove però hanno subito il maggior declino: più del 95% degli esemplari in Nuova Scozia sono andati perduti e quelli del Newfoundland sono sotto osservazione. Le maggiori minacce alla specie sono la distruzione dell'habitat naturale attraverso il disboscamento e l'inquinamento ambientale. La scomparsa, considerata irreversibile, della popolazione globale è di più dell'80%.

Melissa di Sant'Elena (Mellissia begoniifolia) è un arbusto che si trova solo sull'isola di Sant'Elena. Attualmente la popolazione conta 16 esemplari, l'entità dei quali fluttua di anno in anno: ciò dipende in primo luogo dalle condizioni del tempo, ma anche dalla influenza degli animali predatori. Solo una pianta della specie può essere considerata matura, e da ciò deriva il fatto che la maggioranza dei semi raccolti sono destinati a formare le coltivazioni di piantagioni. Le minacce includono gli attacchi da parte di afidi, bruchi, topi e conigli. Il fatto di crescere in tali ambienti secchi conferisce alle piante l'abitudine alla siccità.

Olivo di Sant'Elena (Nesiota elliptica). È attualmente inclusa nella lista delle specie estinte allo stato naturale. Endemico di Sant'Elena, l'ultimo albero allo stato naturale ritrovato su un promontorio scosceso vicino al picco di Diana si è seccato nel 1994. L'estinzione di questa pianta è stata attribuita alla graduale scomparsa dell'habitat naturale attraverso l'abbattimento di alberi da legna e per fare posto alle piantagioni.

Pteris adscensionis è una felce endemica dell'isola di Ascensione ed è inclusa nella lista delle specie seriamente in pericolo a seguito del risultato relativo alla sua ristretta incidenza.

Siphocampylus ecuadoriensis. Si trova solo in Ecuador, ove sono conosciute anche le 9 sottospecie delle Ande. Una delle sottospecie nelle vicinanze della strada per Papallacta-Cuyuja ha un alto rischio di estinzione per la continua conversione dell'originaria vegetazione in pastura. Sebbene la pianta cresca all'interno di un'area protetta, la deforestazione ancor oggi minaccia la specie.

Uhiuhi (Caesalpinia kavaiensis). Si tratta di un albero che si trova solo sulle isole Hawaii, in particolare a Oahu. Soltanto 60 esemplari sono conosciuti, molti dei quali sono vecchi e probabilmente non più in età per la riproduzione. Le minacce provengono dal bestiame (maiali, cervi, capre, pecore), dai ratti, dai tarli, oltre che dall'introduzione di nuove piante, dagli incendi, dalle eruzioni vulcaniche e dalla attività umana.

Umberto Pinotti