Falsi... e
falsi
Il futuro, si sa, è digitale. E i
falsari lo sanno bene. Non a caso il rischio di contraffazione e
clonazione, al di là della moneta e della banconota, si va
rapidamente estendendo verso nuove frontiere. Carte di credito e
bancomat, prima di tutto: mezzi di pagamento virtuali sempre più
diffusi, e quindi di grande interesse per il mondo dei
contraffattori, che certo non sono disposti a rimanere tagliati
fuori da un mercato che potrebbe addirittura sostituire in toto
quello attuale in cui operano. Si è così resa indispensabile
l'introduzione di microchip (piccole "spie" elettroniche) nelle
carte, così come in Germania hanno proposto di inserirne una -
ribattezzata mu-chip - nelle banconote. A creare problemi anche le
marche da bollo, settore sempre appetibile per il falsario, visti
gli alti valori che possono raggiungere, e poi le etichette dello
champagne, ideali da realizzare «nei periodi in cui si è a corto di
commesse», ma soprattutto i documenti di identità. «Con le tensioni
geopolitiche attuali», spiegano al Ccafm, «personaggi che vogliono
entrare in incognito nel nostro o in altri Paesi potrebbero essere
agevolati dalla facilità di reperire documenti falsi. Così come
potrebbe essere favorito il traffico di manodopera clandestina.
Il fenomeno va dunque monitorato
attentamente». Quello del falso documentale, in realtà, non è un
settore di stretta competenza della Antifalsificazione Monetaria.
«Il nostro intervento», spiegano, «è più che altro di carattere
tecnico. Quando è necessario, o ci viene richiesto, mettiamo a
disposizione degli altri Reparti le nostre conoscenze: siamo in
grado di riconoscere la filigrana falsa di un passaporto come
quella di una banconota».
E tu lo conosci?
Registro di stampa
recto-verso Tenendo la banconota in controluce, i segni
incompleti su entrambi i lati formano un'immagine completa delle
cifre, che ne indica il valore
Filigrana Tenendo la
banconota in controluce, appare da entrambi i lati. Il motivo
architettonico è visibile in chiaroscuro, le cifre che ne indicano
il valore in chiaro
Filo di sicurezza È
incorporato nella carta della banconota ed è visibile controluce:
si presenta come una linea scura che attraversa tutta la banconota
in senso verticale, con sopra impresso il valore e la parola
"Euro"
Lamina olografica (o stripe).
Di circa 8 mm di larghezza, si trova sul recto della banconota.
Muovendola, si nota il simbolo "P" ed il valore nominale della
banconota
Striscia iridescente Si nota
sul verso della banconota. Muovendo il biglietto, la striscia
brilla per effetto della luce, mostrando il simbolo "€" ed il
valore nominale
Un'operazione da manuale
Sono due settori del tutto
diversi. Chi si occupa della contraffazione di banconote non si
occupa di quella di monete. Ma quest'ultima è una minaccia
insidiosissima. Tra l'altro, il ciclo di vita di una moneta falsa è
molto più lungo di quello di una banconota».
A parlare è il capitano Gaetano
Terrasini, del Comando Carabinieri Antifalsificazione Monetaria
(Ccafm). «Diversi sono i macchinari impiegati», spiega, «diversi i
processi produttivi. Diverse le "professionalità" richieste. Da una
parte deve esserci un tipografo, dall'altra un esperto di metalli.
E poi, come in altri settori, non esistono macchinari appositi per
realizzare monete false: è l'utilizzo che di essi si fa che
consente di arrivare allo scopo...». E lo scopo era di allestire
una zecca di notevoli proporzioni. Per fortuna scoperta dagli
specialisti del Ccafm, insieme ai militari della Compagnia
Carabinieri di Gardone Val Trompia, dai quali sono stati allertati
tempestivamente lo scorso ottobre a Lumezzane, nel Bresciano.
«Siamo in contatto con tutta l'Arma territoriale e con gli altri
Reparti Speciali. Il falso monetario ormai non è più un problema
locale, necessita di un approccio globale. Può accadere che il
Comandante di una Stazione, pur sapendo tutto del proprio ambito,
non sia a conoscenza che quanto accade nella sua giurisdizione è
collegato con un'altra parte del territorio: per questo veniamo
chiamati», precisa il capitano Terrasini. «A Gardone, comunque,
abbiamo trovato colleghi abbastanza esperti e sensibili: infatti,
in quel territorio, la lavorazione dei metalli è ben conosciuta,
essendo il settore più sviluppato dell'economia locale».
Non è stato importante il quantum,
ma quello che i Carabinieri hanno sequestrato: 30 prototipi da 1
euro, in versione italiana e tedesca. «Prima venivano contraffatte
le 500 e le 1.000 lire», spiega Terrasini. «Tagliavano due
tondelli, ottenevano una corona esterna e un anello interno, li
sovrapponevano, ed ecco una moneta da 1.000 e una da 500. Adesso,
ma naturalmente semplifico, con uguale procedimento si può ottenere
una moneta da 2 euro ed una da 1: quasi quadruplicato il profitto
potenziale. Ma quel che è peggio è che in questo caso non stavano
tentando solo di imitare le caratteristiche visive delle monete, ma
di individuare il materiale con cui vengono realizzate quelle
autentiche. Per ingannare non solo l'uomo della strada, ma anche i
distributori automatici». L'operazione è durata circa tre mesi: «Ci
siamo confrontati costantemente con il magistrato e con la nostra
Zecca, e abbiamo avuto modo di seguire l'attività dei falsari in
tempo reale, senza dover intervenire: sentivamo quello che
dicevano, prendevamo atto dei loro progressi. Quando abbiamo avuto
la certezza che era stato realizzato il conio, e potevano essere
sequestrati i primi prototipi, li abbiamo bloccati. Si sono visti
persi: non hanno fatto alcuna opposizione. Tecnicamente, è stata
un'operazione da manuale».
L'insolito ignoto
Il falsario? Intanto non è un
personaggio violento. E poi conosce bene il proprio lavoro. Magari
non ha un elevato tasso di scolarizzazione, essendo stato fin da
ragazzino dietro una macchina tipografica (non a caso nelle diverse
fasi di produzione e distribuzione si trovano ancora oggi intere
famiglie), ma insomma sa quello che fa. Spesso i falsari si
"riciclano" proprio nella antifalsificazione. Come confidenti, ma
soprattutto come consulenti. Perché sono anche vanitosi: ci tengono
a dimostrare la propria bravura, a far notare gli errori, le
ingenuità tecniche di un "collega" a sua volta colto in flagrante.
A ricostruire il metodo adottato da qualcun altro per realizzare
una "opera d'arte". Certo, con l'avvento di sempre più sofisticate
tecnologie digitali, il falso tradizionale sembra destinato a
scomparire. E anche l'industria familiare, che ancora resiste in
Italia, finirà per lasciare il posto ad organizzazioni molto più
ampie, per lo più legate alla criminalità organizzata. Un
"artista", però, servirà sempre.
Comando Carabinieri
Antifalsificazione
Monetaria - Attività operativa anno 2003
Persone deferite
In stato di arresto 41
In stato di libertà 38
Valori contraffatti
sequestrati
Banconote euro 1.077.650,00
Monete euro 30,00
Dollari Usa 372.300
Carte di credito 4
Falso documentale n. 1 carta d'identità francese - n. 1 patente di
guida francese
Materiali ed attrezzature varie per la falsificazione e/o
contraffazione c 1.550.000,00
Tipografie scoperte 2
Zecche clandestine 1
Altro materiale
sequestrato:
21 pellicole recto e verso banconote da € 20; 2.173 fogli con
impresse 3 banconote da 100 $ Usa; 14 pellicole retro filigrana,
filo sicurezza banconote da 100 $ Usa; 2 pellicole raffiguranti
Franklin; 25 lastre metalliche con impresse banconote da 100 $
Usa |