CARABINIERI

Entra nella Stazione On-Line dei Carabinieri
Ministero della Difesa
Home > L'Editoria > Il Carabiniere > Anno 2004 > Marzo > Militaria

Quesiti amministrativi

Pensione privilegiata




Simbolo dei quesiti amministrativi

A seguito di infermità riconosciuta dipendente da causa di servizio, dalla Commissione Medica Ospedaliera di Perugia, in data 13 agosto 1988, mi è stata concessa la pensione privilegiata ordinaria. La stessa, dopo alcuni mesi di corresponsione, è stata sospesa senza alcuna comunicazione. Desidero sapere per quale motivo.
S.V. - Cingoli (Mc)

In realtà, con Decreto Ministeriale n. 1245, in data 13 luglio 1995 è stato conferito all'interessato l'assegno privilegiato ordinario di 6a Categoria, per una durata di 4 anni e con decorrenza dal 13 agosto 1988. La Commissione Medica Ospedaliera di Perugia, con verbale modello B 266, in data 11 giugno 1997, ha riconosciuto gli esiti dell'infermità, per la quale era stato concesso il trattamento privilegiato di cui sopra, ascrivibili all'8a Categoria. Con Decreto Ministeriale n. 1176, in data 6 ottobre 1997, in conformità con il giudizio della Commissione Medica Ospedaliera di Perugia, è stato definitivamente conferito il trattamento privilegiato a titolo di 8a Categoria da durare a vita. Il suddetto Decreto è stato rinviato alla Direzione Provinciale dal Tesoro di Macerata, presso cui l'interessato potrebbe rivolgersi qualora non abbia ancora riscontrato il regolare pagamento dell'emolumento.




Pagamento di ferie non godute




Dopo essere andato in pensione a domanda, ho chiesto all'Amministrazione da cui dipendevo il pagamento delle ferie non godute durante il servizio. Ciò è accaduto, ma dall'indennità sono stati detratti i Contributi Previdenziali e l'Imposta sulle Persone Fisiche. In merito ho chiesto alla suddetta Amministrazione il rimborso delle ritenute operate, con esito negativo. Poiché ritengo giusta la trattenuta effettuata a titolo Previdenziale, ma non sono d'accordo per quella versata all'Erario, rivolgo il quesito inteso a conoscere se la mia richiesta è lecita e, se così fosse, qual è il modo per recuperare la somma versata all'Erario.
O.L. - Lequile (Le)

Il decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, definisce come redditi di lavoro dipendente tutti quelli che derivano da prestazioni di lavoro alle dipendenze di altri.

La Pubblica Amministrazione, in applicazione del citato decreto, considera il pagamento dell'indennità sostitutiva per ferie non godute reddito di lavoro dipendente e pertanto applica all'emolumento l'Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche (Irpef). Tuttavia, alcune recenti interpretazioni attribuiscono all'indennità in questione natura risarcitoria e non retributiva. Pertanto, l'indennità stessa verrebbe esclusa dal regime impositivo. Per recuperare la somma trattenuta a tale titolo è necessario presentare ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale competente, ovvero al Giudice Ordinario in funzione del Giudice del Lavoro.




Pensione di reversibilità




Sono stato congedato per riforma in data 31 dicembre 1974 ed ho contratto matrimonio il 7 febbraio 1975. Desidererei sapere se, secondo le ultime disposizioni, per avere diritto alla reversibilità a favore della vedova occorre aver contratto matrimonio entro due anni dal congedo oppure è necessario aver contratto matrimonio prima del congedo.
F.R. - Casciano (Si)

Ai sensi dell'articolo 81 del decreto del Presidente della Repubblica 29 dicembre 1973, n. 1092, la vedova del pensionato ha diritto alla pensione di reversibilità purché il matrimonio sia anteriore alla cessazione del servizio o sia stato contratto prima che il pensionato compisse il sessantacinquesimo anno di età, ovvero se dal matrimonio sia nata prole, anche se postuma, o se con il matrimonio siano stati legittimati figli naturali. In base a successive sentenze della Corte Costituzionale, la pensione di reversibilità spetta anche alla vedova del pensionato che abbia contratto matrimonio dopo la cessazione del servizio, anche dopo il compimento del sessantacinquesimo anno di età, senza alcun condizionamento che il suddetto decreto prima prevedeva (esempio: matrimonio durato almeno due anni e differenza di età tra i coniugi non superiore a venticinque anni).




Aggravamento ed equo indennizzo




In data 16 marzo 1984 mi è stata riconosciuta dalla Commissione Medica Ospedaliera di Palermo un'infermità dipendente da causa di servizio ascrivibile all'8a Categoria, Misura minima. Successivamente, con decreto notificato in data 25 ottobre 1994, mi è stato concesso l'Equo Indennizzo. Nell'anno 2002, avendo presentato domanda di aggravamento per la medesima infermità, il Dirigente del Servizio sanitario della Commissione Medica Ospedaliera mi ha informato che non potevo chiedere l'aggravamento della malattia in quanto erano trascorsi più di cinque anni dalla data di notifica del Decreto concessivo dell'Equo Indennizzo. Cosa posso fare?
V.G. - Trapani

A seguito di infermità giudicata dipendente da causa di servizio e ascritta all'8a Categoria, Tab. A, Misura max, ho chiesto e ottenuto l'Equo Indennizzo, che mi è stato notificato il 29 agosto 1994. In data 3 giugno 1996, cioè entro cinque anni dalla suddetta notifica, ho prodotto domanda di aggravamento per la stessa infermità. La Commissione Medica Ospedaliera di Bari, in data 18 marzo 2002, ha contestato l'aggravamento, riconoscendo la 7a Categoria, Tab. B, Misura minima. In data 1° agosto 2002, dopo più di cinque anni dalla notifica, ho chiesto la revisione dell'Equo Indennizzo per l'infermità aggravata. Desidererei conoscere se mi verrà concessa la suddetta revisione.
F.L. - Trani (Ba)

L'articolo 56, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica 3 maggio 1957, n. 686, stabilisce che, in caso di aggravamento della menomazione dell'integrità fisica per la quale è gia stato concesso un Equo Indennizzo, l'Amministrazione - su espressa richiesta dell'interessato - può provvedere, per una sola volta, alla revisione di detto indennizzo. La domanda dell'interessato deve essere presentata entro cinque anni dalla data di comunicazione del decreto concessivo dell'Equo Indennizzo. Non sempre, però, la richiesta di accertamento dell'aggravamento di una infermità significa che l'interessato abbia intenzione di richiedere anche la revisione dell'Equo Indennizzo.

Ne consegue che, come da parere espresso dal Consiglio di Stato nell'Adunanza della Sezione Terza dell'8 luglio 2003, l'atto impeditivo del termine decadenziale in argomento è costituito soltanto dalla domanda diretta ad ottenere una nuova liquidazione dell'Equo Indennizzo, e non anche da una qualsiasi attività di accertamento dall'Amministrazione o da atti del privato rivolti a promuovere gli accertamenti medesimi.




Non è un livello gerarchico




Ho sempre avuto un particolare occhio di riguardo per i Carabinieri, che per me rappresentano la legge e lo Stato italiano. Leggo con avidità la vostra Rivista e trovo che, più che in altre pubblicazioni settoriali, in essa venga posto uno sforzo particolare per renderla, consentitemi i termini, asettica, imparziale e completa, al fine di poter parlare con tutte le categorie di lettori. Il motivo della richiesta odierna è quello di soddisfare una mia curiosità. Giorni or sono è arrivato in paese un giovane Carabiniere che, oltre ad una serie di nastrini sul petto dell'uniforme, aveva molto bene in evidenza un nastrino d'argento sulla manica. Vorrei sapere cosa significa e se sta ad indicare un livello gerarchico particolare.
V.B. - Tarsia (Cs)

Siamo lieti di esternarle la nostra riconoscenza per i suoi sentimenti di fiducia e di stima per gli appartenenti all'Arma e per l'interesse ed ammirazione che riserva alla Rivista. Il nastrino da lei notato non sta ad indicare un particolare riconoscimento gerarchico di grado ma è un distintivo ancora più importante: evidenzia, infatti, che quel militare ha riportato una ferita o una mutilazione in servizio, tanto da meritare la concessione del distintivo d'onore di ferito o mutilato in servizio. La normativa in materia trae origine dal regio decreto interministeriale 28 settembre 1934, n. 1820, con il quale vennero istituiti distintivi d'onore per militari feriti, mutilati e deceduti per causa di servizio.

Domenico Benedetti