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Le nostre
città sono asfissiate dalle polveri e dall'inquinamento
prodotto dal traffico. In certi momenti del giorno nei grandi
centri metropolitani è letteralmente impossibile muoversi. Del
resto, recenti ricerche dell'Aci e del Censis ci confermano
che nelle ore di punta si viaggia a cinque chilometri all'ora.
Si ha un bel dire ai cittadini: servitevi dei mezzi pubblici,
se poi sono proprio questi mezzi tra le principali "vittime"
degli ingorghi improvvisi.
È l'auto privata che continua a
dominare la scena. E non bastano, a cambiare le cose, le pur
lodevoli iniziative dei sindaci di Milano e di Roma di istituire e
disciplinare la circolazione a targhe alterne, i giorni di chiusura
del traffico nei centri storici, le domeniche a piedi quando
l'inquinamento raggiunge indici elevati. Ci vogliono misure più
radicali. È necessaria una svolta.
Ecco perché l'Unione Europea ha
varato un interessante ed originale progetto, denominato
"Eurocities", per promuovere la "mobilità sostenibile",
finanziandola con milioni di euro, con progetti pilota che hanno
scelto Pescara, unica città italiana, come laboratorio per
programmi fortemente innovativi, che riguardano la mobilità.
Il progetto prevede che il capoluogo
adriatico, e insieme ad esso le città di Lille in Francia e di
Birmingham in Gran Bretagna, facciano da cavia (e già hanno
cominciato a farlo) per sperimentare i programmi europei che si
snoderanno in tre anni. In questo arco di tempo saranno approntate
tecniche di avanguardia per la gestione del traffico urbano ed
extraurbano, per forme energetiche anche ad idrogeno e sistemi di
trasporto a bassissimo impatto ambientale.
Il gruppo dei partecipanti ad
"Eurocities" è costituito da 25 città europee, 17 regioni (per
l'Italia Abruzzo, Piemonte e Romagna) e 13 Paesi. L'avvio del
progetto è avvenuto mediante un accordo cosiddetto tripartito
poiché sono stati coinvolti la Commissione europea, il governo
nazionale e gli enti locali. La partenza è avvenuta nel mese di
dicembre del 2003 nella città adriatica, dove il presidente della
Commissione Europea Romano Prodi, nel corso di una breve cerimonia,
ha posto la sua firma in calce al progetto. Il finanziamento, a
totale carico della Ue, è di 4,5 milioni di euro.
"Eurocities" sta coinvolgendo la
cittadinanza ed il mondo della scuola per verificare concretamente
e realisticamente l'utilizzo del migliore e più sicuro mezzo di
trasporto. Tutto ciò si snoda in due fasi. La prima ha preso avvio
con la raccolta di dati sul territorio, e la successiva analisi dei
risultati per individuare i settori di intervento sui quali
concentrare la ricerca. In questa prima fase vengono coinvolte le
aziende di trasporto pubblico locale, le associazioni
ambientaliste, produttori e gestori di tecnologie di controllo di
qualità ambientale e del traffico. L'obiettivo è di controllare e
ridurre l'inquinamento atmosferico ed acustico attraverso la
incentivazione del trasporto pubblico e la disincentivazione di
quello privato. Si procederà anche alla attivazione dei piani del
traffico disciplinati da apposite tecnologie che rilevano
l'inquinamento del territorio. Sono previsti inoltre programmi di
integrazione tra trasporto urbano ed extraurbano. La seconda fase
prevede l'informazione sulle proposte elaborate e sui progetti
messi in campo e la loro successiva attuazione con una visione
molto sperimentale perché aperta a successivi aggiustamenti. Ci
sarà anche un momento di grande pubblicizzazione delle iniziative
per mettere in rilievo il rapporto benessere/mobilità.
Grande importanza viene data al tema
della "mobilità sostenibile". Al riguardo le azioni che saranno
messe in atto con "Eurocities" sono finalizzate non solo a
risolvere i problemi della mobilità locale ma anche, se non
soprattutto, a ricercare e valicare sul campo soluzioni esportabili
in altri contesti urbani, cioè in altre città con problemi simili.
Per cui, con gli opportuni adattamenti, anch'esse potranno
beneficiare delle soluzioni che saranno sperimentate a Pescara.
Insomma, nella città adriatica si
sta realizzando un vero e proprio laboratorio di politica
ambientale, all'interno del quale verranno elaborati alcuni
progetti che saranno messi a confronto con quelli delle altre città
europee, vale a dire Lille e Birmingham.
Uno dei risultati più importanti del
progetto, se esso, come si spera, verrà realizzato secondo le
premesse, sarà quello di far cambiare mentalità ai cittadini
indirizzandoli verso l'utilizzo del mezzo pubblico e inducendoli a
lasciare sotto casa o in garage la propria automobile. Questo
cambio di mentalità rappresenta il fattore più importante o, almeno
uno dei fattori più importanti, di "Eurocities". Se noi ci
guardiamo intorno ci accorgiamo che il ricorso all'auto privata è
una abitudine dura a morire. Non tanto per l'ostinazione dei
cittadini ma proprio perché, se si hanno degli impegni precisi e
delle scadenze orarie, non ci si può fidare dei passaggi del mezzo
pubblico e si deve ricorrere necessariamente al mezzo privato.
Un aiuto non indifferente al Comune
di Pescara verrà anche dalla attuazione sempre più estesa
dell'e-governement nella Pubblica Amministrazione sia centrale che
locale, nel senso che tante pratiche che fino a ieri si facevano
negli uffici ora saranno risolvibili via posta elettronica cioè
senza spostarsi da casa. Quindi meno auto in giro, più gente a
casa, e un traffico locale più scorrevole, con grande vantaggio per
i mezzi pubblici che dovrebbero trovare le strade più libere.
Il comune di Pescara punta molto
sulla realizzazione di questo progetto. Auguriamoci che le speranze
di quanti guardano con estremo interesse ad "Eurocities" non
vengano deluse e che il progetto, nell'arco del triennio, possa
essere attuato con soddisfazione della cittadinanza e degli
amministratori. |