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Biblioteche ieri, oggi e domani

Da sempre fonti universali di accesso al Sapere, fanno ora inevitabilmente il loro ingresso in Rete, nel contempo però sviluppandosi in futuristiche, accoglienti architetture

La Library of Congress di Washington, tra le poche che mettono a disposizione sul Web interi volumiOrdinare, conservare, "toccare" il proprio passato è l'unico strumento che l'uomo ha per afferrare la propria essenza, prendere coscienza dei passi compiuti sulla via dell'evoluzione e guardare al futuro. È da questo bisogno che sono nate le biblioteche, qualcosa di più di semplici archivi o raccolte di libri. Sono luoghi di lettura e riflessione, ambienti in cui si respirano sensazioni di sacralità, impregnati del silenzio della cultura e del sapere: un silenzio ovattato, che si svela attraverso la musica delle pagine sfogliate dei libri. Quei libri un tempo pazientemente duplicati dai frati copisti e amanuensi e conservati con gelosia nei monasteri, affinché il Sapere fosse un bene destinato a pochi eletti, un tesoro da custodire religiosamente.

Ripercorrere la storia e l'evoluzione delle biblioteche è dunque come suonare sulla tastiera del pianoforte della storia dell'uomo, dove i tasti neri rappresentano le conquiste sociali e quelli bianchi il fluire del tempo.

SPECCHIO DELLA SOCIETÀ. Il libro è sempre stato considerato, oltre che oggetto di cultura, anche motivo di vanità e ornamento, per cui nobili, prelati, sovrani, ogniqualvolta innalzavano un palazzo, un convento, un museo, stanziavano ingenti somme per costruirvi anche una biblioteca.

Bisogna aspettare il Settecento per la nascita delle prime biblioteche pubbliche, che però, da allora, sebbene avessero orari limitati e imponessero restrizioni alla pubblica lettura, svolsero egregiamente la loro funzione di divulgazione della cultura.

Con l'invenzione, nel 1811, della macchina da stampa di Koenig e Bauer, si verificò una democratizzazione del libro, non più rilegato ma, in compenso, dotato di copertina. Durante l'era del Risorgimento - tormentata e rivoluzionaria - il libro, almeno quello presente negli scaffali della biblioteca, che era sempre stato specchio della società e della sua evoluzione, perse la sua funzione di veicolo di ideali e di lotta. Non va dimenticato che la biblioteca, per quanto pubblica, era pur sempre proprietà di principi e nobili, conservatori non certo propensi alla diffusione del pensiero rivoluzionario.

Edifici ristretti e cataloghi non aggiornati furono avvertiti da molti intellettuali, almeno in Italia, come segno di inadeguatezza e non recettività dei cambiamenti sociali, a tutto vantaggio dei Paesi d'Oltremanica e d'Oltreoceano.

Oggi la biblioteca si è spogliata della veste di luogo sacro per indossare i panni di "madre della cultura", fonte di sapere e latrice di risposte. Proprio nell'ottica dell'assoluta e universale accessibilità al sapere, l'ingresso della biblioteca in Rete era inevitabile.

INGRESSO IN RETE. Come entrano nel Web le biblioteche? Innanzitutto va detto che talvolta sono disponibili alcuni testi per intero, come nel caso della Library of Congress di Washington, ma in genere nella Rete sono visibili solo abstract, o indici, di libri, oltre agli Opac, ossia i cataloghi informatizzati e fruibili attraverso Internet partendo dalla home page della relativa biblioteca.

La Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze, la Biblioteca Ambrosiana, la Nazionale di Napoli, quella della Camera dei Deputati, la Bibliotèque Nationale de France, la British Library, la Biblioteca Naçional di Spagna, la Nazionale di Russia sono solo alcune delle biblioteche presenti nel Web, oltre alla già menzionata Library of Congress - la più informatizzata biblioteca esistente - che maggiormente ha contribuito allo sviluppo dei sistemi elettronici nel settore.

L'ingresso delle biblioteche nell'era di Internet permette all'utente di avere un contatto più diretto coi documenti. La biblioteca on line non è dunque un simbolo di rottura, ma di continuità col passato e con la concezione tradizionale di biblioteca, con la differenza che mentre prima il lettore aveva dei vincoli di tempo, di spazio, di disponibilità dei testi, ora questi vincoli non esistono più ed egli può disporre di tutte le informazioni comodamente da casa. In tale contesto, diventa essenziale l'attività di aggiornamento e gestione degli Opac e delle home page, attività che si trasforma in funzione di conservazione e indirizzamento all'uso dei cataloghi on line.

La modernissima Mediateca di Sendai, in Giappone, un blocco vetrato organizzato come Spesso le pagine Web delle biblioteche vengono letteralmente abbandonate, invece di essere archiviate e ordinate per farle arrivare ai nostri posteri. Cambia anche il formato dei documenti: il boom dei mass media ha spianato la strada all'idea di mediateca (ossia alla raccolta di documenti, qualsiasi forma essi abbiano: Dvd, Cd o libri elettronici).

ARCHITETTURA E FUNZIONALITÀ. La tecnologia influenza anche la concezione delle nuove biblioteche, sia dal punto di vista architettonico che funzionale. Veri e propri capolavori di architettura, le biblioteche di oggi si trasformano nelle mani dei loro ideatori in nuovi templi delle cultura.

Sfogliare un libro diventa un piacere non solo per il libro in sé ma anche per il contesto in cui viene letto. Ne è un esempio la Biblioteca Nazionale di Francia, spostata dalla sede storica di via Richelieu, a Parigi, in un sito più spazioso all'ingresso della città.

Iniziata nel 1990 e completata nel 1995, la nuova biblioteca consiste in un'esplanade di circa 60.000 mq, sovrastante due piani di sale di lettura, luoghi di sosta e di studio. Uno dei due piani è interrato e destinato ai ricercatori. All'interno del blocco un vuoto cavo centrale racchiude un giardino di circa 12.000 mq. Gli angoli dell'esplanade sono occupati da quattro torri di venti piani e dalla pianta ad "L", che ospitano impianti tecnici, uffici e depositi.

Un altro esempio splendido di architettura, in cui si fondono storia e modernità, è la Nuova Biblioteca Alessandrina di Alessandria d'Egitto: costruita su un'area fronte mare di circa 85.000 mq, sorge nel sito una volta ipoteticamente occupato dalla Biblioteca Alessandrina fondata nel IV secolo a.C. da Tolomeo I.

L'edificio - la cui forma circolare simboleggia l'antico Sole egizio e la Luna - è costituito da un tronco di cilindro di 160 metri di diametro, dell'altezza di 32 metri a sud e di 20 a nord-ovest. All'interno si snodano successioni di terrazze, collegate da una serie di gradinate, distribuite su sette livelli principali e quattordici secondari. Le strutture modulari al posto dei muri portanti rendono flessibili gli spazi. Il muro curvilineo, esternamente decorato da geroglifici, è in realtà una doppia parete tecnica contenente scale e ascensori.

Emblema della modernità, anche nel nome, è la Mediateca di Sendai, in Giappone, ultimata nel 2000 su progetto dell'architetto giapponese Toyo Ito. Ogni livello è organizzato come un open space, in cui forme ondulate e assenza di pareti armonizzano spazi interni ed esterni. L'imponente costruzione (sei piani fuori terra più due interrati), si presenta come un blocco interamente vetrato, dai volumi regolari e dalla varietà organizzativa dello spazio interno.

Ascensori e scale sono racchiusi in colonne che attraversano verticalmente l'edificio, mentre gli impianti elettrici ed elettronici sono contenuti in tubi in acciaio e bianchi che costituiscono l'ossatura dell'edificio. I piani sono stati studiati per rispondere ad ogni tipo di esigenza: spazio pubblico per incontri, soste ed esposizioni, area-bambini, biblioteca generale, audiovisivi.

Agnese Ananasso