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Malaysia, tigre dell'Estremo Oriente

Entrambe nei Caraibi, e di patrimonio francese, Guadalupa e Martinica hanno caratteristiche ben distinte. Eppure c'è un qualcosa che le tiene unite...

Le spettacolari Petronas Towers dell'architetto Cesar Pelli, sempre a Kuala Lumpur. Con i loro 452 metri, sono i grattacieli più alti del mondo.Pensando alla Malaysia - Malesia fino al 1966 - è difficile, se non quasi impossibile, sottrarsi al richiamo della letteratura romanzesca del grande scrittore Emilio Salgari e non iniziare a riflettere su quali livelli di impareggiabile immaginazione e fantasia egli raggiunse, considerando che nel corso della propria vita non si allontanò mai - fisicamente - dai confini italiani. Il corsaro nero, I pirati della Malesia, il leggendario Sandokan (la Tigre della Malesia) con la sua isola di Mompracem e l'amata Marianna (la Perla di Labuan), furono, incredibile ma vero, soltanto il frutto dell'osservazione delle mappe geografiche dell'epoca. Un talento, il suo, a dir poco eccezionale...

Noi lasciamo da parte, però, la Malesia "romanzesca" di Salgari, e con un volo dall'Italia di circa undici ore arriviamo a quella "reale". Eccoci, infatti, nella modernissima capitale: Kuala Lumpur.

Sono sempre più numerosi gli uomini d'affari occidentali che scelgono questa città come sede di partenza per la conquista dei mercati dell'Asia del Pacifico: di essa apprezzano l'efficienza, il pluri-linguismo, la capacità di controllo delle tecnologie più sofisticate, punta di diamante, del resto, di tutta l'economia malese. Non per nulla, nel corso degli ultimi anni si è tanto parlato delle grandi trasformazioni economiche della Malaysia, la nazione entrata, con un riconoscimento assai lusinghiero, nel novero delle grandi "tigri" dell'Estremo Oriente meridionale.

Da sempre centro privilegiato del commercio tra Oriente e Occidente, essa si è dotata di notevoli infrastrutture: porti fra i più moderni al mondo, giganteschi aeroporti internazionali, una rete autostradale notevole che collega, traversandola da Nord a Sud, la Thailandia a Singapore con un viaggio di poche ore. La Malaysia sta perseguendo senza indugio, e con l'inizio del nuovo millennio con sempre più energia e decisione, un sogno per l'anno 2020: uscire dalla categoria dei Paesi in via di sviluppo, per entrare a far parte di quelli già sviluppati.

Questo non significa però che stia perdendo la propria identità: al contrario, è sempre più fiera di essere il ricettacolo delle tre più antiche civiltà asiatiche (malese, indiana e cinese) e di essere riuscita ad assimilare nella sua cultura le tradizioni delle tribù indigene del Sarawak e del Sabah. Inoltre, non ha mai misconosciuto l'apporto delle civiltà portoghese, olandese e britannica, dalle quali ha saputo apprendere e le cui popolazioni hanno sviluppato, lungo le coste, quegli importanti insediamenti delle Compagnie che hanno contribuito a forgiare, nel tempo, la sua vocazione mercantile.

Continuiamo a scoprirla insieme: è una terra che ha saputo darsi un'identità multiculturale, dalla quale trae motivi di fierezza e vantaggi; un'identità che le fornisce un grande spirito di tolleranza e di apertura, un certo particolare fascino, un'originalità, un gusto per i colori, per le feste, ma, insieme, anche un'architettura ricchissima e molto diversificata. La sua cucina è impregnata di queste differenti origini, di quegli aromi, di quelle spezie che sono poi quelle dell'Asia intera.

La religione ufficiale è quella islamica, tuttavia ogni comunità ha i suoi santuari, tutti bellissimi: moschee, templi buddisti, induisti, e chiese cristiane. Essendo un Paese molto rispettoso delle credenze e delle feste nelle sue complessità e varietà, le ha adottate tutte, e così celebra l'Hari Raya (la grande festa dei musulmani alla fine del Ramadan), il nuovo anno cinese, il Dipavali (la festa delle luci degli indiani), così come… il nostro Santo Natale! A causa di questo susseguirsi di eventi il calendario malese abbonda di giorni festivi. Il popolo ama molto le danze, i canti tradizionali e il teatro, che riprende i grandi temi delle mitologie indiana e tailandese. Una delle feste più grandi porta il bellissimo nome di "Parata dei colori". E, in effetti, i colori in questa terra sono splendidi: il giallo è il colore della regalità; il verde evoca la giungla, le risaie, le montagne; il rosso richiama le case e i templi cinesi, mentre l'oro e lo zafferano i templi thai e buddisti, e poi c'è l'azzurro zaffiro, dei suoi mari e delle sue incomparabili lagune.

In questi territori, fra l'altro, ci sono le foreste più antiche del mondo. E una delle preoccupazioni maggiori del Paese, al momento, è proprio quella di preservare questa sua magnifica natura che a giusto titolo, per gli scienziati così come per gli abitanti, è un vero santuario. La Malaysia possiede foreste primordiali fra le più antiche (130 milioni di anni) ed una giungla nella quale si conservano delle specie ancora ignote alla scienza: settemila differenti insetti, quindicimila tipi di fiori fra i quali numerose orchidee. Vi è poi la rafflesia, il fiore più grande del mondo; alcune piante carnivore, come quell'incredibile nephentes che, spietata, cattura gli insetti attratti dalle sue riserve d'acqua; 290 razze di mammiferi, fra le quali alcune rarissime. E ancora, uccelli stupefacenti come l'hornbill, migliaia di farfalle (281 differenti varietà) che volteggiano sopra i corsi dei fiumi.

La rafflesia, un fiore molto raro, nonché il più grande del mondoFra le meraviglie di questi luoghi, ovviamente, data la posizione geografica del Paese, ci sono le località marine. Davvero troppe per poter dare a ciascuna di esse il rilievo che meriterebbe. In ogni caso non si può evitare di rivolgere la dovuta attenzione ad uno dei parchi marini più importanti fra quelli esistenti sul nostro pianeta: Pulau Sipadan. Esso si trova a nord-est della costa del Borneo, ed è l'unica isola oceanica della Malaysia. Secoli di attività vulcanica hanno modellato la superficie attuale, di 35 acri. Si raggiunge in aereo da Kota Kinabalu, capitale del Sabah, con un volo di circa un'ora fino a Tawau, quindi si effettua un percorso in macchina di circa due ore e mezza fino a Semporna, e da qui ci si imbarca su un veloce catamarano che arriva all'isola in un'ora.

Sipadan si innalza a 700 metri dal fondo del mare, e attira diverse creature marine dall'oscurità delle profonde acque oceaniche. La spettacolarità delle immersioni - senza uguali tra le altre che si possono effettuare nelle località diving, riservate ai sub, del Paese - fa di questo luogo una delle destinazioni più ambite. Nelle acque della piccola isola corallina - la cui barriera, in alcuni punti, si trova a soli 8 metri dalla superficie - si incontrano tartarughe, branchi di jach e di barracuda. È una riserva marina di tale valore da esser vigilata ventiquattr'ore su ventiquattro da funzionari del Wwf.

Qui abbiamo assistito, in una magica notte, all'evento di una tartaruga che, inoltratasi per una quindicina di metri nella spiaggia, dopo aver scavato faticosamente con le pinne anteriori una buca nella sabbia ha iniziato a deporvi le sue uova (una ventina circa, ognuna non più grande di una pallina da ping-pong). Al termine del parto, mentre ricopriva la buca, abbiamo notato una notevole lacrimazione: uno dei biologi del Wwf ci ha spiegato che si trattava di una speciale secrezione salina, la cui funzione era proteggerle gli occhi dalla sabbia che stava rimuovendo. Poi, lenta ed esausta, la tartaruga è tornata in mare.

Un'ultima curiosità: nella grande isola del Borneo, a poca distanza da Sabah, c'è una piccolissima laguna che si affaccia sul Mar di Sulu: Sandakan. Il riferimento al personaggio salgariano è stato immediato. Chissà. Forse può essere stata proprio la lettura del nome di questa piccola spiaggia ad attivare la sorprendente immaginazione del grande romanziere di Verona...