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MedFilm il cinema per la Pace

«Dietro ogni film si cela l'infinita varietà delle identità e delle culture, un patrimonio inestimabile, la nostra preziosa riserva per il futuro»

Io non ho paura, di Gabriele Salvatores, vincitore di questa edizioneAll'indomani della terribile tragedia che colpiva i nostri uomini in missione in Iraq, lo scorso 13 novembre è stato inaugurato a Roma il MedFilm Festival-Laboratorio, la manifestazione internazionale legata alla cultura europea e mediterranea. Quest'anno, la IX edizione - realizzata sotto l'Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana, con il patrocinio del Presidente del Parlamento Europeo e del Centro Informazione delle Nazioni Unite, e gemellata con il IV Summit Mondiale dei Premi Nobel per la Pace - si è fatta portavoce, attraverso un percorso itinerante tra il Cinema Quirinale, il Macro Museo d'Arte Contemporanea ed il Museo di Roma in Trastevere, di una tematica quanto mai drammaticamente attuale e sentita: "Vedere, Sentire, Comprendere, Amare… il Cinema per la Pace".

Nato nel 1995 in occasione del Centenario del Cinema, del Cinquantenario delle Nazioni Unite e della Dichiarazione di Barcellona, il Festival, riservando un canale privilegiato ai giovani, sostiene - attraverso il cinema di qualità - la cooperazione tra nazioni vicine, allo scopo di favorire il dialogo e il rafforzamento delle relazioni sociali e umane tra le numerose civiltà che convivono in Europa e nel Mediterraneo.

Duecento le pellicole provenienti da 40 Paesi tra lungometraggi, corti e mediometraggi. Di queste, dieci hanno partecipato nella sezione "Medfilm in concorso", otto nella sezione "Premio Italia nel Cinema". Le altre, invece, sono confluite nelle rassegne che hanno articolato il Festival: "Rassegna Nuova Europa, Dai fiumi ai mari", "Cinema Euromediterraneo", Omaggio d'autore "Viva la memoria", "Il Cinema Palestinese", collegata ad un progetto di festival a Gerusalemme, e "Rifugiati", un importante spazio legato al tema dell'immigrazione.

Tutte, indistintamente, nei diciotto giorni di proiezione, hanno riscontrato un grande successo sia di pubblico che di giuria. Da parte degli esaminatori dei film in concorso - la giuria internazionale presieduta dal greco Kostas Wrettakos e composta dalla regista algerina Yamina Bachir-Chouikh, dal palestinese Rashid Masharawi, vincitore della passata edizione con Ticket to Jerusalem, e dalla giornalista italiana Alessandra Masu - la scelta non è stata affatto semplice. Nonostante il livello di tutti i film fosse molto alto, però, nell'assegnare il primo premio ,"Amore e psiche", si è espressa all'unanimità, riconoscendo il merito e la bellezza di Quand tu descendras du ciel, primo lungometraggio del francese Eric Guirado, che, secondo la giuria, ha declinato esattamente il tema di questa edizione: «Abbiamo visto, sentito, compreso e soprattutto amato un'opera prima d'inconsueta maturità che disegna la parabola di un uomo che "scende dal Cielo" alla realtà più drammatica della Terra, riuscendo a costruire la Pace tra i cuori».

La pace non intesa come «un concetto astratto», aveva precisato Ginella Vocca, presidente del MedFilm, in occasione della conferenza stampa che si è tenuta alla presenza, tra gli altri, dell'assessore alla Cultura del Comune di Roma, Gianni Borgna, ma che «si costruisce nelle microazioni quotidiane, fino ad avere un ruolo collettivo, istituzionale. La pace nasce da noi». Da noi, dalla nostra volontà, dall'abbattimento delle paure che ci portiamo dentro sin dall'infanzia. Dimenticandoci, forse, delle disillusioni che spesso la vita ci riserva e ricostruendo, piuttosto, quei rapporti tanto sinceri di quando si è bambini.

Un po' quello che accade nella bellissima storia di Niccolò Ammaniti, portata magistralmente sul grande schermo da Gabriele Salvatores. Il suo film, Io non ho paura, dopo il Nastro d'Argento a Taormina e la decisione ufficiale che lo vede candidato a rappresentare l'Italia agli Oscar, ha ricevuto anche il pieno consenso della giuria del MedFilm per il "Premio Italia nel Cinema": un contributo alla produzione di 2.000 metri in 35mm di pellicola negativa "sponsored by Kodak". I quattro giornalisti della stampa straniera - Iulia Blaga (Romania), Ola El-Shafay (Egitto), Menachem Ganz (Israele), Inoslav Besker (Croazia) -, unitamente a 30 studenti del Dipartimento di Sociologia e Comunicazione de La Sapienza di Roma, lo hanno premiato «per la sua forza espressiva, per la capacità poetica, a tratti lirica, di raccontare la vita ed in particolare per aver raccontato la fatica di crescere attraverso il superamento delle paure» e per la «straordinaria capacità di coinvolgere lo spettatore in un processo quasi catartico». E hanno riconosciuto, invece, il secondo premio - Menzione speciale - a Pater familias di Francesco Patierno.

Ai nove anni di attività del Festival, dunque, come ha dichiarato Gianni Borgna, va il merito di «aver saputo offrire alla comunità eventi di grande spessore culturale e politico, facendo del dialogo tra le multiformi presenze culturali di una città complessa come Roma un obiettivo perseguito con intelligenza e tenacia, creando nuovi ponti tra i Paesi che si affacciano sul Mediterraneo e l'Europa del Nord». Non a caso, conclusasi a Roma, la manifestazione si è trasferita a Il Cairo, in Egitto, dove è stata organizzata una rassegna di cinema italiano nel quadro del progetto di valorizzazione e promozione sostenuto dal Ministero per i Beni e le Attività culturali in occasione della Presidenza italiana del semestre europeo.

Il Mediterraneo si pone, dunque, come un laboratorio privilegiato d'analisi per l'osservazione di fenomeni complessi, alla ricerca di soluzioni a problemi comuni a tanti altri popoli e luoghi. «Dietro ogni film si cela l'infinità varietà delle identità e delle culture, un patrimonio inestimabile, la nostra preziosa riserva per il futuro», affermano al MedFilm. «Quando una cinematografia scompare», concludono, «è tutto il patrimonio culturale che s'impoverisce».

Con iniziative come questa il cinema diviene lo strumento principale per la promozione del dialogo tra le società e le culture dello spazio euromediterraneo. Ed è grazie al contributo e al lavoro di tutti coloro che fortemente credono in questo nobile progetto, che il Festival si appresta a festeggiare, il prossimo anno, la sua decima edizione.

Désirée Colapietro Petriniranco Dattilo