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Il Nas di Bari contrasta il
"comparaggio"
Personale del Nas di Bari
nell'ambito dell'attività di contrasto al grave fenomeno delle
truffe a danno del Servizio Nazionale, ha avviato
un'attenta osservazione del crimine legato agli accordi illeciti
tra medici, veterinari, farmacisti e aziende farmaceutiche,
chiamato "comparaggio" e, attraverso una finalizzata e complessa
attività info-operativa, ha portato alla luce gli aspetti
strutturali ed organizzativi di un'associazione per delinquere
composta in prevalenza da farmacisti, medici di base ed informatori
farmaceutici.
Le indagini, conclusesi nello scorso
mese di luglio, hanno consentito di individuare un articolato
sodalizio criminoso costituito da insospettabili professionisti e
dal titolare di una nota casa farmaceutica romana, i quali,
attraverso l'utilizzo di fustelle segna prezzo - frutto di una ben
congegnata attività di comparaggio con susseguente eccessiva
prescrizione di specialità medicinali ad alto costo, intestate a
pazienti ignari o deceduti - percepivano ingenti quanto indebiti
rimborsi dal Servizio Sanitario Nazionale, stimati in 4,5 milioni
di euro.
In particolare, sono state
dettagliate le complesse procedure adottate dall'organizzazione
criminale, attraverso le quali le aziende farmaceutiche lucravano
sulle vendite di farmaci prescritti dai medici, che, a loro volta,
ricevevano costosi omaggi consistenti in oggetti di pregio, viaggi
di piacere o per congressi, nonché denaro, calcolati in base alle
percentuali delle prescrizioni effettuate. Le fustelle dei farmaci
venivano successivamente spedite, da farmacisti conniventi, alle
Ausl, per il rimborso da parte del Ssn.
Complessivamente si è giunti
all'arresto di 44 persone ed all'esecuzione di 76 decreti di
perquisizioni domiciliari, oltre che ai sequestri di una casa
farmaceutica, 11 farmacie, 16 confezioni di farmaci ad alto costo
defustellate o detenute illegalmente, 15.000 ricette mediche in
bianco già timbrate da medici compiacenti e fustelle segnaprezzo.
Nell'operazione si sono distinti il luogotenente Giuseppe Caruso,
Comandante del Nas di Bari, e gli addetti: i marescialli Vincenzo
Silecchia, Giovanni Cento, Cosimo Gallone, Fernando Perrone, Luigi
Gratis, Domenico Vurro, l'appuntato scelto Giuseppe Rubini e
l'appuntato Antonio Vittore, tutti del Nas di Bari.
Extracomunitari e carabinieri di quartiere
Nella serata dell'8 ottobre scorso, il "carabiniere di quartiere"
in servizio nel centro storico di Siena
avvertito da alcuni passanti, unitamente ad un altro collega,
sempre "di quartiere", è riuscito a fermare tre cittadini
extracomunitari che avevano poco prima effettuato una serie di
furti con destrezza all'interno di esercizi commerciali del
capoluogo toscano. Il carabiniere scelto Giuseppe Filone, ricevuta
la segnalazione, ha immediatamente chiamato l'appuntato Giuseppe
Massaro, al momento libero da servizio, e insieme hanno provveduto
a trarre in arresto i tre taccheggiatori.
Gli ulteriori accertamenti hanno consentito di appurare che i tre
stranieri avevano preso di mira alcuni negozi del centro storico;
precisamente una valigeria e una profumeria. All'interno di valigie
e zaini (anch'essi provento di furto) i militari hanno trovato un
vero e proprio corredo per turisti: profumi, abiti, scarpe,
walkman, lettori cd, cinture e camicie.
La refurtiva, il cui valore si aggirava intorno ai 2.000 euro, è
stata restituita ai commercianti derubati, che non hanno potuto
nascondere la loro sorpresa di fronte a tanto materiale e
ringraziare caldamente i due carabinieri che, ancora una volta,
hanno dimostrato "sul campo" la validità operativa e il ritorno
d'immagine in termini di sicurezza dei cittadini di questo
specifico servizio di recente istituzione.
Quattro pastori salvati dai carabinieri
Il 14 ottobre, alle ore 17, alla Centrale Operativa del Comando
Provinciale di Crotone è giunta una telefonata tramite 112 in cui
alcune persone, con tono di voce concitato, chiedevano urgente
soccorso a Mesoraca (Kr),
località Diporto, poiché a causa di un eccezionale temporale erano
rimaste bloccate all'interno della loro azienda agricola. La
telefonata è stata inoltrata alla Centrale Operativa della
Compagnia di Petilia Policastro, competente per territorio.
Subito dopo, a bordo di un
fuoristrada, il Comandante del locale Nucleo operativo e
radiomobile, maresciallo Carmine Levato, insieme al maresciallo
Marco Failla, al vice brigadiere Pietro Mazzei ed al maresciallo
Roberto Rampino, Comandante della Stazione di Mesoraca, è partito
per raggiungere i malcapitati.
Durante il tragitto, percorrendo la
strada interpoderale che conduce dalla località Serrarossa, del
Comune di Petilia Policastro, alla località Termine Grosso, del
Comune di Roccabernarda, il mezzo militare ha sbandato più volte,
ponendosi trasversalmente alla carreggiata e bloccandosi per le
ingenti quantità di fango e detriti che, nel frattempo, a causa
delle ininterrotte precipitazioni atmosferiche, si erano riversate
sulla impervia strada.
Nonostante il nubifragio e gli
innumerevoli incidenti scampati, spesso fortuitamente, i militari
hanno continuato la marcia (durante la quale le telefonate da parte
di coloro che avevano richiesto aiuto e soccorso continuavano a
giungere con regolarità ed insistenza), resa sempre più
difficoltosa dagli ostacoli e dagli impedimenti naturali presenti
sul percorso, riuscendo infine a raggiungere l'azienda agricola
segnalata.
Nelle vicinanze il fiume
Sant'Antonio, a causa di una piena di notevole intensità, aveva
allagato i campi circostanti e travolto circa 800 capi di ovini che
stavano pascolando sul greto del fiume.
All'arrivo dei carabinieri l'azienda
era ormai lambita dalle acque del fiume in maniera tale da rendere
difficile il suo abbandono. All'interno, oltre al proprietario,
erano bloccate altre tre persone terrorizzate, che hanno accolto
con grande sollievo ed entusiasmo i militari, i quali si sono
prodigati per aiutarle ad allontanarsi e le hanno accompagnate alle
rispettive abitazioni.
L'operazione di soccorso ha avuto
notevole risonanza tra la cittadinanza di Mesoraca ed in ambito
provinciale, ricevendo il plauso dell'opinione pubblica che ha
esaltato ed apprezzato l'operato dei Carabinieri, dimostrando
ammirazione e profonda stima nei riguardi dell'Istituzione per la
determinazione con cui i militari hanno superato l'emergenza,
mettendo anche in serio e grave pericolo la loro incolumità.
Rapina alle poste abilmente sventata
Il 20 settembre, alle ore 8, un'impiegata dell'Ufficio Postale di
Collecchio (Parma) si è recata presso la locale Stazione
Carabinieri segnalando al brigadiere capo Donato Sabato che, con
tutta probabilità, era in corso una rapina nel predetto
Ufficio.
Il Sovrintendente ha allertato immediatamente la pattuglia di
servizio, composta dai carabinieri Andrea Angella e Alessandro
Rondinella; quindi, dopo aver avvisato il Comandante della
Stazione, si è avviato a raggiungere i colleghi.
I tre militari, giunti sul posto,
insieme al Comandante della Stazione di Sala Baganza, maresciallo
Claudio D'Agostino, nel frattempo informato, dopo aver
effettivamente constatato all'interno dell'Ufficio Postale la
presenza di due persone armate di pistola, agendo con grande
rapidità ed approfittando del fatto che uno degli impiegati era
riuscito ad aprire la porta posteriore di servizio, si sono
introdotti nell'Ufficio Postale sorprendendo ed immobilizzando i
rapinatori, che si sono arresi senza opporre alcuna resistenza.
Sul luogo sono state recuperate le
due pistole, risultate armi giocattolo, usate per commettere il
fatto.
Al di là di quest'ultimo dettaglio,
che certamente toglie angoscia all'evento, resta comunque
ammirevole la sagacia e l'accorta professionalità dei nostri
militari, considerando che al momento dell'operazione nulla poteva
far supporre l'innocuità delle armi usate dai
malviventi. |