| agli studenti assistiti dall'Onaomac
che hanno conseguito il diploma di maturità, secondo una
graduatoria di merito, e a tutti i ragazzi che hanno ultimato le
scuole elementari e medie inferiori, allo scopo di stimolarne il
proseguimento degli studi e il desiderio di conseguire un titolo
che possa agevolare loro l'ingresso nel mondo del lavoro.
Nella
circostanza, alla presenza del Comandante Generale Guido Bellini,
dei vertici dell'Arma in servizio e in congedo, dei comandanti
della capitale, di numerose autorità tra cui il Primo Presidente
della Suprema Corte di Cassazione Nicola Marvulli, delle
rappresentanze del Cocer e di ufficiali frequentatori
dell'Istituto, sono state consegnate anche le onorificenze di
Cavaliere dell'Ordine "Al Merito della Repubblica Italiana" a tre
vedove dei nostri militari.
Ad accompagnare il succedersi delle
fasi della cerimonia, la gradevole e simpatica dottoressa Elisa
Tordella, che ha dato subito la parola al Presidente dell'Opera,
generale Giuseppe Franciosa. L'alto ufficiale, dopo aver
ringraziato i convenuti, ha ricordato che quest'anno è stata
assegnata per i Premi di "bontà e profitto" la somma di l 84.200,
derivante dagli interessi maturati su elargizioni di benefattori
e/o enti vari. Quindi ha precisato che l'attività del sodalizio non
si limita solo alla distribuzione degli assegni assistenziali, ma
alimenta il legame tra l'Arma e le famiglie, soprattutto aiutando
le vedove a superare l'isolamento che spesso segue al venir meno
del principale sostegno familiare. In quest'ottica, annualmente, il
Presidente stesso propone al Capo dello Stato alcuni nominativi per
il conferimento della Croce di Cavaliere, che vuole essere un
riconoscimento dei loro sacrifici nella missione dell'educare i
figli.
Ha preso poi la parola il professor
Giancarlo Elia, Presidente della Confindustria del Lazio e
dell'Unione Industriali di Roma, figlio di un carabiniere e
"benefattore munifico" dell'Opera, il quale, dopo aver ringraziato
anche gli industriali presenti nell'aula, ha espresso grande
apprezzamento per l'attività dei Carabinieri nelle difficili
missioni all'estero per il mantenimento della pace e, in genere,
per lo spirito di solidarietà che anima da sempre l'Istituzione.
Successivamente, rivolgendo parole di lode per l'Onaomac, ha
sottolineato in essa la capacità dell'Arma di porsi come famiglia
allargata anche ai parenti dei militari e di avere il merito di
inserire nella società persone che recano in sé il senso dello
Stato. Infine ha dato risalto al premio nelle sue due connotazioni:
la bontà, che è alla base dell'etica dell'Arma, citando il
sacrificio di Salvo D'Acquisto; il profitto, che appartiene alla
categoria del merito paziente. Un premio, ha detto, che è «un
incoraggiamento a sempre meglio servire il Paese».
Ha concluso gli interventi il
Generale Bellini, il quale ha ribadito che l'Arma si raccoglie
intorno ai giovani orfani e alle loro mamme, che hanno saputo
educarli e condurli, con amore e sacrificio, sino al mondo del
lavoro. Ha idealmente abbracciato questi «figlioli prediletti
dell'Arma» con vivo sentimento di solidarietà, che è poi uno dei
valori fondanti dell'Istituzione. Quindi ha invitato a riflettere
sull'impegno che il Paese chiede ai Carabinieri per garantire la
legalità e la libertà: una lotta incessante contro il crimine e il
terrorismo nella quale «l'Arma ha sempre pagato un caro prezzo
senza mai deflettere» (giusto poche ore dopo, quasi a conferma, ci
sarà il vilissimo attentato a Nassiriya). Ha espresso infine
ammirazione per gli orfani che, con l'aiuto delle mamme, hanno
saputo raggiungere dei risultati così brillanti. A seguire, la
consegna dei premi ai soli residenti a Roma (per gli altri hanno
provveduto i rispettivi comandi territoriali il 21 successivo, in
occasione contestuale della "Virgo Fidelis" e della "Giornata
dell'Orfano").
Infine è stata consegnata
l'onorificienza alle signore: Maria Cristina Bracci, vedova del
maresciallo Bellini e madre di 4 figli; Rosa Di Palma, vedova
dell'appuntato D'Auria, madre di quattro figli; Anna Rachele
Masullo, vedova del maresciallo Tedeschi e madre di tre figli, la
quale, fuori dello schema della cerimonia, ha pronunciato un breve
ma vibrante ringraziamento - facendosi interprete del sentimento
delle altre vedove - all'Onaomac, all'Arma e ai presenti,
rivolgendo poi un caldo pensiero alla memoria del coniuge
scomparso, unitamente ad un pubblico plauso rivolto ai suoi figli
per le gioie che hanno saputo darle grazie ai brillanti risultati,
frutto di impegno e sacrificio. |