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Calendario 2004, manuale (poco tascabile) di storia

La copertina del Calendario di questo annoQuest'anno il Calendario riprende la tradizionale linea documentale per proporre alcuni momenti salienti della Storia dell'Arma»: con queste parole inizia la presentazione della settantunesima edizione del Calendario dell'Arma dei Carabinieri, dedicata al 190° Anniversario dell'Istituzione. Mancano 10 anni alla celebrazione del bicentenario della storica data del 13 luglio 1814 e il Calendario 2004 potrebbe essere considerato come una prova generale dell'edizione, sicuramente straordinaria, del 2014.

Riprendere la linea tradizionale non significa ripudiare alcune "escursioni" fatte negli ultimi anni in settori propri dell'attualità, come il mondo del cinema o della televisione, in cui la figura del carabiniere ha trovato una collocazione esaltante, che meritava di essere opportunamente valutata e interpretata per i riflessi sociologici che i militari dell'Arma determinano nell'opinione pubblica. Con l'edizione 2004, comunque, si torna alla linea documentale. Ma in quale modo? Viene da chiedersi cosa vi sia dei Carabinieri che non abbia già avuto - sul Calendario o su specifici volumi didattici - una trattazione idonea ad illustrarne la storia. La circostanza del 190° Annuale di fondazione ha suggerito di suddividere la materia in 19 decenni e di articolare il racconto dei corrispondenti settori storici, estendendolo agli avvenimenti più salienti della storia nazionale, così da costituire con essi la cornice entro la quale lo sviluppo e la crescita dell'Arma assumono una stretta correlazione con le vicende patrie.

E infatti, come altrimenti potrebbe essere spiegata la nascita del Corpo dei Carabinieri Reali se non la si inquadrasse nel panorama europeo succeduto alla caduta di Napoleone e alle decisioni del Congresso di Vienna? Lo stesso episodio del carabiniere Scapaccino trova nel Calendario 2004 un "taglio" diverso, assumendo un ruolo complementare alla lettura dei movimenti insurrezionali promossi dai fuoriusciti politici nel febbraio 1834. Così, decennio dietro decennio, la promulgazione dello Statuto Albertino, l'Unità Nazionale e la conseguente nascita del Regno d'Italia, le Guerre per l'Indipendenza, la Guerra d'Oriente, l'avventura africana, le missioni all'estero e via via, fino ai giorni nostri: questi i temi il cui racconto, pur nei limiti imposti dallo spazio, assume completezza col parallelo racconto dell'azione svolta dai Carabinieri.

Ma non soltanto la storia nazionale viene "coinvolta" in questa rivisitazione delle vicende dei Carabinieri. Le 19 pagine corrispondenti ai 19 decenni si presentano graficamente in forma di pagine di giornale, "articolate" (è il termine giusto) con cronache e illustrazioni che sembrano tratte da riviste d'epoca.

Pertanto anche la notizia di colore vi trova spazio, come quella con relativa fotografia di un drappello di Carabinieri a cavallo in costume da cavalieri seicenteschi, con cappello piumato a larghe falde e stivali da moschettiere, per le riprese di un filmato televisivo dedicato a I Promessi Sposi di Manzoni, nel quale occorreva, per l'appunto, un drappello di abili cavalieri. Un altro argomento - quello del processo Cuocolo celebrato a Viterbo, e concluso nel 1911 - consente di apprendere che per sconfiggere la camorra napoletana numerosi carabinieri erano riusciti ad infiltrarsi come apprendisti nella malavita locale per poter così accedere alle sue adunanze più segrete.

Alcune altre notizie consentono di conoscere più dettagliatamente innovazioni ordinative intervenute nella struttura dell'Arma nei suoi 190 anni di vita, come per esempio che l'istituzione degli Allievi Carabinieri era stata già prevista con un Regolamento del novembre 1821, quasi del tutto sconosciuto, e poi confermata con quello famoso del 1822.

Una pagina molto interessante e densa è quella dedicata al decennio 1854-64: vi figura la partecipazione dei Carabinieri alla Guerra di Crimea; l'istituzione delle "Legioni"; la creazione del "Comitato" (Comando Generale a carattere collegiale) e della figura del Segretario (Capo di Stato Maggiore); l'estensione del servizio dei Carabinieri alla Lombardia e alla Sicilia; l'annessione al Regno Sardo degli Stati della Lega Centrale, con la conseguente assunzione, da parte del "Corpo", del servizio svolto in quelle regioni dalle disciolte Gendarmerie preesistenti. Vi figura infine - ovviamente - la nascita del Regno d'Italia, l'elevazione dell'Istituzione al rango di "Arma" e la successiva attribuzione del titolo di "Benemerita" da parte del Parlamento. Tutto ciò in una sola pagina e con ben quattro illustrazioni d'epoca.

A proposito delle illustrazioni, un serio problema si è presentato al momento di affrontare la realizzazione del Calendario, dopo averne definito il particolare "taglio" storico. Esistevano delle immagini che potessero supportare iconograficamente un impegno di tale portata? No, e ne occorrevano almeno 23. Così, si è aggiunto il coinvolgimento di un gruppo di artisti già legato all'Arma da precedenti collaborazioni: Antonella Cappuccio, Bruno d'Arcevia e Vittoria Scialoja hanno accettato "carabinierescamente". Già, perché da tempo sono stati nominati soci "benemeriti" dell'Associazione Nazionale Carabinieri. Ad essi si è unito un giovane "allievo", Giorgio Bartoli: allievo sia in senso artistico che riguardo all'Associazione.

Infine, una nota importante: parte dei proventi del Calendario 2004 saranno devoluti all'Ospedale pediatrico Bambin Gesù di Roma.

M.M.