CARABINIERI

Entra nella Stazione On-Line dei Carabinieri
Ministero della Difesa
Home > L'Editoria > Il Carabiniere > Anno 2003 > Dicembre > Economia

A tutto... sconto

Per arginare il calo dei consumi causato in primis dal caro-euro, le nuove strategie aziendali propongono un'ampia serie di strumenti tesi a indurre all'acquisto anche in un momento di congiuntura non proprio favorevole. Vediamoli

I sintomi sono chiari: ansia, irritabilità, senso di insicurezza che deprime ulteriormente l'umore. Sono ricorrenti e ciclici: compaiono verso il 20 del mese e durano una decina di giorni. Poi tre settimane di pausa, e rieccoli, puntuali. Per questo gli esperti la chiamano la "sindrome della terza decade" o "della quarta settimana".

Inutile consultare enciclopedie e manuali, chiamare il medico curante, correre dal farmacista, comprare antibiotici e aspirine. La "malattia", verissima, non fa parte della medicina ufficiale, non è provocata da strani virus e batteri. Piuttosto, appartiene al campo dell'economia e soprattutto della finanza e a scatenarla è sempre la stessa causa: lo stipendio. Meglio: il denaro a disposizione che si esaurisce sempre prima della fine del mese, a meno che non si sia ricchi di famiglia o si facciano lavori particolarmente ben retribuiti.

Secondo le più recenti statistiche, la sindrome colpisce, con differente gravità, il 65 per cento degli italiani (minori di diciotto anni esclusi). Una percentuale considerevole, che comincia a preoccupare non tanto le autorità sanitarie quanto gli economisti.

Il timore è che (sull'onda del caro-euro o comunque della ridotta propensione alla spesa) si possa innescare un calo dei consumi con effetti a cascata sull'intera economia e conseguenze facilmente immaginabili. Di qui, i ripetuti appelli ad aver fiducia nel domani e a non contrarre le spese. E di qui, anche, le nuove strategie aziendali tese ad invogliare i consumatori e, in ultima analisi, a dare una mano ai bilanci.

Sconti, promozioni, "due per uno", fidelity card, revolving, tasso zero, chilometri zero, microleasing o personal leasing, noleggio, factory outlet: a seconda del prodotto si moltiplicano offerte e strategie. Sempre identico lo scopo: far emergere la convenienza dell'acquisto, venire incontro alle esigenze delle vittime della terza decade, allettare e spingere a comprare anche in un periodo di congiuntura negativa. A volte si tratta sul serio di proposte convenienti. A volte, di piccoli o grandi bidoni spacciati per regali. Ecco, dunque, la necessità di una breve guida all'acquisto senza rischi e possibilmente senza rimorsi.

Sconti. Strumento classico e molto diffuso in tutti i settori. Serve sia per liberare gli scaffali dei negozi, sia per lanciare una determinata categoria di prodotti. Unico rischio, comprare qualche fondo di magazzino non particolarmente alla moda.

Promozioni. Il rilancio dei consumi passa per le promozioni. Molti prodotti vengono venduti ad un prezzo che include altri servizi. Nel caso delle automobili, ad esempio, vengono forniti tutti gli optional o la possibilità di avere una copertura assicurativa. Attenzione, però: alcune case automobilistiche hanno preso la brutta abitudine di promuovere modelli prossimi ad uscire di produzione. Il rischio è di ritrovarsi in garage un'auto che perderà rapidamente valore sul mercato dell'usato.

Due per uno. Lo slogan è molto conosciuto. Pagando la stessa cifra si acquista una quantità doppia di un prodotto. L'ultima applicazione di questa formula ha coinvolto anche i telefonini e i videofonini: rottamando il vecchio cellulare si ha la possibilità di acquistare due nuovi apparecchi. Quasi inutile sottolineare che non sempre i due prodotti, per qualità, equivalgono al prodotto singolo e più costoso. Ma se lo scopo del telefonino è semplicemente quello di inviarsi Sms (quanti ragazzi lo fanno e quanti genitori devono tener presenti le richieste dei figli?) a volte si può sacrificare un po' di funzionalità. Un telefonino al padre e uno al figlio. Forse ogni tanto andrà via la voce, magari nel vivo della conversazione, ma almeno si comunicherà in due.

Fidelity Card. Sono uno strumento di fidelizzazione del cliente. Danno diritto a godere degli sconti che periodicamente vengono praticati su certi prodotti e offrono al cliente la possibilità di accumulare punti e ottenere premi per la fedeltà dimostrata al negozio o al marchio. Grazie alla loro finalità ("legare" il cliente) non presentano particolari rischi o trucchi nascosti, a meno che, naturalmente, le carte non siano a pagamento, come purtroppo talvolta avviene. Alcune aziende multinazionali hanno lanciato carte di credito al consumo che permettono di accedere ad un fido di 1.000 euro senza particolari incombenze burocratiche.

Revolving. È una modalità di acquisto offerta da alcune carte di credito, che permettono di pagare a rate per l'acquisto effettuato.

Tasso zero. Anche se le case automobilistiche riservano spesso questo tipo di finanziamento solo a particolari modelli, il consumatore che sa accontentarsi avrà due innegabili vantaggi: risparmierà danaro e avrà dinanzi a sé un'offerta semplice e trasparente, senza essere costretto a particolari calcoli per valutare gli interessi globali e il costo effettivo della vettura. Secondo il centro studi Promoter, nel 2002 il 17 per cento delle automobili è stato venduto con finanziamenti a tasso zero (il 24 per cento nel 2001).

Chilometri zero. È una forma di incentivo adottata da quasi tutte le case automobilistiche, ma solo periodicamente e solo su alcuni modelli. Il produttore vende la vettura al concessionario che poi la rivende al pubblico come se fosse usata, con sconti che vanno dal 25 al 35 per cento.

Microleasing o personal leasing. Questa particolare modalità di pagamento, almeno a livello di clienti privati (cioè senza partita Iva), fino ad ora è stata applicata soprattutto alle automobili (i contratti riguardano il 7 per cento delle vetture, dalle piccole Smart fino alle Ferrari). Con il leasing, però, possono essere acquistati anche scooter, barche, computer, televisori, impianti hi-fi e persino (rivolgendosi a particolari società) terreni e vigneti.

Alcune aziende specializzate in leasing (quasi sempre legate ad istituti di credito molto noti) offrono i loro preventivi via Internet. Un esempio per rendere l'idea: l'acquisto di un'auto da 25.000 euro Iva esclusa può essere dilazionato in 35 rate da 665 euro e un'ultima rata (pari al 20 per cento del valore della vettura) che può anch'essa essere dilazionata. Le spese di istruttoria ammontano a 103,39 euro. Il costo finale sarà di 28.379,29 euro, con un aggravio, rispetto ad un acquisto in contanti, di 3.378,29 euro e con l'evidente vantaggio di dilazionare la spesa conservandosi la possibilità, una volta ultimato il pagamento delle rate, di restituire la vettura senza versare l'ultima tranche.

«In questo modo», spiega un esperto del settore, Marketing manager di una nota società di Leasing, «si può scegliere un veicolo di classe superiore rispetto a quella consentita dalle forme di finanziamento tradizionale e si può strutturare un piano di rimborso su misura. Il cliente si trova a poter cambiare l'auto più spesso e con rate più basse». Naturalmente, se si sceglie una simile forma di pagamento, sarà indispensabile valutare bene l'affidabilità della società di leasing e conteggiare con accuratezza i tassi, le spese di istruttoria e gli eventuali anticipi da versare. Sarà utile anche confrontare l'opzione personal leasing con l'acquisto in contanti a fronte di sconto e con eventuali promozioni.

Noleggio. È l'ultima invenzione di alcune case produttrici. Nel settore dei videofonini, per esempio, chi non è in grado di pagare l'intera somma (780 euro nel caso del modello in esame) può prendere l'apparecchio in affitto a 140 euro mensili con formula all inclusive, cioè con 20 ore di chiamata voce, 10 ore di chiamata video, 400 sms, 100 mms e 200 e-mails incluse nella somma di noleggio.

Factory outlet. È l'ultima tappa del nostro breve viaggio fra gli acquisti e le promozioni. Originariamente gli outlet erano negozi che vendevano capi di abbigliamento e prodotti delle collezioni della stagione precedente a prezzi ridotti. Ora alcune aziende producono direttamente per il canale outlet: i prezzi sono più convenienti perché non aggravati dai costi dei negozi chic dei centri storici.

Fine del viaggio alla scoperta del risparmio. Non prima, però, di un'ultima avvertenza, che non è nostra ma di un mago delle vendite: «Per la prima volta in Italia stiamo assistendo ad un uso massiccio di credito al consumo come motivazione di vendita. Stiamo riuscendo a far indebitare gli italiani anche per comprarsi lavatrici e videocamere, mentre prima si indebitavano solo per acquisti più rilevanti. I tassi zero a pioggia, però, rischiano di inaridire il pascolo di domani, se non riparte davvero l'economia». Un esempio classico di incentivo di oggi che può trasformarsi in un futuro disincentivo.

A conferma del fatto che acquistare è sempre bello. Indebitarsi un po' meno...

Arturo Saitta