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I
sintomi sono chiari: ansia, irritabilità, senso di insicurezza che
deprime ulteriormente l'umore. Sono ricorrenti e ciclici: compaiono
verso il 20 del mese e durano una decina di giorni. Poi tre
settimane di pausa, e rieccoli, puntuali. Per questo gli esperti la
chiamano la "sindrome della terza decade" o "della quarta
settimana".
Inutile consultare enciclopedie e
manuali, chiamare il medico curante, correre dal farmacista,
comprare antibiotici e aspirine. La "malattia", verissima, non fa
parte della medicina ufficiale, non è provocata da strani virus e
batteri. Piuttosto, appartiene al campo dell'economia e soprattutto
della finanza e a scatenarla è sempre la stessa causa: lo
stipendio. Meglio: il denaro a disposizione che si esaurisce sempre
prima della fine del mese, a meno che non si sia ricchi di famiglia
o si facciano lavori particolarmente ben retribuiti.
Secondo le più recenti statistiche,
la sindrome colpisce, con differente gravità, il 65 per cento degli
italiani (minori di diciotto anni esclusi). Una percentuale
considerevole, che comincia a preoccupare non tanto le autorità
sanitarie quanto gli economisti.
Il timore è che (sull'onda del
caro-euro o comunque della ridotta propensione alla spesa) si possa
innescare un calo dei consumi con effetti a cascata sull'intera
economia e conseguenze facilmente immaginabili. Di qui, i ripetuti
appelli ad aver fiducia nel domani e a non contrarre le spese. E di
qui, anche, le nuove strategie aziendali tese ad invogliare i
consumatori e, in ultima analisi, a dare una mano ai bilanci.
Sconti, promozioni, "due per uno",
fidelity card, revolving, tasso zero, chilometri zero, microleasing
o personal leasing, noleggio, factory outlet: a seconda del
prodotto si moltiplicano offerte e strategie. Sempre identico lo
scopo: far emergere la convenienza dell'acquisto, venire incontro
alle esigenze delle vittime della terza decade, allettare e
spingere a comprare anche in un periodo di congiuntura negativa. A
volte si tratta sul serio di proposte convenienti. A volte, di
piccoli o grandi bidoni spacciati per regali. Ecco, dunque, la
necessità di una breve guida all'acquisto senza rischi e
possibilmente senza rimorsi.
Sconti. Strumento classico e
molto diffuso in tutti i settori. Serve sia per liberare gli
scaffali dei negozi, sia per lanciare una determinata categoria di
prodotti. Unico rischio, comprare qualche fondo di magazzino non
particolarmente alla moda.
Promozioni. Il rilancio dei
consumi passa per le promozioni. Molti prodotti vengono venduti ad
un prezzo che include altri servizi. Nel caso delle automobili, ad
esempio, vengono forniti tutti gli optional o la possibilità di
avere una copertura assicurativa. Attenzione, però: alcune case
automobilistiche hanno preso la brutta abitudine di promuovere
modelli prossimi ad uscire di produzione. Il rischio è di
ritrovarsi in garage un'auto che perderà rapidamente valore sul
mercato dell'usato.
Due per uno. Lo slogan è
molto conosciuto. Pagando la stessa cifra si acquista una quantità
doppia di un prodotto. L'ultima applicazione di questa formula ha
coinvolto anche i telefonini e i videofonini: rottamando il vecchio
cellulare si ha la possibilità di acquistare due nuovi apparecchi.
Quasi inutile sottolineare che non sempre i due prodotti, per
qualità, equivalgono al prodotto singolo e più costoso. Ma se lo
scopo del telefonino è semplicemente quello di inviarsi Sms (quanti
ragazzi lo fanno e quanti genitori devono tener presenti le
richieste dei figli?) a volte si può sacrificare un po' di
funzionalità. Un telefonino al padre e uno al figlio. Forse ogni
tanto andrà via la voce, magari nel vivo della conversazione, ma
almeno si comunicherà in due.
Fidelity Card. Sono uno
strumento di fidelizzazione del cliente. Danno diritto a godere
degli sconti che periodicamente vengono praticati su certi prodotti
e offrono al cliente la possibilità di accumulare punti e ottenere
premi per la fedeltà dimostrata al negozio o al marchio. Grazie
alla loro finalità ("legare" il cliente) non presentano particolari
rischi o trucchi nascosti, a meno che, naturalmente, le carte non
siano a pagamento, come purtroppo talvolta avviene. Alcune aziende
multinazionali hanno lanciato carte di credito al consumo che
permettono di accedere ad un fido di 1.000 euro senza particolari
incombenze burocratiche.
Revolving. È una modalità di
acquisto offerta da alcune carte di credito, che permettono di
pagare a rate per l'acquisto effettuato.
Tasso zero. Anche se le case
automobilistiche riservano spesso questo tipo di finanziamento solo
a particolari modelli, il consumatore che sa accontentarsi avrà due
innegabili vantaggi: risparmierà danaro e avrà dinanzi a sé
un'offerta semplice e trasparente, senza essere costretto a
particolari calcoli per valutare gli interessi globali e il costo
effettivo della vettura. Secondo il centro studi Promoter, nel 2002
il 17 per cento delle automobili è stato venduto con finanziamenti
a tasso zero (il 24 per cento nel 2001).
Chilometri zero. È una forma
di incentivo adottata da quasi tutte le case automobilistiche, ma
solo periodicamente e solo su alcuni modelli. Il produttore vende
la vettura al concessionario che poi la rivende al pubblico come se
fosse usata, con sconti che vanno dal 25 al 35 per cento.
Microleasing o personal
leasing. Questa particolare modalità di pagamento, almeno a
livello di clienti privati (cioè senza partita Iva), fino ad ora è
stata applicata soprattutto alle automobili (i contratti riguardano
il 7 per cento delle vetture, dalle piccole Smart fino alle
Ferrari). Con il leasing, però, possono essere acquistati anche
scooter, barche, computer, televisori, impianti hi-fi e persino
(rivolgendosi a particolari società) terreni e vigneti.
Alcune aziende specializzate in
leasing (quasi sempre legate ad istituti di credito molto noti)
offrono i loro preventivi via Internet. Un esempio per rendere
l'idea: l'acquisto di un'auto da 25.000 euro Iva esclusa può essere
dilazionato in 35 rate da 665 euro e un'ultima rata (pari al 20 per
cento del valore della vettura) che può anch'essa essere
dilazionata. Le spese di istruttoria ammontano a 103,39 euro. Il
costo finale sarà di 28.379,29 euro, con un aggravio, rispetto ad
un acquisto in contanti, di 3.378,29 euro e con l'evidente
vantaggio di dilazionare la spesa conservandosi la possibilità, una
volta ultimato il pagamento delle rate, di restituire la vettura
senza versare l'ultima tranche.
«In questo modo», spiega un esperto
del settore, Marketing manager di una nota società di Leasing, «si
può scegliere un veicolo di classe superiore rispetto a quella
consentita dalle forme di finanziamento tradizionale e si può
strutturare un piano di rimborso su misura. Il cliente si trova a
poter cambiare l'auto più spesso e con rate più basse».
Naturalmente, se si sceglie una simile forma di pagamento, sarà
indispensabile valutare bene l'affidabilità della società di
leasing e conteggiare con accuratezza i tassi, le spese di
istruttoria e gli eventuali anticipi da versare. Sarà utile anche
confrontare l'opzione personal leasing con l'acquisto in contanti a
fronte di sconto e con eventuali promozioni.
Noleggio. È l'ultima
invenzione di alcune case produttrici. Nel settore dei videofonini,
per esempio, chi non è in grado di pagare l'intera somma (780 euro
nel caso del modello in esame) può prendere l'apparecchio in
affitto a 140 euro mensili con formula all inclusive, cioè con 20
ore di chiamata voce, 10 ore di chiamata video, 400 sms, 100 mms e
200 e-mails incluse nella somma di noleggio.
Factory outlet. È l'ultima
tappa del nostro breve viaggio fra gli acquisti e le promozioni.
Originariamente gli outlet erano negozi che vendevano capi di
abbigliamento e prodotti delle collezioni della stagione precedente
a prezzi ridotti. Ora alcune aziende producono direttamente per il
canale outlet: i prezzi sono più convenienti perché non aggravati
dai costi dei negozi chic dei centri storici.
Fine del viaggio alla scoperta del
risparmio. Non prima, però, di un'ultima avvertenza, che non è
nostra ma di un mago delle vendite: «Per la prima volta in Italia
stiamo assistendo ad un uso massiccio di credito al consumo come
motivazione di vendita. Stiamo riuscendo a far indebitare gli
italiani anche per comprarsi lavatrici e videocamere, mentre prima
si indebitavano solo per acquisti più rilevanti. I tassi zero a
pioggia, però, rischiano di inaridire il pascolo di domani, se non
riparte davvero l'economia». Un esempio classico di incentivo di
oggi che può trasformarsi in un futuro disincentivo.
A conferma del fatto che acquistare
è sempre bello. Indebitarsi un po'
meno... |