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L'anno che verrà

Cosa lascerà il segno nei 366 giorni dell'anno che sta per arrivare? Proviamo a rispondere, senza la pretesa di esaurire l'argomento

L'apertura al pubblico del Taipei Financial Centre

Dicembre: è tempo di bilanci. E come sempre, alla fine dell'anno, quanto più ci si avvicina al fatidico scoccare dell'ultima mezzanotte, tanto più si affollano, sulle pagine dei giornali, nei programmi tv e ormai, oltre che per radio, anche nei siti Internet, sunti degli eventi di maggior importanza verificatisi nel mondo intero nei dodici mesi appena trascorsi. Succede puntualmente. Ad ogni volger di calendario. Il Carabiniere, però, questa volta cambia gioco: e prova ad elencare non cosa è avvenuto, né tantomeno, astrologicamente, cosa «certamente accadrà» da qui all'alba del 2005. Ma, piuttosto, ciò di cui parleremo, cosa ci farà appassionare, inquietare, divertire, piangere, in una parola emozionare, nei 366 giorni (eh sì, perché il 2004 è un anno bisestile!) che ci attendono. Siamo, insomma, a proporvi un "almanacco un po' bislacco", senza cronologia né alcun ordine d'importanza, di quel che, probabilmente, darà un sapore meno scontato ai nostri incontri al bar o al ristorante nell'anno a venire. Con nessuna pretesa di esaurire l'argomento.

A ben pensarci, del 2004 e di quel che in esso accadrà abbiamo già iniziato a parlare da tempo. A volte arrabbiandoci, a volte sorridendo, altre ancora scrollando le spalle. Tutti sappiamo, ad esempio, non solo che dal 1° gennaio il pluricampione di motociclismo Valentino Rossi passerà nella scuderia Yamaha, dopo aver detto "ciao ciao" alla Honda a quattro tempi con cui ha polverizzato ogni record possibile, ma anche dell'inesauribile aspettativa che l'altro supercampione, l'amato-odiato Michael Schumacher, sta già creando con la nuova Ferrari, con la quale nel 2004 potrebbe ottenere addirittura il 7° titolo mondiale. Così come sappiamo che il prossimo anno l'87a Corsa rosa (il Giro d'Italia in bici) si snocciolerà in venti tappe non solo sulle strade d'Italia e di San Marino ma, segno dei tempi, anche su quelle slovene e croate. E nondimeno sappiamo di come, già da mesi, gli economisti si accapigliano su quanto crescerà (o magari non crescerà) il Pil, ossia il prodotto interno lordo, del nostro Paese, quello dell'Europa, e quello del mondo: quindi sul "peso" dell'agognata ripresa economica a cui, ci piaccia o no, siamo legati a doppio filo.

Temi, questi, di cui continueremo a parlare. E a cui altri si affiancheranno. Una notizia, una data, un anniversario, e il gioco è fatto. Il 27 ottobre 2004, ad esempio, a New York verranno celebrati i 100 anni dalla inaugurazione della Irt, la metropolitana della città. Non fu la prima in assoluto, ma in quel suo primo giorno trasportò 150mila persone (poche città italiane, allora, erano altrettanto popolate), e fu la rivoluzione nei trasporti. A proposito dei quali va d'altra parte ricordato che fra non più di dieci mesi qualcuno avrà già visto circolare la Prius, berlina ibrida - elettrica e a benzina -, simile alle altre fuorché per un particolare: si parcheggia da sola, grazie al suo sterzo azionato elettricamente e ai sensori di cui è dotata. Prezzo previsto, tutto compreso: 20.000 euro. C'è da farci un pensierino.

Ma il 2004 è, innanzitutto, un anno "olimpico". All'antica ombra del Partenone ateniese dal 13 al 29 agosto andranno in scena, infatti, i Giochi della 28a Olimpiade, seguiti, dal 17 al 28 settembre, dalla 12a edizione delle Paraolimpiadi estive (le gare aperte ai disabili). Ventotto giorni per quella che si annuncia come la più tecnologica, ipermultimediale manifestazione mai allestita dall'uomo. Primo atto dell'avventura, a maggio. Quando l'ultima teodofora di Sydney, la staffettista australiana Cathy Freeman, emblematicamente riprenderà la fiaccola, iniziando la lunga corsa verso Atene.

Genova, con la francese Lille, capitale europea della cultura

Sfide, incontri, competizioni fra uomini e donne provenienti da ognuno dei cinque angoli del pianeta, da sempre rappresentati dai cinque cerchi, che i più seguiranno comodamente sprofondati in poltrona, davanti alla tv. Noi italiani compresi, sintonizzati sulle frequenze della Rai. La quale, proprio nel 2004, festeggerà i cinquant'anni dall'inizio delle sue trasmissioni regolari: era il 3 gennaio 1954, infatti, quando, dalla sede di Torino, venne augurato il primo buonasera in video. Sarà un'occasione ghiotta per dare la stura ai ricordi, e raccontare a chi non c'era l'attesa spasmodica di Carosello, lo stupore per la "sapienza" dei concorrenti di Lascia o raddoppia?, la vertiginosa audience di Studio Uno, l'indecifrabile fascino di Portobello...

Solo cinquant'anni, eppure tutta un'altra epoca: niente di paragonabile alla pluralità dell'offerta odierna. Quella pluralità che ci consentirà, sembra proprio a partire dal prossimo anno, di contare su una rete informativa d'emergenza che, collegando radio, tv, Internet e cellulari, potrà tempestivamente darci conto di improvvise situazioni di pericolo, così come di recente suggerito dall'authority nazionale per le comunicazioni. Sempre che, a guastarci la festa, non arrivi qualche nuovo black out, rischio che pure in tanti ritengono possibile.

Un rischio che ci riporta a parlare del tempo impazzito, delle stagioni che non esistono più, di estati torride all'inverosimile, di una instabilità climatica con piogge che si trasformano in alluvioni. Di come, in altre parole, l'acqua, il bene più prezioso per l'uomo, da "oro blu" si stia trasformando nel nemico più imprevedibile per l'intero globo terrestre. Non escluso lo Stivale, oggi ufficialmente a rischio idrogeologico nel 45 per cento del suo territorio: se ne discuterà, non a caso, al 32° Congresso internazionale di geologia, che, dopo 120 anni, dal 20 al 28 agosto torna ad essere ospitato nel Bel Paese, a Firenze.

Emergenze ambientali planetarie. E di cui, opportunamente, sempre nel 2004 - mentre con numerose iniziative verrà festeggiato il mezzo secolo dalla ancor oggi ricca di misteri conquista italiana della seconda vetta della Terra, il K2 - ci informeranno i diversi resoconti della spedizione scientifica che ripercorrerà le antiche orme con vari obiettivi: da quello direttamente legato all'alpinismo (trovare un metodo di scalata che riduca al minimo l'impatto ambientale), agli studi dei glaciologi, che spieranno i cambiamenti climatici della vita della Terra, alle ricerche legate al mondo medico-scientifico, per studiare le reazioni del fisico umano a quelle altezze, che ripropongono le condizioni di quanti vivono nelle nostre città affetti da malattie cardiorespiratorie.

Il pluricampione del mondo di motociclismo Valentino Rossi, che il prossimo 1° gennaio passerà alla Yamaha

E parlando di altezze vertiginose, come dimenticare che per la fine dell'anno venturo a Taipei (Taiwan) verrà aperto al pubblico il più alto grattacielo del mondo? 120mila metriquadri di facciate, 101 piani, 508 metri di altezza da terra. Come a dire che nelle giornate uggiose la cima dell'edificio sarà completamente coperta dalle nubi. Presente anche, in questa costruzione da record destinata a diventare il Taipei Financial Centre, la tecnologia italiana: quella che ha rivestito la torre con pannelli di vetro e alluminio in grado di resistere a venti che soffino a 300 km l'ora e a scosse di terremoto che raggiungano il 7° grado della Scala Richter, tollerando l'8°.

Le fazioni dei pro e dei contro a riguardo discuteranno all'infinito, magari opponendo a quella, per noi lontana, un'altra costruzione, o meglio ricostruzione, tutta europea, che, tra la primavera e l'estate, dovrebbe a sua volta essere completata e di nuovo ufficialmente inaugurata: il ponte di Mostar, patrimonio dell'umanità per l'Unesco, caduto nel 1993, nel corso della più recente delle crisi balcaniche. Anche se non tutti sono convinti che al ponte «dove secoli fa Oriente e Occidente si sono tesi la mano», verrà restituito «l'aspetto emozionante del XVI secolo».

Fermandoci in Europa, c'è poi un particolare evento che dal 1985 riguarda ogni anno una o più città: la designazione della Capitale della cultura. Nei prossimi dodici mesi il titolo spetterà alla francese Lille e a Genova, terza rappresentante italiana dopo Firenze (1986), e Bologna (2000). Non è semplice dire cosa competa ad una capitale europea della cultura. Per capirlo bisogna forse scorrere il lungo elenco delle città già chiamate a ricoprire il ruolo, a partire da Atene (1985). Un ruolo che comunque non è di preminenza, come ha sottolineato la scelta contemporanea, nel 2000, di ben altre otto capitali oltre a Bologna: da Avignone, a Cracovia a Santiago de Compostela, ma che forse vuole sottolineare il «valore del multiculturalismo», per dirla con gli organizzatori di Lussemburgo (1995). Certo è che Genova saprà amplificare le sue caratteristiche di città aperta alle più diverse esperienze, simbolicamente ben rappresentandole con quella nave di 60 metri che, completamente illuminata, a Capodanno attraccherà al Porto antico e sarà visibile non solo da diversi punti della città, ma da molti altri Paesi, grazie alle più moderne tecnologie.

E proprio le moderne tecnologie saranno, nei prossimi dodici mesi, al centro di infiniti altri stupori. Perché nel campo le novità non mancheranno. A partire dalla possibilità di pagare la spesa al supermercato con... il proprio dito! Vicino al pos (il dispositivo per il bancomat) ci sarà infatti uno schermo elettronico, collegato ad un computer, in grado di leggere le impronte digitali. Una tecnica al momento sperimentata solo nel Texas, ma ormai pronta a "far cassa" ovunque. E potremmo dire anche dei cellulari, che non solo nel 2004 registreranno l'avvio a regime del sistema Umts destinato, nel tempo, a sfrattare il Gps; non solo, se diventati inopportunamente muti, lontano da qualsiasi trasformatore o presa elettrica potranno contare, per la ricarica, su una manovella da pochissimo messa a punto nella nipponica Tokyo, ma che ci porteranno ad una quotidianità sempre più spinta con Internet. Del resto, la Rete è destinata a diventare parte integrante della nostra vita. Al punto che, sempre nel 2004, a Londra vi si potrà accedere entrando nelle rosse cabine telefoniche, vista la decisione di un operatore britannico di trasformare i telefoni pubblici in punti di accesso veloce al Web.

Per la prima volta, poi, avremo Miss Mondo Digitale. Non parliamo, intendiamoci, di una ragazza in carne ed ossa, ma di una modella virtuale, nata dal computer con strumenti di grafica tridimensionali, e che comunque «non dovrà aver mai partecipato a film, a spettacoli pornografici o aver rilasciato dichiarazioni sconvenienti», recita il severo regolamento del concorso. Verrà incoronata nella Virtuality Conference di Torino del 2004.

Il complesso olimpico di Atene (al centro) dove il 13 agosto si inaugurerannoi Giochi

E se si parla di futuro, impossibile non parlare dello spazio. Ci ritorneremo alla grande, nel nuovo anno. Riprenderanno, infatti, le missioni Shuttle, con il volo dell'Atlantis tra marzo e aprile, ma soprattutto ci troveremo legati sempre di più alla storia e alle immagini di Marte, su cui dovrebbero planare, a pochi giorni di distanza, tre diversi dispositivi: uno europeo e due statunitensi. Senza dimenticare la sonda giapponese, che affiancherà nelle evoluzioni attorno al Pianeta Rosso altre due sonde Nasa già in zona. Per non parlare delle sorprese che di certo ci regalerà la Repubblica Popolare Cinese, new entry negli spazi siderali.

Dai confini della realtà, alla nuova ondata di maghini e streghette, sulla scia del terzo film tratto dalla saga letteraria di Harry Potter, dove il personaggio creato dalla britannica J.K. Rowling stavolta sarà alle prese col Prigioniero di Azkaban. Ancor prima, però, lasceremo correre la nostra mente sui sentieri della fantasy, grazie a quel Signore degli Anelli di cui Il ritorno del re, sugli schermi da gennaio, è forse il conclusivo capitolo cinematografico. E per rimanere nel campo delle pellicole, anche in Europa, ci scommettiamo, si accenderanno forsennati dibattiti quando arriverà nelle sale, per la regia di Mel Gibson, La passione di Cristo, dove gli ultimi giorni terreni di Gesù di Nazareth, nell'intento di una ricostruzione più che fedele, vengono raccontati con testi in aramaico, latino e greco antico. Senza sottotitoli, naturalmente.

Cosa accadrà di più nel 2004? Mille e ancor mille eventi. Alcuni scontati, altri che invece richiameranno l'attenzione della stampa mondiale. Come certo sarà per le elezioni presidenziali degli Stati Uniti, che il 4 novembre sceglieranno l'inquilino della White House per i successivi quattro anni: Bush o non Bush? O come sarà per il 50° Anniversario della Federazione Europea Gioco Calcio (Uefa), che, oltre alla fase finale dei campionati continentali in Portogallo, curerà uno speciale concorso on line tra i tifosi di tutta Europa per scegliere il miglior giocatore degli ultimi cinquant'anni. O come, ancora, sarà per il matrimonio tra il principe ereditario Felipe di Spagna e Letizia Ortiz Rocasolano, nota giornalista della tv pubblica spagnola. Un evento che verrà paragonato, c'è da giurarci, alle fiabe dei tempi andati, e che ha fatto tirare un sospiro di sollievo a papà Juan Carlos: il principe infatti è arrivato a 36 anni prima di determinarsi a proseguire nella tradizione che dal 1388 vede i soli eredi maschi della corona di Spagna tramandarsi il diritto al trono.

E nel prossimo anno sulla stampa si tornerà sicuramente a discutere del consumo di sigarette. A primavera diverrà infatti definitivo il divieto di fumare in qualsiasi luogo, locale o mezzo pubblico italiano. Una decisione che è parte integrante di quella guerra spietata contro il tabagismo ingaggiata da tempo nel mondo, e che vedrà come altra data sensibile il 1° ottobre, quando gli Stati comunitari avranno la possibilità di imporre ai fabbricanti di sigarette l'aggiunta di immagini che definire forti è un eufemismo alle già obbligatorie frasi dissuasive che oggi campeggiano sui pacchetti. Un'iniziativa che non trova tutti d'accordo, ma già adottata in Canada e Brasile.

La data che però certamente resterà nei libri di testo dei nostri nipoti e pronipoti sarà il 1° maggio 2004. Quel giorno infatti, come sancito dalle firme ai Trattati di adesione nell'Agorà di Atene lo scorso aprile, entreranno a far parte dell'Unione europea, attualmente formata da 15 membri, dieci nuove nazioni (vedi box). Un giorno storico, per quella che è stata definita «una rivoluzione tranquilla», ma che appare destinata ad incidere nella vita di ciascuno di noi e a rinforzare le speranze di chi, accanto a un'unione politica e ad una monetaria, vede indispensabile un'unione sociale o, come è stato detto, «solidale».

Buon Anno a tutti, allora!

M. Conti e V. Forbes