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È dedicata al Vice Brigadiere Salvo
D'Acquisto la copertina di questo numero di novembre. Un atto
dovuto, per ribadire ancora una volta, in occasione del
sessantesimo anniversario dalla morte, l'eroico gesto del
carabiniere napoletano che sacrificò la sua giovane vita per
salvare quella di ventidue ostaggi innocenti.
Nel servizio a pagina 90 viene
raccontata la solenne cerimonia svoltasi a Torre di Palidoro, cui,
quest'anno, hanno partecipato le più alte cariche dello Stato,
civili e militari. Un momento particolarmente toccante è risultato
l'abbraccio tra un brigadiere dei Carabinieri e un maresciallo
dell'Esercito tedesco, a sottolineare l'importanza di una
convivenza pacifica tra i popoli e il superamento di un passato che
deve servire solo da monito per il futuro e non per inutili
recriminazioni.
Non di recriminazione, ma certo di
delusione si può parlare a proposito di quanto hanno provato
milioni di cattolici in tutto il mondo per il mancato Nobel a Papa
Woityla. Sembrava infatti quasi certo, alla vigilia delle
assegnazioni, che l'alto riconoscimento andasse a Giovanni Paolo II
per l'opera instancabile a favore della pace svolta nei venticinque
anni di pontificato (festeggiati proprio nello scorso mese di
ottobre). Un servizio a pagina 20 offre un resoconto di come si
sono svolte le cose e un breve ricordo degli altri Nobel, tra cui
Madre Teresa di Calcutta, che proprio il 19 ottobre è stata
beatificata.
Passando invece ad altri tipi di
luci, che certo splendono di meno, Il Carabiniere non poteva
ignorare un evento che ha scosso il Paese da nord a sud e che,
anche se sono trascorsi quasi due mesi (ricordiamo ai nostri
lettori che il giornale viene confezionato nel mese precedente a
quello di riferimento) meritava un'attenta riflessione. Parliamo
del blackout che ha spento l'Italia lo scorso 28 settembre: la più
sorprendente, inattesa, imprevista interruzione di corrente che mai
abbia interessato non solo la nostra nazione ma l'intero continente
europeo.
Infine, una chicca. Su questo
numero, all'interno dell'articolo Che fortuna essere italiani!,
dove viene proposto un sondaggio sui rapporti tra giovani e
istituzioni, c'è una spassosissima intervista a Roberto Benigni -
risultato essere il personaggio che meglio rappresenta l'italianità
- dove il comico toscano racconta, nel suo modo tutto particolare,
il suo amore per i Carabinieri. Da non
perdere. |