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Ci
troviamo nell'arcipelago delle Bahamas. Oltre 700 isole del gruppo
delle Antille che si estendono lungo il Tropico del Cancro, dal
Nord di Cuba e Haiti al Sud Est della Florida, di cui le principali
sono: New Providence (Nassau, Paradise Island), Grand Bahama,
Abaco, Andros, Bimini, Cat Island, Eleuthera e Harbour Island,
Exuma e San Salvador.

Il nostro viaggio comincia
nell'isola di Grand Bahama dove - in una splendida laguna - si
trova un centro di fama mondiale: l'Unexso, rinomato soprattutto
per la possibilità che offre agli appassionati di subacquea di
immergersi con squali e delfini tra le barriere coralline del Grand
Bahama Bank, a sole due miglia dalla costa. Un'eccezionale
esperienza, al costo di 130 dollari a persona, per la quale è
obbligatorio partecipare ad un breafing, alla fine del quale ogni
partecipante dovrà firmare un documento che deresponsabilizza il
centro stesso in caso si verifichino incidenti: dai più piccoli e
banali, fino a quelli gravissimi, tali da poter provocare
addirittura la morte.
Con veloci motoscafi, dopo circa 40
minuti si raggiunge una secca: i primi squali vengono avvistati ad
una profondità di 25 metri. Si tratta di un branco formato da una
quindicina di esemplari. Mentre i subacquei raggiungono il fondo
(soltanto le espertissime guide sono provviste delle speciali tute
di anelli di acciaio antisqualo), questi temibili predatori marini
- lunghi da un metro e mezzo fino ai due metri - cominciano il loro
carosello intorno agli improvvisi "ospiti" sperando nei pezzi di
pesce che, per attirarli, l'équipe ha portato con sé, e di cui
immediatamente fiutano la presenza. Pesci feriti, moribondi o
deboli costituiscono il loro pasto preferito. Difficilmente squali
di queste dimensioni attaccherebbero un uomo. Averne paura, dunque,
sarebbe un errore. Anche perché molti studiosi affermano che
percepiscono perfettamente lo stato d'animo di chi sta loro di
fronte.
Il Centro Unexso propone anche
un'altra grande immersione, sul genere di quella appena descritta,
ma molto più impegnativa. Spostandosi alla vicina Long Island,
infatti, è possibile vivere una delle più grandi avventure
subacquee per cui è famoso questo luogo. Stiamo parlando di Shark
Reef: qui gli squali grigi da barriera - considerati fra le specie
a più alto indice di pericolosità - vengono incontro all'uomo in un
continuo e vertiginoso "zig zag" di 15-20 elementi! La rivista
americana Skindiver l'ha classificata - per livello di rischio,
qualità, emozioni - come la seconda immersione al mondo. Vediamo
perché.
Mentre i sub stanno ancora scendendo
viene lanciato in acqua - dall'imbarcazione ferma 15 metri sopra di
loro - un grande secchio bianco pieno di invitante cibo per gli
squali, che provocherà un vero e proprio fenomeno di... frenesia
alimentare. Già di per sé il momento può rappresentare un elevato
pericolo per i subacquei. A volte poi può accadere che, nella foga
di mangiare, gli animali inizino a mordersi fra di loro. Con la
conseguente fuoriuscita di sangue, tutti si precipitano a finire il
malcapitato. E a questo punto l'incolumità dei sub diviene molto
precaria.

Da queste parti, però, è anche
possibile vivere emozioni particolari, davvero uniche, senza per
questo mettere a rischio la propria sicurezza. Un gruppo di delfini
che vive nella laguna dell'Unexso di Grand Bahama, esce "in
passeggiata" in pieno oceano, seguendo le imbarcazioni con a bordo
i suoi amici per eccellenza: gli uomini. Con i loro salti festosi -
fin troppo vicini alle eliche delle imbarcazioni - gli animali
fanno a volte temere per la loro vita, ma in realtà non ci sono
problemi: sono troppo bravi e preparati!
Nel momento in cui le imbarcazioni
vengono fermate al largo, inizia la grande emozione: si gioca con i
delfini in acque libere. Non dobbiamo meravigliarci per la
bizzarria di un mammifero, ovvero di un animale a sangue caldo che
partorisce e allatta i suoi piccoli, e che è capace di complesse
relazioni sociali con i suoi simili, che vive nel mondo dei pesci
e, che dei pesci ha, se pure grossolanamente, le sembianze.
Che il delfino non sia un pesce lo
sappiamo già da duemila anni, da quando cioè ne parlò Aristotele. E
poi, poco più di cento anni orsono, Darwin ci ha fornito la
spiegazione del meccanismo in base al quale l'ambiente riesce a
plasmare organismi diversi in maniera che questi finiscono per
assomigliare l'uno all'altro malgrado la loro distanza
filogenetica. Resta il fatto che il delfino porta con sé quel
contrasto tra essenza e aspetto che lo rende così affascinante,
tanto più quando ci rendiamo conto della sua complessità e
sofisticatezza, anche come mammifero.
Nell'isola di San Salvador - che
come ricorderete, fu il primo contatto con la terra ferma dove,
all'alba del 17 ottobre dell'anno 1492, Cristoforo Colombo attraccò
con le sue caravelle - ci troviamo, con un certo orgoglio e
sorpresa, di fronte ad un monumento dedicato alla grande impresa
dell'esploratore, voluto ed eretto dalle autorità locali con una
significativa lapide.
Ma c'è un'importante nota storica legata a quella piccola baia dove
è stato eretto il simbolo dell'approdo di Colombo: il drammatico
problema in cui si stava trovando il grande navigatore nel momento
in cui aveva già terminato tutte le scorte di acqua dolce. Se,
dunque, proprio in quel preciso punto, l'acqua dolce non fosse
stata trovata, le tre caravelle non avrebbero mai più fatto
ritorno.
Uno dei più particolari musei del
mondo, invece, si trova nell'isola di Exuma. È racchiuso in una
semplice villetta e gestito da un'anziana signora e da suo marito,
entrambi nativi in quel piccolo lembo di terra. La simpatica
signora, il cui nome è Gloria Patience, ha un curioso soprannome:
Shark Lady (la Signora Squalo). Da quasi cinquant'anni colleziona
oggetti ricavati dagli squali; nel suo particolarissimo museo se ne
trova un variegato assortimento, tutti realizzati a mano, con l'uso
esclusivo della struttura ossea - denti compresi - degli squali. Ci
sono monili, collane realizzate con vertebre, soprammobili,
posacenere, ed è davvero difficile elencarne il sorprendente
assortimento. La maggior parte di questi oggetti possono anche
essere acquistati ad un prezzo accessibilissimo.

Proseguendo nell'esplorazione di
queste splendide acque bahamensi che racchiudono piccoli e grandi
tesori, qui a Long Island, ad una profondità di circa 38 metri,
adagiato su un fondale per lo più sabbioso, c'è poi un particolare
relitto. Era un traghetto che trasportava merci varie fra le isole.
Un cargo di una ventina di anni fa, affondato in seguito ad un
improvviso uragano mentre faceva rotta verso l'Isola di San
Salvador. Purtroppo qui, nel Tropico del Cancro, in determinati
periodi dell'anno la furia di improvvisi eventi atmosferici si
abbatte implacabile sia in terra che in mare, mietendo non poche
vittime. Anche in questo naufragio, nessuno dei numerosi membri
dell'equipaggio fu mai ritrovato.
Ridotto ormai come una vecchia carcassa metallica, il relitto - che
qui chiamano il "Cargo della Toyota", certamente per il pulmino che
è possibile osservare, il quale, chissà per quale strano destino, è
il solo elemento fra tutto il carico andato disperso ad essere
rimasto al suo posto - come tutti i relitti appartiene solo ed
esclusivamente al mare, ed ai suoi abitanti.
A coloro che, con le necessarie
attrezzature subacquee, ma principalmente dotati di una discreta
esperienza (ancor meglio se accompagnati da pratiche guide locali),
decidono di visitarlo, infonde una languida sensazione di un
qualcosa che... è stato... ed ora... non è più! Si vive, quanto
mai, il sentimento del "c'era una volta". Fra l'altro, colpisce la
presenza di un considerevole numero di pesci grugnitori che, forse
per le peculiari abitudini e caratteristiche di questa specifica
fauna marina, ne hanno fatto la loro abituale dimora.
Con il tempo il vecchio cargo va
ricoprendosi sempre più delle naturali incrostazioni e forme di
vita marittime. Così, seppure con il senso di rispetto che gli è
dovuto, può generare la fantastica impressione che stia proprio
lentamente indossando un nuovo e stupendo abito, confezionatogli
amorevolmente... dal mare.
Fra le innumerevoli meraviglie di
questi fondali oceanici, sarebbe poi una emozione da non
sottovalutare quella di effettuare un "tuffo" nei Blue Hole (Buchi
Blu), scoperti da Cousteau fra il 1975 ed il 1977. Per la loro
estrema limpidezza, essi danno l'impressione di trovarsi in una
piscina. E invece siamo nelle acque atlantiche, al largo di una
delle isolette di Exuma, e più precisamente nel parco marino Exuma
National Land Unship Park delle isole Bahamas. In questa grande
riserva sottomarina, chi ama immergersi, sia in apnea, o ancor
meglio con le bombole, può scoprire scogliere di corallo e di
calcare, sorgenti di acqua dolce sul fondo dell'oceano, giardini di
corallo soft, gorgonie, e una variegata quantità di pesci
tropicali.
Uno dei fattori ambientalistici che induce ad ovvie ma piacevoli
riflessioni è dato dall'osservare e notare come un parco marino,
tenuto sotto controllo ventiquattr'ore su ventiquattro, a turno, da
équipe specializzate, riesca ad essere tale. La quasi totalità
degli abitanti di un parco marino ben rispettato dagli "umani
visitatori" fa sì, infatti, che i pesci non siano affatto
preoccupati né dei sub e tanto meno delle loro attrezzature per
"catturare" soltanto immagini, quali telecamere, macchine
fotografiche e relativi fari; anzi sembrano quasi prestarsi ad una
immaginaria disponibilità a collaborare nel "mettersi in posa".
Con delle espertissime guide
subacquee del luogo è possibile vivere una delle immersioni più
affascinanti che ci siano qui ad Exuma in questi Blue Hole. Si
tratta di una imboccatura costituita da due ingressi, o cunicoli,
che iniziano a pochi metri dalla superficie e scendono gradatamente
fino da un percorso lungo quasi mezzo chilometro, arrivando ad una
profondità di circa 200 metri.
In alcuni tratti dei 100 metri di
cunicolo, fino ad una profondità di circa 40 metri, si incontrano
degli antri bui dove, per effetto degli illuminatori subacquei, si
creano sulle pareti circostanti suggestivi effetti di ombre dal
movimento lento ed ondeggiante. Poi, d'improvviso, a tratti
riappaiono stupendi squarci di blu, e la luce proveniente dalla
superficie.
I due cunicoli hanno entrambi maree
di entrata e di uscita, fenomeno, questo, collegato a degli orari
giornalieri ben precisi e, ovviamente, alle variazioni stagionali.
In questo periodo dell'anno il momento di corrente meno forte è
intorno alle 13, orario da rispettare categoricamente per una
"sana" immersione. È indispensabile, infatti, immergersi contro
corrente, e per non più di 40 minuti, altrimenti, in questo seppur
breve spazio di tempo, la corrente potrebbe invertire la sua
direzione ed i sub sarebbero, così, "risucchiati" nel cunicolo con
conseguenze drammaticamente irreparabili.
La fauna ovviamente è costituita per
la maggior parte da aragoste, granchi e tutte quelle specie che
comunque non hanno difficoltà a convivere con le zone marine poco
luminose. In definitiva, uno scenario subacqueo disegnato, come al
solito, dalla grande maestria della natura: un'immersione tutta da
provare!
In questo nostro reportage ci siamo
occupati principalmente, come già anticipato all'inizio, della
parte sottomarina di questi luoghi epicamente noti per la bellezza
delle loro spiagge e per le numerose incantevoli località di terra.
Ma per il visitatore che non potesse addentrarsi ed avventurarsi
nelle escursioni più approfondite in mare, restano comunque
moltissime altre attrattive da non perdere.
Fra queste riteniamo giusto citare il locale Carnevale, che, senza
ombra di dubbio, per le sue musiche e le sue danze, per i costumi
ed i fantasmagorici colori, offre una nota di folklore e di
atmosfere altrettanto indimenticabili. |