Didascalie immagini pagina di sinistra
Cosenza, una pattuglia di Carabinieri a cavallo lungo il fiume
Busento durante un servizio di sorveglianza di quell'aspra
contrada. A destra, nella pagina a fianco, due militari dell'Arma
della specialità "Cacciatori" durante un rastrellamento
sull'Aspromonte, in Calabria. Sotto, Potenza, capoluogo della
Basilicata, in una stampa dell'800, con l'immancabile figura di un
Carabiniere a cavallo, quasi facesse parte del paesaggio.
Catanzaro in un'immagine degli inizi del secolo scorso. Davanti
ad un elegante caffè, punto di riferimento della vita cittadina, è
in servizio un Carabiniere ciclista. A distanza di oltre un secolo,
il centro storico di Catanzaro è ancora regolato dagli stessi
ritmi, con il caffè immutato e con la presenza rassicurante dei
Carabinieri.
Didascalia immagine pagina di destra
Cosenza, Punta Le Castella, sul litorale ionico della Calabria, con
la possente costruzione di epoca aragonese.
In primo piano, una pattuglia di Carabinieri a cavallo in servizio
perlustrativo lungo la costa.
Testo pagina di destra
Dopo la presa di Reggio da parte di Garibaldi, avvenuta il 21
agosto 1860, la Calabria Ultra e la Calabria Citra furono per il
Generale, come si è detto, una "passeggiata militare". Le
popolazioni, dall'Aspromonte al fiume Sele, rimasero indifferenti,
scetticche circa i benefici che sarebbero loro derivati
dall'unificazione. Anzi, la sollecita applicazione del regime
fiscale piemontese accentuò il diffuso malcontento e incoraggiò il
fenomeno del "brigantaggio". Lo stesso Garibaldi, quando
nell'estate del 1862 sbarcò nuovamente sull'estrema punta della
regione per tentare la marcia su Roma, fu raggiunto sull'Aspromonte
da alcune delegazioni di Reggio che lo invitarono a desistere
dall'impresa, a conferma del disinteresse per le questioni
nazionali. In Basilicata, i difficili problemi di sopravvivenza,
acuiti dalle epidemie di colera e dai terremoti, fecero passare in
secondo piano le questioni politiche. Nondimeno, il 19 agosto 1860,
Potenza era insorta proclamando un governo prodittatoriale, a
differenza di Matera ove insorsero invece i filoborbonici. La
regione, comunque, non si sottrasse al fenomeno del "brigantaggio",
che vi si manifestò con episodi di estrema efferatezza. Proprio in
Basilicata, i Carabinieri subirono le più dolorose perdite nel
contrastarlo, come ad Acerenza, ove cinque militari perirono in un
agguato teso da Ninco Nanco, che qualche giorno dopo venne
sgominato con tutta la sua banda. Sul piano ordinativo, l'Arma
adottò per la Calabria e la Basilicata un differente orientamento.
Con la riforma del 1861, la Calabria ebbe una propria Legione,
l'11a, con sede a Catanzaro e con Divisioni nella stessa città e in
Cosenza, mentre la Basilicata, con la sua Divisione di Potenza,
fece parte della Legione di Salerno; successivamente, nel 1877, la
Legione di Bari assorbì, oltre che parte dell'Abruzzo, i territori
della Basilicata e della Calabria, assumendo proporzioni tali da
farne la più vasta d'Italia. Attualmente, le due Regioni sono rette
ciascuna da un Comando di Regione (Potenza e Catanzaro) con Comandi
Provinciali a Potenza e a Matera la prima, a Catanzaro, Cosenza,
Crotone, Reggio Calabria e Vibo Valentia la seconda, da cui
dipendono 11 Compagnie e 104 Stazioni in Basilicata e 2 Gruppi, 30
Compagnie, 2 Tenenze e 287 Stazioni in Calabria. Completano la
presenza dell'Arma in quest'ultima regione la Scuola Allievi
Carabinieri di Reggio Calabria, i Reparti Speciali, tra cui il
Gruppo Operativo Calabria e un Nucleo
Elicotteri. |