Didascalie immagini pagina di destra
Roma, Foro Romano, una pattuglia di Carabinieri a cavallo in
servizio di vigilanza, a raffronto con identico servizio svolto nel
secolo XIX (a sinistra).
Al centro della pagina, la Banda dell'Arma in concerto nel
Quartiere medievale San Pellegrino di Viterbo, raffigurato a
sinistra in una stampa antica, con una pattuglia di Carabinieri in
servizio di perlustrazione. In basso, militari subacquei dell'Arma
in azione nell'Arcipelago Pontino e, nell'incisione a sinistra, la
Batteria Leopoldo nell'isola di Ponza, con un Carabiniere del
reparto sbarcato nell'isola per presidiarla dopo che era stata
abbandonata dalla guarnigione borbonica nel 1861.
Testo pagina di sinistra
Il sempre incombente pericolo d'intervento della Francia e
dell'Austria nella soluzione della "Questione romana", sorta a
causa della coesistenza sul territorio italiano dello Stato
Pontificio e del Regno d'Italia, proclamato il 17 marzo 1861, aveva
indotto Vittorio Emanuele II ad adottare una politica di estrema
prudenza, soprattutto verso i moti patriottici e nei confronti
dello stesso Garibaldi, per evitare che la "Questione" giungesse a
soluzione non per via diplomatica. La sconfitta di Napoleone III a
Sedan (1 settembre 1870) fece rompere gli indugi al Governo
italiano e a dare il via libera al "Corpo d'Esercito d'Osservazione
nell'Italia Centrale" di marciare su Roma. Di tale "Corpo", faceva
parte un forte contingente di Carabinieri Reali, con compiti molto
complessi e articolati, nella prospettiva di assicurare in Roma e
nel territorio laziale un pronto ed efficace servizio di polizia.
Tra gli Ufficiali dello Stato Maggiore del Corpo d'Esercito
figurava il Maggiore dei Carabinieri Michele Appiotti, mentre ad
ogni Divisione erano assegnate delle Sezioni al comando di
Luogotenenti dell'Arma.
Il 20 settembre 1870 i Carabinieri varcarono le mura aureliane tra
i primi, insediandosi, a conclusione dell'azione militare, nella
caserma pontificia di Piazza del Popolo, mai più abbandonata.
Il 25 di quel mese nella città risultava già operante un "Comando
Carabinieri Reali della città di Roma". La costituzione di una
Divisione dei Carabinieri del Lazio risale al 18 dicembre 1870, con
dipendenza dalla Legione 6a di Firenze. La Legione di Roma,
istituita il 30 settembre 1873, iniziò la sua vita effettiva il 1o
gennaio successivo, mentre soltanto il 22 maggio 1927 l'intero
territorio laziale venne assegnato alla nuova Legione "Lazio".
Roma è sede del Comando Generale dell'Arma (allora "Comitato") dal
maggio 1874. Della complessa rete di Comandi operanti nella città
di Roma, si evidenziano il Comando delle Scuole dell'Arma (da cui
dipendono la Scuola Ufficiali, la Legione Allievi Carabinieri e il
1o Reggimento Allievi Marescialli di Velletri) e il Comando Unità
Mobili e Specializzate "Palidoro", con i discendenti Comandi, da
cui si diramano sul territorio nazionale i numerosi Reparti
Speciali per la tutela dei vari interessi collettivi. Formano il
quadro della presenza territoriale dell'Arma nel Lazio il Comando
Interregionale "Podgora",un Comando di Regione, i Comandi
Provinciali di Frosinone, Latina, Rieti, Roma e Viterbo, 3 Gruppi,
43 Compagnie, 2 Tenenze e 357 Stazioni. Sono inoltre presenti sul
territorio il Raggruppamento Aeromobili, il Reggimento Corazzieri,
il 4° Reggimento a cavallo e il Battaglione Mobile "Lazio".
Il Museo Storico, l'Associazione Nazionale Carabinieri e l'Opera
Nazionale Assistenza Orfani Militari Arma Carabinieri affiancano la
struttura operativa sul piano culturale ed
assistenziale. |