Testo pagina di sinistra
Lo «Sky», come mezzo d'intervento in zone innevate, venne
introdotto nell'Arma agli inizi degli anni '20 del secolo scorso,
avviando la formazione di una specialità che diede successivamente
vita ai «Carabinieri della Montagna», nel duplice ruolo di sciatori
e rocciatori. Le "Gare interne" furono la naturale evoluzione della
specializzazione, che ebbe tra i suoi cultori lo stesso Comandante
Generale Riccardo Moizo (1935-1940), ritratto (sopra) sulle nevi
dell'Alto Adige. In alto, a sinistra, la squadra vincitrice dì una
gara interlegionale nel 1936. A fianco, un Carabiniere impegnato in
una prova di slalom nei passati anni '70, quando si gareggiava
ancora con la tradizionale bandoliera.
Testo pagina di destra
Le imprese sportive dell'Arma sono parte della mia vita. Ne hanno
segnato momenti esaltanti, risvegliando in me, negli amici, in
migliaia e migliaia di lettori quell'orgoglio di appartenenza al
Paese spesso destinato a sfumare nell'indifferenza. Atleti
Carabinieri, ovvero un sollecito ad accettare anche quel pizzico di
retorica deamicisiana che appartiene di diritto allo Sport. C'è
voluto l'impegno forte e sereno di un Presidente della Repubblica,
Carlo Azeglio Ciampi, per restituire agli italiani - e ai
protagonisti dello Sport in particolare - il loro Inno. Prima di
lui, Sandro Pertini aveva rilanciato il tricolore nei caldi giorni
dell'Ottantadue calcistico. "Eppure, anche in mancanza di quei
segni, i successi sportivi dei Carabinieri li hanno esemplarmente
sostituiti. Io sono fortunato, posso partire da lontano,
dall'Olimpiade romana del Sessanta, e ritrovare il Colonnello
Raimondo D'Inzeo, sei volte olimpico, il più popolare cavaliere di
tutti i tempi, e dire "l'ho conosciuto", "gli ho stretto la mano".
Egli schermidori Maffei, Montano, Numa, il nuotatore Rosolino, gli
sciatori Plank e Tomba, si l'Albertone che riacquistava compostezza
ogni qualvolta indossava la divisa. Sarà pure esercizio retorico,
ma mentre tutto lo Sport si impegna a recuperare i valori perduti
(quando storicamente prevalgono i valori finanziari, gli scandali
ed il malcostume) sappiamo che dove scendono in gara gli atleti
Carabinieri, li i valori si avvertono ancora perché si riferiscono
ad i appartenenti ad un'Istituzione sempre più impegnata a
proteggere e rassicurare ogni giorno milioni di italiani. Che nel
suo medagliere, poi, ci siano 2600 ori, 2542 argenti e 2303 bronzi,
è ancor più rassicurante: alla cultura della correttezza e del
sacrificio non fanno certo male lo slancio agonistico e il
desiderio di portare ogni tanto l'Umiltà sul gradino più alto del
podio.
ITALO CUCCI
Giornalista |