Testo pagina di sinistra
La testata riprodotta in alto è tratta dalla rivista «Fiamme
d'Argento», che negli anni '20 del secolo scorso dedicava ampio
spazio alle attività agonistiche dette «Sezioni ginniche» dei vari
Comandi dell'Arma. Erano gli anni in cui esordivano i Campionati
sportivi militati, che ottennero la sollecita partecipazione di
qualificate rappresentanze dei Carabinieri. L'immagine di questa
pagina appartiene a quel periodo: il Capitano Ernesto Sequi mostra
la coppa vinta dalla squadra dell'Arma al Concorso Ippico di Milano
del 1925. Gli è accanto il Tenente Ottavio Giorgi, che faceva parte
detta stessa équipe. Entrambi hanno un'espressione di contenuto
compiacimento, quasi avessero appena concluso un'operazione di
servizio.
Testo pagina di destra
Un omaggio allo Sport. Un omaggio alle donne, agli uomini e, fra
loro, ai tanti Carabinieri, che con vigore e abnegazione hanno
realizzato imprese straordinarie, entrate a far parte della storia
dei popoli.
Questa è l'idea di fondo che ispira il Calendario Storico del 2008
e che trova un'intensa e suggestiva espressione sulla copertina,
ove la fiamma dell'Arma arde nel braciere olimpico, simbolo dei
valori più autentici che lo Sport, quello vero, custodisce
gelosa¬mente: lo spirito di leale competizione, l'educazione al
sacrificio, la solidarietà. Valori senza tempo che tutta l'Arma da
sempre coltiva e che hanno sostenuto i numerosi Carabinieri che
hanno dato lustro allo Sport nazionale nel mondo. A questi
Carabinieri sono dedicate le pagine del Calendario. In esse sono
idealmente presenti tutti quei militari dell'Arma, campioni e non,
che con l'esercizio quotidiano hanno temprato il fisico e la mente,
senza nulla chiedere, onorando l'Arma e l'Italia. Dai giovani
Carabinieri della sezione ginnica della Legione Allievi Carabinieri
di Roma, attiva già nel 1920, sino ai celebrati campioni dei nostri
tempi. Nelle pagine del Calendario scorriamo i loro volti, spesso
segnati dallo sforzo fisico, sia nelle foto dal sapore antico sia
nelle immagini a noi più vicine. Il lampo che illumina i loro occhi
è identico. E' quello di chi conquista la meta con tutte le sue
forze e solo con esse. Il tempo non ha cambiato nulla. E' la stessa
determinazione che ispira i Carabinieri che pattugliano le strade,
che affrontano pericolosi criminali o che rassicurano un anziano o
un bambino. Provengono dalla stessa scuola e sono innanzitutto
Carabinieri, fieri di appartenere ad un'Istituzione nella quale
l'impegno, il rigore e l'amore per la Patria sono le pietre
d'angolo di una educazione che, immutata, è impartita da quasi
duecento anni. Ecco perchè Sport e Carabinieri, con speculari
identità, si fondono in un binomio fecondo di risultati esaltanti.
La fonte è la medesima: disciplina fisica ed interiore, motivazioni
salde, ardimento, passione. "Nihil difficile volenti", scrivevano i
nostri avi. Ed è vero soprattutto nello Sport, dove è la volontà a
far grande l'atleta e a trasformarlo in campione. E' la stessa
volontà che anima l'azione quotidiana dei Carabinieri, in ogni
contrada d'Italia, cosi come fuori dai confini nazionali. Ovunque
affermano la legalità e tutelano l'ordinata e democratica
convivenza. Il Carabiniere vive l'impegno nello Sport e nel
servizio con la medesima dedizione e con la stessa voglia di
raggiungere il risultato: nell'un caso, premiato dalla
partecipazione alla gara e dal sano agonismo; nell'altro,
gratificato dal compito di servire la Patria e garantire la
sicurezza dei cittadini. L'una e l'altra finalità convergono nella
felice sintesi di Pierre de Coubertin, nello spirito della sua
illuminata interpretazione dei valori sportivi: "nell'esercizio
dello Sport sono posti in germe i principi che costituiscono la
base e il punto di partenza di ogni ordinamento democratico". Il
Carabiniere, atleta o silenzioso interprete del servizio
quotidiano, è da quasi due secoli modello di valori e di tenace
dedizione al bene comune. Lo Sport, a sua volta, educa l'uomo agli
stessi valori e lo sollecita ad un pari impegno. Sono percorsi
paralleli, ben definiti e sicuri, che, sono certo, continueranno ad
essere costante riferimento anche per il futuro.
GEN. C.A. GIANFRANCESCO SIAZZU
Comandante Generale dell'Arma del
Carabinieri |