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Testo pagina
di sinistra
Nello stesso
1961 uscì "Il carabiniere a cavallo" (regia di Carlo Lizzani) che
ha come protagonista un carabiniere,questa volta ciociaro: Nino
Manfredi. Spalla di lusso Peppino De Filippo, nei panni di un
brigadiere. Manfredi si sposa segretamente, senza aspettare che si
compia il termine previsto dal regolamento. Alcuni zingari gli
rubano il cavallo che poi sarà fortunosamente ritrovato. Tutto si
svolge nel giorno delle nozze, se non in tempo reale, in
sostanziale unità di tempo e il film presenta alcuni divertenti
duetti. Facciamo un bel salto di tempo. Nel 1984 un'altra vicenda
sentimentale è al centro del film "I due carabinieri": Carlo
Verdone ne è regista e interprete, insieme a Enrico Montesano. I
due si contendono l'amore di una ragazza (Paola Onofri) e alla fine
la spunterà Montesano. Tra i caratteri più riusciti merita di
essere ricordato il personaggio interpretato da Massimo Boldi, un
carabiniere apparentemente nevrotico, ma in realtà coraggioso e
leale. Stefano Reggiani, un critico cinematografico di valore, a
proposito de "I due carabinieri " (e forse di altri film
appartenenti allo stesso filone), ha osservato: « Qui Verdone e
Montesano sentono il peso dell'uniforme, si comportano educatamente
da reclute, come se dietro la macchina da presa ci fosse il
maresciallo… Può darsi che il pubblico preferirà gli intermezzi
potenzialmente comici, ma è certo che le ombre dei carabinieri
cinematografici e televisivi, dal maresciallo De Sica al
maresciallo Foà, guardano con benevola approvazione. L'Arma è
fedele nei secoli, ma anche nei film.» Chiudiamo la parentesi
sentimentale con la scena di un matrimonio, forse una delle più
belle della storia del cinema. Il film è "Amarcord" e il regista è
Federico Fellini: la scena è quella finale, quando Gradisca sposa
con un carabiniere. Federico Fellini e Tonino Guerra raccontano
così l'accennato episodio: « Due lunghe tavolate di gente all'ombra
di alcune querce che dominano una pianura verde fino al mare. E' il
pranzo di nozze della Gradisca. Ha il vestito lungo e bianco.
Accanto a lei, lo sposo, un piccolo carabiniere meridionale un po'
rigido e impalato. La tavola circondata di parenti e conoscenti è
piena di bicchieri e di fiaschi. E' il momento dei brindisi e un
uomo sui sessant'anni è il primo a parlare. « Alzo il bicchiere
agli sposi e con il fieno e con la paglia dico: siate felici a
Battipaglia ». Poi il cieco di Cantarèl comincia a suonare il tema
del film, composto da Nino Rota, gli sposi fanno le foto di rito,
Gradisca piange e ride di felicità, saluta tutti e con il suo
carabiniere corre nella campagna versola macchina che li condurrà
lontano. Ci sono semplicità e solennità, nella scena; c'è la
malinconia del passato che non ritorna. |