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Testo pagina
di sinistra
Sordi è un
piccolo truffatore, abbonato alla galera, e la Koscina è sua
complice. Il briccone compie un passo falso quando cerca di
raggirare un orefice travestendosi da carabiniere:l'epilogo lo
condurrà dietro le sbarre, come al solito. Sordi, nei panni del
lestofante finto carabiniere, è esilarante, perfettamente a suo
agio nell'interpretare la spicciola ribalderia.Direttamente dal
varietà (1960) arriva sul grande schermo "Il corazziere", regia di
Camillo Mastrocinque, protagonista Renato Rascel. La storia parte
da una trovata che vorrebbe essere spiritosa: un piccoletto che
aspira a diventare corazziere. Il film, dalla trama sgangherata, ha
brevi accensioni quando Rascel sfoga la sua comicità surreale.
Rascel non è stato solo un grande attore, è stato anche un
originale autore di canzoni, che cantava con buffa mimica; e
proprio "Il corazziere " iniziava così: «Mamma ti ricordi quando
ero piccoletto, che mi ci voleva la scaletta accanto al letto, come
son cresciuto mamma mia devi vedere… figurati che faccio il
corazziere». Dall'umorismo stralunato di Rascel, passiamo a Totò e
a Vittorio De Sica che nel 1961 interpretarono "I due marescialli":
la regia è di Sergio Corbucci e si tratta della solita commedia in
qualche modo dedicata all'Arma dei Carabinieri. In realtà l'unico
vero maresciallo è De Sica, mentre Totò è un ladro travestito da
prete. C'è un bombardamento (siamo in tempo di guerra) e i due
rimangono tramortiti. Al risveglio Totò indossa l' uniforme di De
Sica, cui lascia la tonaca da prete. Pessima idea. Scatta tutto un
gioco di equivoci che si concluderà con la condanna a morte di Totò
da parte delle SS. Tornata la pace, il maresciallo vero custodirà
il ricordo dell'eroico ladruncolo, fino a quando, nella scena
finale che si svolge in una stazione ferroviaria, scoprirà che gli
stanno rubando la valigia e che il ladro è Totò, miracolosamente
scampato all'insidia nazista. Il film non manca di momenti poetici,
che sottolineano i valori essenziali della vita e lo spirito
dell'Arma dei Carabinieri. E forse chi è più vicino a questo
spirito è Totò, che riscatta la precedente disonestà in virtù di
una divisa sia pur indossata con abuso. |