Testo pagina
di sinistra
intorno alla
stazione dei Carabinieri rotano facili macchiette che vorrebbero
rappresentare un mondo rurale non ancora contaminato dalla civiltà
dei consumi. Vale la pena di menzionare la levatrice Annarella
(Marisa Merlini), il parroco don Emidio (Virginio Riento), e, ben
s'intende, la prorompente Bersagliera (Gina Lollobrigida): sono
piacevoli caricature, i cui tormenti oggi risultano anacronistici e
si veda il caso della levatrice che cela di essere una
ragazza-madre pertutelare la propria onorabilità. Tutti i
personaggi di questa storia, con l'uniforme o senza, vorrebbero
avere a che fare con lo spirito che hanno i Carabinieri. Tutti
tranne una, che forse è l'unico vero Carabiniere: la mitica
governante Caramella, da trent'anni fedele all'Arma e al
maresciallo Carotenuto, le cui categorie logiche e morali conoscono
il dovere prima di ogni piacere, secondo un detto oramai in disuso.
Quando il maresciallo chiede: "Chi lo dice?", lei risponde: "La
gente", con un tono che non ammette repliche, con la voce
definitiva di chi ha compiuto un'istruttoria. Se aggiunge: "Pratica
diabolica, espleterò indagini" il gioco è tutto nelle sue mani.
Grazie alla fortuna di "Pane, amore e fantasia" , Tina Pica divenne
per tutti Caramella: mai soprannome fu più indovinato per l'attrice
più comica che il cinema italiano abbia mai avuto, con una maschera
degna di Buster Keaton. In fondo è lei, con la sua saggezza, a
guidare la stazione dei Carabinieri. |