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Pagina di sinistra
Di nuovo il Pincio, di nuovo San
Pietro. Con una lente d'ingrandimento, dilatando i fasci luminosi
che partono dagli oggetti o dai corpi, solo così riesco a decifrare
le espressioni dei volti e a scoprire o a indovinare che cosa
succede tra i tre carabinieri in primo piano.
Altri due sono lontani, di spalle, e guardano giù, impegnati a
parlare con qualcuno che sta sotto. E' probabile che quell'insolito
dialogo a distanza abbia qualcosa a che vedere con ciò che succede
tra gli altri tre, in primo piano. Non è troppo difficile
indovinare. Assolutamente non deve trattarsi, secondo me, di
qualcosa di straordinario: ma, al contrario, di una normalità che
concerne il servizio. Ecco: il carabiniere in piedi a sinistra, che
si appoggia all'albero, ha l'aria arrabbiata: " ... ci sembra
presto per via dell'ora legale", finisce di spiegare, "coll'ora
solare sono soltanto le sette e mezza ma ormai tutti se ne sono
andati perché invece sono le otto e mezza! La manifestazione è
finita e dunque possiamo andarcene anche noi!"
Ma il carabiniere seduto sulla panchina non è di quel parere: "No,
non possiamo muoverci di qui. L'ordine è di restare qui fino alle
nove". L'ordine è l'ordine, no? Ci mancherebbe altro!
Pagina di destra
E' momento del gruppo fotografico
dopo la Festa dell'Arma: si direbbe che la fantasia di Nino Caffè
capisca e riproduca la realtà con un'intelligenza e un divertimento
di cui nessuna macchina fotografica, neanche quella di
Cartier-Bresson, sarebbe capace.
Il buio portale sufficiente a ricordare il vecchio palazzotto
seicentesco che è stato trasformato in caserma; la bionda,
cicciosa, curiosa moglie del maresciallo che si affaccia alla
ringhiera, magari anche con una speranziella di "restare" in un
margine della foto; i quattro carabinieri che stanno mettendosi in
posa occhieggiando di qua o di là, come preoccupati di venire
sorpresi dallo scatto fatale e, in assoluto contrasto con questa
commovente agitazione, la calma disinvoltura con cui i due
sottufficiali si sono messi in posa subito, tutto, in questo
mirabile quadro, è perfetto ma, soprattutto, l'espressione dei due
sottufficiali. Confrontandola con quella dei quattro carabinieri si
ha la spiegazione di come sia costruita l'Arma, su quali basi
sociali. I tratti del volto sono sottilmente aristocratici:
educati, istruiti, nobili di sentimento: nelle due teste,
lievemente piegate da una parte, e nella composta fermezza delle
labbra, si avverte quella pazienza che si acquista soltanto con una
fede secolare. |