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E' il 26 ottobre 1860: nei pressi
di Teano, in Campania, Vittorio Emanuele II e Garibaldi, con i
propri stati maggiori, s'incontrano per dar modo all'"eroe dei due
mondi" di consegnare simbolicamente al re di Sardegna le province
meridionali conquistate dopo l'impresa dei Mille. I Carabinieri
partecipano allo storico evento con un drappello di scorta al
sovrano. Inizia così quella iconografia patriottica che vuole i
Carabinieri presenti in tutte le immagini a cui è stato affidato il
racconto storico delle vicende nazionali, quasi a suggellare
l'austerità e la solennità di certi momenti. Dall'incontro di
Teano, come ce lo ha descritto in un celebre dipinto Girolamo
Induno, alle immagini risorgimentali di Carlo Bossoli, ai bozzetti
militari di Giovanni Fattori, fino agli affreschi di Piero Aldi nel
Palazzo Comunale di Siena, i Carabinieri conferiscono ufficialità
ai fatti salienti della nostra storia. Ma non si tratta soltanto di
coreografia: i Carabinieri hanno sempre operato per l'unità dello
Stato fino a divenirne l'immagine stessa. La. vita di Vittorio
Emanuele II è ricca di tanti episodi, da cui emerge quanta
considerazione egli avesse per quei "militari per buona condotta e
saviezza distinti", tant'e che proprio sotto il suo regno (seduta
parlamentare del 24 giugno 1864) all'Arma venne riconosciuto
quell'appellativo di Benemerita" con cui essa - da oltre un secolo
- viene definita per antonomasia. |