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I Carabinieri della montagna
Che i Carabinieri siano nati con la vocazione per il cavallo è
un fatto certo, se si pensa che quando essi vennero creati il
quadrupede era il mezzo comune di locomozione. E' però altrettanto
certo che essi avessero anche la predisposizione alla montagna,
perché allora il territorio dello stato sabaudo comprendeva per i
due terzi una buona fetta dell'arco alpino e in più l'aspra Savoia.
Le "girate" d'ispezione e le perlustrazioni non potevano essere
effettuate se non a cavallo o, più tardi, con le rudimentali
racchette che permettevano ai militari delle sperdute stazioni di
montagna di aprirsi il cammino nella neve, per adempiere quei
gravosi doveri che il governo rimunerava con mille lire
all'anno.Venendo ai giorni nostri, c'è da rimanere stupiti di
quanto l'antica vocazione sia divenuta nei Carabinieri della
montagna esercizio di estrema professionalità, nei gioghi alpini
come nei contrafforti appenninici, soprattutto a beneficio di tanti
italiani e stranieri che si avventurano nelle scalate o nelle
escursioni sciistiche, spesso impreparati e dimentichi delle
insidie della roccia e della neve.L'istituzione delle prime unità
di Carabinieri sciatori risale al 1922. Successivamente il Comando
Generale si rese conto che ad esse andavano affiancate altre unità
specificamente addestrate alla roccia e che questi Carabinieri
della montagna dovevano essere alimentati annualmente di nuove
leve, per cui venne costituita una Scuola Alpina dell'Arina a Monte
Bondone, in provincia di Trento. E poiché col tempo si infittirono
le necessità di presenza, di specializzazione e d'intervento di
questa nuova specialità, ne venne decisa nel 1968 una completa
ristrutturazione operativo-addestrativa trasferendo la Scuola
Alpina nell'attuale sede di Selva di Val Gardena (Bolzano), ai
piedi delle piste mondiali e delle pareti dolomitiche,
denominandola "Centro Carabinieri Addestramento Alpino".I
Carabinieri della montagna, già selezionati per la loro origine
valligiana - ma ve ne sono anche di provenienza insulare - sono
sottoposti contemporaneamente a varie fasi di severo addestramento
psicologico, perché non soffrano della solitudine che impone la
montagna, e tecnico, che assicuri l'efficienza e il rendimento del
loro impiego in qualsiasi condizione di clima e di terreno.
Estremamente accurata la loro preparazione anche in tema di
traumatologia per ogni emergenza dell'infortunistica, soprattutto
nell'uso del barchino portaferiti, di barelle e di slitte per il
trasporto dell'infortunato. Non da meno è il rigore addestrativo
dei Carabinieri rocciatori, articolato nella "fase roccia" -
resistenza fisica, teoria dell'arrampicata, cordate sperimentali -
e nella successiva "fase ghiaccio", riservata alla conoscenza
approfondita della neve, all'uso dei nuovi mezzi di dotazione nelle
scalate, allo studio dei crepacci ed al "soccorso su
ghiaccio".Dall'impiego dei suoi sciatori e rocciatori nelle
competizioni sportive nazionali, internazionali e mondiali, l'Arma
ha tratto le più prestigiose affermazioni, come memorabile rimane
la partecipazione dei Carabinieri alla scalata dell'Everest, in
seno alla spedizione militare italiana del
1973. |