Didascalie immagini pagina di sinistra
Il nuraghe, simbolo della Sardegna arcaica, fa da
sfondo a questa pattuglia ottocentesca, che riporta alla memoria il
mitico Brigadiere Lorenzo Gasco, protagonista nello stesso ambiente
di imprese leggendarie.
Una veduta del paesaggio sardo dominato da rocce modellate
dall'erosione, spesso utilizzate come rifugio dai banditi, ieri
come oggi. Un territorio difficile, gravato da particolari forme di
criminalità endemica, in cui i Carabinieri, con indomito impegno,
si sono da sempre distinti nell'attività antisequestro e nella
ricerca di latitanti, anche avvalendosi di reparti appositamente
dedicati.
Speciali squadriglie a cavallo (foto a destra, in alto) operano
in Sardegna per contrastare forme di banditismo che hanno radici
lontane e che richiedono una particolare dedizione.
Testo pagina di destra
L'Isola, che vanta di aver dato origine allo Stato
Sabaudo e poi al Regno d'Italia, soltanto nel 1822 ottenne
l'estensione del servizio dei Carabinieti Reali al proprio
territorio, cioè otto anni dopo l'istituzione del Corpo. Le ragioni
di tale ritardo vanno individuate nelle profonde difformità
esistenti in ogni campo tra i domini di terraferma e la Sardegna,
ove nel 1814 era ancora in vigore il regime feudale. Un unico corpo
incaricato dell'ordine pubblico e della tutela dello Stato avrebbe
comportato l'obbligo di far rispettare leggi diverse, per cui si
preferì lasciare operare in tal senso nell'isola il "Reggimento
Cavalleggeri di Sardegna", a cui venne affiancato nel 1818 il
"Corpo dei Moschettieri di Sardegna". Entrambe le istituzioni
vennero però sciolte per dar vita al "Corpo dei Cacciatori Reali di
Sardegna", che a sua volta cessò di esistere essendo stato
assorbito dai Carabinieri Reali in virtù delle Regie Patenti del 16
ottobre 1822. Seguì un decennio intessuto di conflitti di
competenze tra le autorità militari, ma anche civili, e i
Carabinieri, proprio per la difformità del sistema statale in atto
nell'Isola rispetto a quello di terraferma, per cui Carlo Alberto,
con Regio Viglietto del 3 marzo 1832, vi ripristinò il servizio dei
Cavalleggeri, abolendo le due Divisioni dei Carabinieri Reali. Ma
la decisione non fu definitiva. La cessazione dell'autonomia
amministrativa in Sardegna, avvenuta nel 1847, fu motivo
sufficiente per ripristinarvi il servizio dei Carabinieri, il che
avvenne nel 1853 con l'istituzione di un "Corpo dei Carabinieri
Reali di Sardegna", con un proprio regolamento e un proprio
organico autonomo. In sostanza, non era cambiato nulla. Soltanto
col Regio Decreto del 24 gennaio 1861, i Carabinieri di Sardegna,
con una propria Legione, la 3a, costituita in Cagliari il 13 agosto
di quell'anno, entrarono definitivamente nella grande famiglia
dell'Arma, con uno scompartimento poco difforme da quello attuale,
articolato su di un Comando di Regione (Cagliari), 4 Comandi
Provinciali (Cagliari, Oristano, Nuoro, Sassari), 29 Compagnie e
278 Stazioni. In Sardegna operano altresì una Scuola Allievi
Carabinieri, con sede ad Iglesias, molti Reparti Speciali, tra cui
lo Squadrone Eliportato "Cacciatori di Sardegna", 2 Nuclei con un
Distaccamento Elicotteri (Elmas, Olbia, Abbasanta) ed un Nucleo
Subacquei a Cagliari, che ospita altresì il 9oBattaglione Mobile
"Sardegna". |