In questo spazio sono riassunte le risposte ai quesiti
d'interesse generale, per ogni singolo settore, inviati al
Comando. |
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Come è possibile riconoscere un
prodotto biologico?
Il Reg. (CE) n°331/2000 della
Commissione ha definito il logo che i produttori possono utilizzare
volontariamente nel caso in cui i loro prodotti soddisfino
determinate condizioni. Tale logo, formato da 3 cerchi concentrici
di colore verde e blu, porta al centro una spiga e intorno la
scritta AGRICOLTURA BIOLOGICA - REGIME DI CONTROLLO CE.
Recentemente si è tanto parlato
di etichettatura delle carni. In cosa consiste?
L'etichettature delle carni risponde
ad una esigenza: la tracciabilità dei prodotti, ossia la
possibilità di conoscere da dove un determinato prodotto proviene.
Con l'etichettatura delle carni tale obiettivo è stato raggiunto.
D'ora in poi, la carne commercializzata dovrà contenere
informazioni sul bovino che l'ha originata, dove è nato, dove è
stato macellato e sezionato. Quindi, se si vuole sapere dove, ad
esempio, è stato macellato un bovino, basterà prendere nota del n°
di identificazione del macello e chiamare la ASL competente per
conoscere tutti i dati del macello.
Si potrà sapere se una carne è
italiana?
Su tutte le carni è obbligatorio
indicare la nazione di nascita, allevamento e sezionamento. Se
un'animale è nato, allevato e macellato in Italia si potrà avere la
sola indicazione "Origine: Italia". Se invece l'animale proviene da
una nazione extraeuropea, si avrà la scritta "Importato vivo nella
CE" se poi viene ingrassato e macellato all'interno dell'UE; se un
animale è nato, allevato e macellato in un paese terzo si avrà
obbligatoriamente la scritta: "Macellato in (nome paese) - Origine
non CE".
Dall'etichetta si potrà anche
sapere cosa ha mangiato l'animale?
Tali tipo di indicazioni,
facoltative, possono essere riportate solo da determinati operatori
che fanno parte di Consorzi riconosciuti dal Ministero delle
Politiche Agricole e Forestali. Tali indicazioni facoltative
possono riguardare l'animale, l'allevamento, la macellazione o
altre informazioni previste nel disciplinare di etichettatura.
Se le etichette delle carni non
sono a norma a quali sanzioni va incontro il macellaio?
A norma del D.Lgs n°58/2004,
l'operatore che commercializza carni bovine prive in tutto o in
parte delle indicazioni obbligatorie del Reg. (CE) n°1825/2000 è
soggetto al pagamento di una sanzione amministrativa pecuniaria da
2000 a 12.000 euro.
Il mio macellaio cosa deve fare
per essere in regola con la legge sulla etichettatura delle
carni?
Il Reg. (CE) 1760/2000 precisa che
per la sola carne venduta al taglio nell'esercizio di vendita,
l'etichetta può essere sostituita con una informazione fornita per
iscritto ed in modo visibile al consumatore, contenente le stesse
informazioni previste in etichetta. Tale informazione al
consumatore, può rivestire la forma di un cartello o di un
documento, stampato o compilato, oppure essere visualizzato su di
uno schermo elettronico. Tale sostituzione è possibile
esclusivamente per i prodotti non preconfezionati e non
preincartati.
Le etichette vanno anche sulla
carne macinata?
Sulle confezioni delle carni
macinate si dovrà avere il numero di riferimento dell'animale, le
diciture "Preparato in (nome dello Stato), Origine (nome dello
Stato) e Paese di macellazione ". |
In Italia è possibile
coltivare la canapa tessile?
Attualmente in Italia la
coltivazione della canapa da fibra incontra problemi legati alla
legislazione. Infatti, il DPR n°309/90 vieta la coltivazione di
Cannabis indica o canapa da droga. Tale divieto rende però
problematica anche la coltivazione della canapa da fibra visto che,
dal punto di vista botanico, la canapa da droga e da fibra, sono
ascrivibili ad un'unica specie: la Cannabis sativa L.. La
distinzione canapa da droga e da fibra è legata alla presenza di
THC (tetraidrocannabinolo), che è l'elemento allucinogeno. Le
piante da fibra hanno un contenuto in THC inferiore allo 0,3%, le
cannabis da droga superiore al 5%. Si può pertanto distinguere una
cannabis da droga da una da fibra solo con un'analisi chimica.
Esiste il rischio che una canapa
da fibra possa essere impiegata in maniera illecita?
Le piante selezionate per la
produzione di fibra sono state selezionate geneticamente in modo
che il contenuto in THC sia inferiore almeno al 2%. Esistono
addirittura cultivar francesi in cui tale contenuto è stato ridotto
anche allo 0,5%.
Che differenza c'è tra i NAS ed i
NAC?
Mentre i NAS si occupano
essenzialmente del rispetto delle norme igienico-sanitarie e delle
"sofisticazioni" nella produzione e commercializzazione dei
prodotti agroalimentari, i NAC si occupano del rispetto delle norme
poste a tutela della "qualità" dei prodotti agroalimentari
sviluppando una specifica azione di contrasto alle "frodi
commerciali" con riferimento in particolare:
- alle "contraffazioni" e alle "false evocazioni" dei marchi di
qualità ("agropirateria");
- agli illeciti sulla etichettatura e tracciabilità degli
alimenti;
- alle violazioni delle norme
sulla
produzione/commercializzazione regolamentata e alle altre forme di
concorrenza sleale.
Inoltre i NAC contrastano le "frodi comunitarie" del comparto
agroalimentare riferite agli indebiti percepimenti di sovvenzioni
dell'Unione Europea.
Ad esempio, nel caso del vino, se un produttore aggiunge al
prodotto del metanolo che è nocivo alla salute (sofisticazione)
interverranno i NAS, se invece commercializza un vino falso DOC
(contraffazione) o ha ottenuto indebitamente contributi pubblici
per la viticoltura interverranno i NAC.
Posso chiamare il numero verde
per fare delle denunce?
Se si vogliono fare delle denunce il
modo migliore sarebbe rivolgersi al NAC o alla Stazione Carabinieri
competente per territorio poiché in tal modo si possono raccogliere
maggiori elementi utili per svolgere gli accertamenti con maggiore
celerità.
Sono un olivicoltore della
provincia di Perugia. Vorrei avere delle sovvenzioni comunitarie,
cosa devo fare?
Le consigliamo di rivolgersi agli
uffici della Regione Umbria o alle Organizzazioni di Categoria che
le sapranno indicare i requisiti e l'iter necessario per poter
accedere agli aiuti dell'Unione Europea.
Sono un allevatore di bovini di
Reggio Emilia. E' vero che anche i Carabinieri operano controlli
nel settore delle quote latte?
Nel Comando CC Politiche Agricole e
Alimentari esiste un nucleo altamente specializzato nel settore
delle quote latte che opera continui monitoraggi per scovare
eventuali truffe ai danni dell'Unione Europea.
Ho visitato di recente un'azienda
biologica in provincia di Firenze. Io so che in queste aziende non
si possono utilizzare sostanze chimiche mentre invece ho visto
utilizzarne. Ho posto la domanda al proprietario e mi ha risposto
che si trattava di rame, consentito dalla legge. E' Vero?
Il rame può essere utilizzato ma con
alcune restrizioni. Il Reg. (CE) n.473/2002 ha infatto stabilito
che il rame (nelle forme di idrossido, ossicloruro, solfato
tribasico e ossido rameoso) possa essere utilizzato in quantità di
8 kg/ha anno fino al 31 dicembre 2005 nel caso di colture annuali.
Inoltre, per le colture perenni il quantitativo massimo è di 38
kg/ha anno. Ovviamente i quantitativi somministrati vanno
registrati su un apposito registro controllato periodicamente dagli
organi di controllo.
Ho sentito dire che vengono dati
contributi per i produttori di olio, è vero?
L'Unione Europea sostiene la
produzione dell'olio d'oliva con degli aiuti. Per avere maggiori
informazioni su chi possa accedere a questi aiuti Le consigliamo di
rivolgersi agli uffici della Regione o alle organizzazioni di
categoria.
Sono un imprenditore agricolo e
vorrei sapere in che modo posso evitare truffe ai miei
danni?
Non esiste un modo univoco per
evitare truffe. Le possiamo consigliare di rivolgersi sempre a
personale qualificato e per ogni dubbio rivolgersi o gli uffici
regionali o provinciali competenti per avere consigli su come
istruire le pratiche. Nel caso in cui ravvisi irregolarità si
rivolga alla competente stazione dei Carabinieri che svolgerà glia
accertamenti del caso.
Cos'è un agriturismo?
E' un'attività di ricezione e ospitalità, una forma di sviluppo del
turismo, utile per tutelare, qualificare e valorizzare le risorse
specifiche di ciascun territorio, promuovere la cultura rurale e
l'educazione alimentare.
Chi può aprire un agriturismo?
Lo svolgimento di tale attività è riservata all'imprenditore
agricolo ed ai suoi familiari ai sensi dell'articolo 230-bis del
codice civile, nonchè i lavoratori dipendenti a tempo determinato,
indeterminato e parziale.
Quali attività offre un agriturismo?
Ospitalità in alloggi, somministrazione di pasti e bevande
costituiti prevalentemente da prodotti propri e da prodotti di
aziende agricole della zona, organizzazione di degustazioni di
prodotti aziendali, attività ricreative, culturali, didattiche e di
pratica sportiva.
Cosa sono i marchi di qualità?
Sono dei marchi che certificano la provenienza, i metodi di
produzione e le caratteristiche dei prodotti.
Cosa sono i biocarburanti?
I biocarburanti sono prodotti derivati dalla biomassa che, oltre a
prestarsi per produrre calore e/o energia elettrica, possono essere
usati per autotrazione, sia miscelati con i carburanti da
combustibili fossili che, in alcuni casi, utilizzati puri. In
Italia di recente è stato firmato un contratto quadro che porterà
entro il 2010 alla produzione di 250 mila tonnellate di
biocarburanti, che comporteranno un rilevante risparmio energetico
ed una maggiore tutela dell'ambiente. |