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Era il 4 novembre 1918 quando, grazie alla firma dell'armistizio
siglato con l'Impero austro-ungarico a Villa Giusti (Padova),
terminava il Primo Conflitto Mondiale, la "Grande Guerra", un
evento che segnava in modo profondo e indelebile l'inizio del '900
e determinava radicali mutamenti politici e sociali. La data,
che segnava anche la fine vittoriosa della guerra per l'Italia,
divenne da allora la Giornata dedicata alle Forze Armate.
Le manifestazioni ufficiali si apriranno anche quest'anno a Roma
il 4 novembre e in tutte le Regioni d'Italia si moltiplicheranno
nuove occasioni d'incontro fra cittadini e Forze Armate. Le
iniziative si protrarranno fino alla domenica successiva, con una
giornata conclusiva ricca di appuntamenti che potrà essere seguita
in diretta streaming sul nuovo Portale della Difesa, dove sono
disponibili il programma completo delle manifestazioni e spot
celebrativi della ricorrenza.
In questa giornata si intende ricordare come le FF.AA. italiane
siano il simbolo dell'eccezionale patrimonio di valori che la
nostra storia e il nostro Tricolore rappresentano, non solo in
Patria ma anche all'estero. Appena un mese fà, infatti, il Generale
statunitense David Petraeus, Comandante delle Forze Internazionali
in Afghanistan, in un'intervista al quotidiano la Repubblica usava
parole di elogio per le Forze Italiane e per il ruolo dei
Carabinieri: "le forze italiane hanno fatto molto bene,
l'approccio ha funzionato nelle aree di loro responsabilità e
i Carabinieri rappresentano fra le forze di polizia quello che
Michael Jordan rappresenta nella pallacanestro".
Quest'anno i festeggiamenti per il
"Giorno dell'Unità Nazionale" e la "Giornata delle Forze Armate" si
inseriscono nella cornice degli eventi celebrativi del 150°
anniversario dell'Unità d'Italia.
L'Arma dei Carabinieri, nel solco di quello stile che fin dalle
origini l'ha sempre contraddistinta, ha dato il suo contributo
"discreto" ma fattivo all'Unità Nazionale. Lo ha fatto tra
l'estate del 1859 e la primavera del 1861, quando toccò all'Arma
anticipare l'insediamento ufficiale dello Stato Sardo negli Stati
preunitari al fine di assicurare la tranquillità interna necessaria
all'attuazione degli impegni assunti nei confronti delle
popolazioni italiane. Così come lo fa oggi, grazie alla indiscussa
professionalità e alla immutata capacità di rapportarsi con le
popolazioni locali, che contribuiscono a rinvigorire il patrimonio
di identità e coesione nazionale di tutti gli
Italiani. |