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Il 4 maggio del 1980, a Monreale, il Capitano dei Carabinieri
Emanuele Basile cadeva in un barbaro agguato mafioso. Questa
mattina, alla presenza del Comandante Generale dell'Arma Leonardo
Gallitelli e di autorità civili, religiose e militari, è stato
commemorato il 30° anniversario di quel sacrificio. In via Pietro
Novelli a Monreale (PA) è stata deposta una Corona d'Alloro ai
piedi della lapide che ricorda il Capitano nel luogo dove cadde per
mano mafiosa.
Dopo la resa degli Onori Militari, presso il palazzo Comunale
Guglielmo II di Monreale, il Magnifico Rettore dell'Università
degli Studi ed il Preside della Facoltà di Giurisprudenza di
Palermo, hanno poi conferito la laurea "Honoris Causa" alla memoria
all'Ufficiale caduto.
Il Capitano Basile, dal luglio 1978 al comando della Compagnia di
Monreale, si era impegnato in una complessa attività d'indagine sui
traffici di stupefacenti gestiti dalle emergenti cosche di
Altofonte e San Giuseppe Jato.
L'intraprendenza e l'intuito dell'Ufficiale misero alle corde le
agguerrite organizzazioni criminali, che ordirono una feroce
risposta.
Era da poco passata la mezzanotte di quel 3 maggio di trenta anni
fa e il Capitano Basile stava rincasando dopo avere assistito ai
festeggiamenti in onore del SS Crocifisso in compagnia della moglie
e della figlioletta Barbara. Improvvisamente l'Ufficiale venne
affrontato da tre uomini che lo fecero spietatamente oggetto di una
letale azione di fuoco, incuranti della presenza dei
familiari.
Il delitto fu commissionato dai boss di Cosa Nostra e compiuto da
un commando composto da Vincenzo Puccio (poi assassinato in
carcere), Armando Bonanno (successivamente vittima di lupara
bianca) e Giuseppe Madonia, della famiglia dei Resuttana. A fornire
il supporto logistico, invece, fu Giovanni Brusca, oggi
collaboratore di giustizia. La condanna definitiva arrivò dopo
sette processi. Al Capitano Emanuele Basile venne concessa, per la
sua dedizione e il sacrificio, una Medaglia d'Oro al Valor Civile
"alla memoria".
Il Generale Gallitelli, nel corso del proprio intervento, ha
definito il Capitano Basile "un grande servitore dello Stato,
un bravissimo investigatore di quell'Arma che nella lotta alla
mafia ha sempre dato contributi importanti. Un esempio per tutti, e
in particolare per noi Carabinieri, che viviamo in maniera
partecipe e commossa questo suo sacrificio".
Anche il Presidente del Senato, Renato Schifani, ha voluto
ricordare l'ufficiale con un personale messaggio, inviato al
Comandante della Legione Carabinieri Sicilia e con il quale ha
sottolineato come "un uomo di così grande valenza, costituisca
esempio per tutti noi ed incoraggi a proseguire senza sosta nel
percorso tracciato da lui e da tanti altri eroi caduti per la
legalità e la democrazia".
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