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Eventi
| Le nuove strade dell'euro falso: dall'Italia al nord
Africa |
Roma -
Bruxelles,20/04/2010
Nell'ambito del programma d'azione "PERICLES", nato per contrastare
la falsificazione dell'Euro attraverso lo scambio di informazioni
tra autorità nazionali e internazionali, il Comando Carabinieri
Antifalsificazione Monetaria ha organizzato un corso dedicato ai
funzionari di polizia di Cipro, Egitto, Libano, Malta e
Marocco.
L'iniziativa, svoltasi nei giorni scorsi tra Roma e Bruxelles, è
stata finanziata dall'Ufficio Europeo per la Lotta Antifrode (OLAF)
che, promuovendo tirocini, workshop specializzati e scambio di
agenti, mira a dare un'impostazione transnazionale alle categorie
professionali interessate al contrasto della falsificazione
monetaria.
Lo "Staff exchange on investigative techniques against money
counterfeiting" ha offerto ai partecipanti l'opportunità di
approfondire le tecniche di contrasto attraverso lezioni ed
esercitazioni pratiche svoltesi presso il Comando Carabinieri AFM,
nonché presso i laboratori del RaCIS (Raggruppamento Carabinieri
Investigazioni Scientifiche) di Roma.
L'analisi dei Carabinieri ha messo in evidenza un crescente
coinvolgimento di immigrati di origine africana nella spendita
di
euro falsi. In quei Paesi, infatti, lo stimato valore della
"moneta unica" e la scarsa conoscenza delle sue banconote da parte
degli operatori finanziari e di Polizia ha stimolato la crescita di
investimenti di euro falsi. Tra le organizzazioni criminali e,
recentemente anche tra la gente comune, si è sviluppata la tendenza
ad acquistare euro falsi da investire attraverso banche e
finanziarie locali.
La rapida diffusione di questo fenomeno ha indotto i Carabinieri
del Comando AFM ad organizzare seminari e progetti di formazione
per implementare la capacità operativa di contrasto e per
sviluppare un più efficace scambio dei flussi informativi.
Lo speciale Reparto dell'Arma che da oltre vent'anni opera in
ambito nazionale ed internazionale, svolge un ruolo fondamentale
per la creazione dei presupposti indispensabili all'armonizzazione
della normativa europea con quella dei Paesi in via di
sviluppo. |
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